A Firenze le Cirque du soleil. Con luci, suoni e numeri spettacolari ma senza animali

Scritto da Giulia Caruso |    Marzo 2010    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

Il Barone e la Morte. Eddie e il Bambino. I Cavalieri, la Bella e i Barocchi. Una sarabanda di personaggi in un vortice di luci, ritmo, eleganza e magia. Sono gli abitanti della fantastica città creata da Le Cirque du Soleil che per la prima volta farà tappa a Firenze, al Mandela Forum, dal 24 al 28 marzo. Niente animali in gabbia, solo la grazia, la forza e l'abilità di artisti, acrobati e attori.

Saltimbanco, lo spettacolo in cartellone ci porterà in un viaggio allegorico dentro il cuore delle metropoli.

Fondato nel 1984 a Montreal da Guy Lalibertè, ventitreenne mangiatore di fuoco e dal suo compagno di strada, Daniel Gauthier, che lo ha poi lasciato nel 2001, Le Cirque du Soleil ha girato tutto il mondo facendo sognare milioni di spettatori.

Dal 2007 lo spettacolo, che è stato configurato per i Palasport, si avvale di un set che suggerisce uno spazio urbano ridotto ai suoi elementi essenziali ma di grande impatto visivo e soprattutto emozionale.

Il Barone, personaggio senza età, mantello a strisce bianche e nere, lunghi guanti rossi e cappello a cilindro, rappresenta il potere in tutte le sue sfaccettature. Eddie, calzoni, bombetta e bretelle, è il clown che gioca con l'immaginazione. Il Sognatore vive tra realtà e illusione, usa l'ironia per burlarsi del mondo. La Bella, scintillante in paillettes e corona di piume rosso fuoco, incarna l'amore, la gioia e la malinconia.

La colonna sonora come sempre, è firmata da René Dupéré. Musiche giuste per sognare e volare, sequenze di ritmi e melodie pescate dalla world music, dal tango, e dalla new age. Tutte le canzoni sono giocate su sequenze fonetiche di varie lingue, tra cui l'arabo, lo svedese e il tedesco. Alcune composizioni di Le Cirque compaiono in programmi televisivi. Come Jeux d'enfant che è diventata la sigla del programma rai Ballarò. «Con la musica - dice Dupéré - cerco di creare il rumore di una città piena di luce e di speranza, spiega il compositore. Mi sono anche reso conto che il panorama musicale di una metropoli va al di là del rumore del traffico. Nel cuore di New York, per esempio, il suono dell'alba sembra lo stesso di una campagna».

Adagio, Bicicletta artistica, Pali cinesi, Giochi di prestigio, Boleadoras sono solo alcuni dei numeri del Circo. L'Adagio, per esempio, vede tre acrobati in volo che si uniscono ad evocare la nascita, il nucleo familiare e la fragilità umana. Personaggi coloratissimi arrivano sul palco e si arrampicano sui pali cinesi che rappresentano i grattacieli. Balzando da palo a palo, gli acrobati spiccano il volo sfidando la legge di gravità. Da un'altalena russa, gli artisti sono catapultati fino a 9 metri d'altezza e in aria eseguono acrobazie ai limiti dell'impossibile atterrando in piedi o sulle spalle dei propri partner a formare una piramide umana. Due figure luminose ondeggiano su un trapezio... Una sintesi di pura armonia e bellezza e l'incanto del Circo delle Meraviglie.

I biglietti sono stati messi in vendita da dicembre con grande successo e sono esauriti. Quindi chi non conosceva questo spettacolo e lo legge solo qui... dovrà aspettare la prossima tournée.