Un premio contro lo sfruttamento minorile

Scritto da Roberto Cavallini |    Marzo 2001    |    Pag.

pubblicista. Fiorentino, diplomato in lingue, conosce il francese, lo spagnolo e l'inglese. Direttore di Coopinforma e del corrispettivo sito www.coopinforma.it. Responsabile del dipartimento comunicazione e attività sociali dell'Associazione Cooperative Consumatori Distretto Tirrenico e dei progetti di solidarietà internazionale della Associazione Nazionale, ANCC/COOP. Attento e sensibile ai temi socio culturali legati alla globalizzazione e al consumo critico, si diletta in fotografia. Per sua fortuna ha molto viaggiato e, quando possibile, lo fa ancora.

L'altro pallone
E' un premio che viene dato a coloro che si sono distinti per la loro azione in favore dell'abolizione dello sfruttamento del lavoro infantile e per garantire la dignità dell'uomo in tutto il mondo.
Nel 2000 "L'altro pallone" è stato assegnato a un giocatore della Roma, Damiano Tommasi. Ventisei anni, sposato, con due figlie, nel corso della sua carriera - prima nelle fila del Verona, poi con la Roma e la Nazionale - Tommasi si è sempre distinto per il suo impegno civile. Ultimamente ha lavorato molto per realizzare un campo sportivo polivalente, attrezzato per calcio, pallavolo e pallacanestro, a Stublla, in Kosovo, con i fondi raccolti dai calciatori della Roma.
Ha inoltre lavorato alla diffusione, nel mondo sportivo, del pallone equo e solidale, promosso da Transfair Italia e da Coop.
Prima di lui erano stati premiati, nel '97, il comico Paolo Rossi, il giornalista sportivo, nonché opinionista, Gianni Mura (nel '98) e Ivan Zamorano, giocatore cileno dell'Inter e ambasciatore dell'Unicef per la tutela dei diritti dell'infanzia (edizione '99), che ha anche creato una Fondazione per l'aiuto ai bambini cileni.

Le cifre del pallone
Lo scorso anno sono stati importati da Sialkot, nel Punjab pakistano, 50 mila palloni, tre quarti dei quali venduti nel mercato italiano. La sola Coop ne ha venduti 25 mila. I palloni equi non sono stati lavorati dai bambini e contribuiscono a creare progetti di sviluppo per le comunità locali, che in questo modo possono investire in servizi sociali e comunitari.
In questa regione pakistana, da dove proviene l'80% dei palloni mondiali, TransFair e Coop hanno realizzato un progetto pilota: una linea di produzione che garantisce un salario equo ai lavoratori adulti, che possono così liberare i bambini dalla necessità di lavorare per integrare il reddito familiare, nonché condizioni di lavoro e di vita dignitose a quanti sono coinvolti nel progetto.
Dopo una fase di studio, tra il 1996 ed il 1997, il progetto è arrivato alla fase di realizzazione, e dal 1998 ad oggi sono stati importati e venduti in Europa oltre 270 mila palloni a condizioni eque, di cui circa 180 mila in Italia. Di questi, 120 mila sono stati venduti da Coop.
Nella stessa zona, inoltre, è stato avviato, in collaborazione con l'Unicef, un processo di scolarizzazione per i bimbi non più utilizzati nella produzione dei palloni.
Il costo del progetto - circa 500 milioni, finanziati da Coop - ha garantito la scolarizzazione di molte migliaia di bambini e bambine.