Riaprì a proprie spese il Rondò di Bacco a Palazzo Pitti

Scritto da Silvia Silvestri |    Luglio 2004    |    Pag.

Pittrice Ha da sempre associato la sua professione alla ricerca della storia toscana. Attenta ricercatrice della tradizione, a cui si ispira principalmente nelle sue opere pittoriche, essa scrive diffusamente di quegli elementi di curiosità storica di cui è ricchissimo quello che è definito "il giardino d'Italia", la Toscana.

L'amante del teatro
Cesare è il secondo figlio
di Alfredo Lumachi che, nato a Firenze nel 1862, inizia la sua attività di fotografo nella Valdinievole, dove realizzerà una bellissima e originale serie di riprese dei paesi della zona visti 'a volo di uccello'; sposa una giovane donna di Pontito, Lucia Papi, e si stabiliscono a Pescia, dove nascono i due figli Aida e Cesare, quest'ultimo il 27 luglio 1895.
Apre lo studio a Lucca in via Fillungo 16, poi in via dell'Arancio, in pieno centro storico. Nel 1910 si trasferisce a Montecatini con la famiglia, avviando 'Foto Lumachi' in via Palestro.
Cesare, che ha frequentato l'istituto tecnico a Lucca, lascia gli studi per occuparsi dell'attività di famiglia, che in quel momento consisteva negli studi di Montecatini e in quello di Empoli in via del Giglio 18.
Cesare divide l'attività di fotografo con la passione per il teatro, negli anni '30-'40 è ancora ad Empoli e qui costituisce una sua filodrammatica, scoprendo talenti di cui si sarebbe sentito a lungo parlare, come Andreina Pagnani e Renzo Ricci.

L'amante del teatro 2
Il regista Franco Enriquez
scrive, a proposito del progettato Otello con Nando Gazzolo, all'amico scrittore e critico teatrale Paolo Emilio Poesio pochi mesi prima della sua scomparsa: "...terrei moltissimo che tu con il tuo garbo aggiungessi che dedico il nostro Otello a Cesare Lumachi - bravissimo fotografo di Piazza del Duomo che aprì, a sue spese!, il Rondò di Bacco facendovi debuttare, oh che fiuto, Albertazzi come protagonista del Candeliere, Piero Tosi scenografo e costumista e F.E. come regista! E che, spettatore severo felice e commosso all'ultima replica del Gattopardo al Niccolini, abbracciandomi in camerino mi ha detto: Ma che aspetti a fare l'Otello?".
Infatti Cesare Lumachi, oltre ad essere un eccellente fotografo d'arte, dopo l'esperienza a capo della compagnia amatoriale ad Empoli, trasferitosi a Firenze sul finire della seconda guerra mondiale, aveva aperto a proprie spese il Teatro Meridiana (piccolo teatro parte di Palazzo Pitti a Firenze, che verrà molti anni dopo ribattezzato Rondò di Bacco, come oggi è conosciuto) per farvi lavorare una propria compagnia amatoriale con un repertorio di alta qualità, le cui regie erano in parte curate da lui e in parte affidate ad altri.
Per interpretare il Candeliere di Alfred de Musset chiamò il giovanissimo Giorgio Albertazzi e Bianca Toccafondi per scenografo, per regista Franco Enriquez.

L'amante del teatro 3
Fu sicuramente negli anni '50 e '60
il più conosciuto fotografo fiorentino, quando si parlava di ritratti che realizzava con sensibilità e gusto pittorico e che aveva cura di stampare personalmente intervenendo passo passo nel processo con gesti sicuri, ammorbidendo un tratto qua, scurendo un tono là.
Dedica la stessa attenzione anche alle fototessere che ci appaiono come ritratti... in piccolo.
Tra le tante stampe riconosciamo grandi personaggi dell'arte e della cultura: dagli scrittori Papini e Enrico Sacchetti, dal poeta Vittorio d'Aste al baritono Ettore Bastianini, dallo stilista Marchese Emilio Pucci al pittore Annigoni.
Il suo studio fiorentino era in piazza del Duomo 5, vero salotto della Firenze del tempo.

Di certo Cesare Lumachi rappresentò una figura, un anello di congiungimento tra la professione del fotografo e l'uomo d'arte; anche se il lavoro di fotografo non gli lasciava più il tempo di dedicarsi alla sua seconda grande passione, veniva spesso chiamato nelle giurie per concorsi teatrali o per i più frivoli concorsi di Miss Sorriso (siamo nel 1939 e perrilanciare una marca di dentifricio si pensa ad un concorso fotografico per trovare la dentatura più smagliante: Cinquemila lire per un sorriso, abbinato al settimanale Il Milione) o più tardi Miss Italia. Nel 1975, in seguito alla morte del figlio Mario, cede l'attività ritirandosi a Pistoia. Muore nel 1983.

Nelle foto (dall'alto verso il basso): Giorgio Albertazzi, Pietro Annigoni e Piero Bargellini. Collezione Mario Carnicelli - Firenze


Il bel mondo alle acque Ringraziamo Roberto Pinochi del Comune di Montecatini per le informazioni gentilmente concesse sulle portatrici d'acqua delle Terme, di cui abbiamo parlato nel numero di giugno dell'Informatore