Intervista a Caterina Bueno, Vittorio Barsotti (Lucca Jazz Donna) e Michela Munari (Quartetto Euphoria)

Scritto da Bruno Santini |    Febbraio 2006    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

"... In profondità di vestigia antiche e preziose dell'espressività popolare (...) dalla voce stessa dei rari cantori sparsi nella campagna toscana... in grado di ricomporre un brano cogliendone di paese in paese i frammenti, tanto che il mosaico è completo il più delle volte solo dopo mesi di esplorazione".

L'altra metà del sound 1
Le belle parole sono di Ermanno Gargani
e fanno parte delle note originali che accompagnarono l'uscita dell'lp "Eran tre falciatori", prezioso disco di Caterina Bueno, instancabile ricercatrice di note e testi di canti popolari. Il disco adesso è diventato un cd (doppio) nuovamente edito - insieme a "Se vi assiste la memoria" e "Il trenino della 'leggera'" - dalla Warner Strategic Marketing.

L'altra metà del sound 2
Bueno in digitale

«Sono tre long playing degli anni '70, merce rara - ci spiega la stessa Bueno -, introvabili vinili in mano ormai a pochi collezionisti o studiosi universitari. Il passaggio in compact disc permette un importantissimo recupero ed una più ampia diffusione: anche perché questi lavori erano stati fatti per un pubblico popolare e non per una nicchia di appassionati».

Che effetto le fa riascoltare ora, a distanza di trent'anni, quelle canzoni?
«Mi emoziona! Sono così spoglie, così essenziali... alcune addirittura non complete, come le avevo trovate all'epoca».

Ecco quindi scorrere, una dietro l'altra, "Storia del grillo e della formica", "Maremma amara", "Eccolo maggio", "La donnina che semina il grano", "Mia bella mora"...
È davvero soddisfatta di questa operazione Caterina Bueno, lo si capisce dal fiume di parole e ricordi che accompagnano la nostra chiacchierata. La ritrovi combattiva e decisa come ancora la descriveva Gargani: "Feste e sagre popolari sono l'occasione di Caterina: allora armata di chitarra e registratore cerca i suoi cantori, eredi di un tempo perduto. Non è facile farli cantare: Caterina, con scienza maieutica, comincia lei stessa ad intonare qualche canto, provoca la risposta. Tutto questo avviene nelle osterie, nelle aie di paesi sperduti o sul posto di lavoro".

A bordo della sua "500" bianca con il tettuccio nero, Caterina si sposta di paese in paese, pronta a scavalcare qualsiasi ostacolo pur di aggiungere un nuovo tassello alle sue ricerche. Il suo obiettivo è scovare testi e melodie dimenticate, raccoglierle dalla viva voce della gente, contadini, lavoratori stagionali, in centri talmente piccoli che a volte non compaiono nemmeno sulle carte stradali. Un'impresa non facile per una giovane donna che viaggia da sola, nell'Italia degli anni '70, all'inseguimento di un qualcosa che non tutti riescono a capire.
«Come quella volta - racconta - che ad Arcidosso, sorpresa da una bufera, nello scendere dall'auto mi caddero le chiavi che scomparvero nel profondo manto di neve. Poco più avanti c'era la locale stazione dei carabinieri. Entrai. Se non altro sarei stata al calduccio... ma nessuno pareva disposto a credere alla mia storia, che ero lì solo per cercare vecchie canzoni. Sospettosi mi fecero mille domande: non riuscivano proprio a capire. Poi, dopo lunghe ore, la neve cominciò a sciogliersi restituendo alla vista di tutti la prova della mia sosta forzata».

L'altra metà del sound 3
Jazz in rosa

La tradizione musicale femminile in Toscana continua, seppur attraverso altre strade. Sono donne le protagoniste della seconda edizione del "Lucca Jazz Donna", «una rassegna dedicata esclusivamente alle donne - spiega Vittorio Barsotti, presidente del "Circolo Lucca Jazz", uno degli enti promotori dell'iniziativa -, per una scelta di valorizzazione della figura femminile che non è solo cantante ma è anche arrangiatrice, compositrice e strumentista».
Dopo il convincente esito ottenuto l'anno passato, ecco anche per questo 2006 un cartellone assai ricco e vario. «Abbiamo deciso di fare concerti (quindici le formazioni musicali presenti, ndr) dedicati da un lato ai giovani e dall'altro al pubblico adulto».

Difficile radunare un così nutrito gruppo di artiste?
«Ci siamo dati daffare... ma cercando si trova! Avremo artiste che arrivano da Giappone, Israele, Australia, Europa, soprattutto Stati Uniti, e naturalmente dall'Italia. La nostra scommessa era organizzare qualcosa di diverso, per certi versi nuovo. Non è tanto un problema di antagonismo tra sessi... del resto la questione femminile non l'abbiamo inventata noi. Se abbiamo a livello nazionale un ministero per le Pari opportunità vuol dire che il problema esiste, ed esiste anche nella musica; specialmente nel jazz, dove la donna ha quasi sempre e soltanto fatto la cantante. Con "Lucca Jazz Donna" offriamo la possibilità di un grande riscatto paritario».

Qual è l'arma in più della donna-musicista?
«Forse la sensibilità diversa con cui questa si approccia alla musica. Nella passata edizione, per esempio, l'americana Christine Fawns, al termine di un incontro con dei ragazzi in una scuola, si accorse di aver scordato la tromba in albergo: non ci pensò su un attimo, fece una corsa e tornò da loro con lo strumento. Inutile dire che i ragazzi rimasero molto colpiti dall'episodio».

Donne sul palco chiamano donne in platea?
«Sicuramente il pubblico femminile è molto stimolato da questo, ma anche quello maschile è numeroso. Curiosità forse, ma anche interesse».

Tra le varie proposte in cartellone segnaliamo gli omaggi a Martin Luther King ("I have a dream", sabato 25 febbraio), a Steve Wonder ("Steveland", lunedì 27 febbraio) e a Chet Baker ("I remember Chet", domenica 5 marzo). Tre originali modi di vedere l'opera di altrettanti grandi artisti, con l'occhio femminile. Per maggiori informazioni: www.luccajazzdonna.it.

L'altra metà del sound 4
Scatenate sul palco

Più "facile" sembra essere il cammino artistico per il "Quartetto Euphoria"... che però trova il modo di "complicarsi" la vita proponendo quella che per alcuni operatori culturali, specialmente al loro primo apparire, è considerata una vera e propria arditezza.
«Un quartetto d'archi al femminile non rappresentava e non rappresenta certo una novità - ci spiega Michela Munari, violoncellista -. Lo è invece il modo in cui ci comportiamo sul palco. Il Quartetto Euphoria si esibisce in una cornice che solo inizialmente è quella seriosa dei concerti classici. Nulla, dagli inizi misurati, lascia presagire il caos sonoro che da lì a poco scuote musiciste e partiture. Bastano pochi minuti e la confusione si sostituisce alla logica: gli archetti diventano oggetti di scena e gli strumenti rivelano possibilità di utilizzo impensate».

A questo punto si può ancora dire di assistere ad un concerto?
«Noi preferiamo semplicemente pensare che la musica abbia bisogno di essere, oltre che ascoltata, vista e gustata», e non a caso il loro spettacolo s'intitola "Guarda che musica!".

Il gruppo, composto da Marna Fumarola e Alessia Massaini (violini), Chie Yoshida (viola) e appunto Michela Munari (violoncello), si costituisce ad Arezzo nel 1999, contagiato probabilmente dal virus fantastico della Banda Osiris, che il gruppo ha accompagnato nella tournée di "Roll Over Beethoven", lo spettacolo ideato per festeggiare i primi 20 anni di attività della compagnia di teatro comico-musicale. In Francia esisteva già un gruppo maschile, "Le Quatuor", così concepito, ma per l'Italia era una novità. «Però non abbiamo trovato difficoltà particolari o diffidenza per il fatto di essere donne. Anzi - confessa Michela - la "solidarietà" femminile ci ha aperto le porte a Festival o feste dedicate alle sole donne».

Nessuna differenza quindi tra una musicista e un collega maschio?
«Sul palco nessuna. Provocatoriamente direi invece che le differenze sono piuttosto evidenti nei camerini: i nostri sono belli, ordinati e con mille pupazzetti».



Lucca Jazz Donna

Auditorium del Suffragio
Piazza del Suffragio, Lucca da sabato 25 febbraio a domenica 5 marzo

info: 0583 442606