Trasparenza nelle informazioni sui prodotti, aula didattica e un’astronave-laboratorio per controllare sicurezza e genuinità dei cibi

Scritto da Antonio Comerci |    Luglio-Agosto 2015    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

L’aula del futuro - foto di A. Pasquali

Coop Consumatori

Nel numero di maggio dell’“Informatore” abbiamo scritto del supermercato del futuro, presente a Milano e delle iniziative prese in Toscana sempre nell’ambito dei temi dell’Expo, come la “fattoria galleggiante” di cui si è parlato anche in un incontro presso il Centro*Empoli.

Questa volta ci interessiamo di altri aspetti della presenza della Coop Consumatori alla grande kermesse di Milano; li scopriamo insieme a Stefano Bassi, presidente dell’Associazione nazionale coop consumatori (Ancc).

Cosa rende diversa la presenza della Coop rispetto alle grandi aziende, anche multinazionali, presenti all’Expo?

«Abbiamo dato spazio, con iniziative specifiche, a valori e questioni di grande attualità legate al futuro del cibo. Temi come la disponibilità del cibo, i vincoli demografici e climatici che la condizioneranno, le azioni per salvaguardare il patrimonio di biodiversità terrestre e marina, la lotta allo spreco alimentare che ha raggiunto livelli inaccettabili, sono stati oggetto di confronto con molti nostri interlocutori. Alle iniziative promosse da Ancc sono presenti competenze specialistiche, associazioni di produttori, istituzioni internazionali legate alla Fao e all’Onu impegnati nei programmi alimentari».

Il supermercato del futuro - Foto di A. Pasquali

Nella tua visita all’Expo cosa ti ha colpito di più del Future food district (lo spazio del cibo futuro) dov’è presente il nostro supermercato?

«Certamente la parte della trasparenza delle informazioni al consumatore sui prodotti, sulla filiera e sui valori nutrizionali, con soluzioni innovative sul piano tecnologico. Allo stesso tempo sento il bisogno di una costante attenzione all’accoglienza, a soluzioni innovative nell’organizzazione del punto vendita rispettoso dell’impatto ambientale.

E poi abbiamo cercato di far emergere il profilo sociale della proprietà cooperativa: non siamo un semplice soggetto della grande distribuzione. Possiamo dire con tutta tranquillità che siamo soprattutto dei protagonisti dell’economia sociale, attenti certo alla redditività della cooperativa, alla sua capacità di produttore di ricchezza per la convenienza, la sicurezza alimentare, la qualità dei prodotti.

Qual è l’atteggiamento delle persone di fronte a queste novità e quale dev’essere il nostro ruolo?

«Vedo grande attenzione nel territorio su questi temi, importanti opportunità di collaborazione con i produttori, i fornitori e l’associazionismo. Sta a noi dedicare impegno e risorse a questi temi che sono la nostra identità di valori e d’impresa. Soprattutto in questi anni di crisi saremo giudicati soprattutto per la nostra capacità di fornire cibo di qualità e con prezzi convenienti. Questa è la nostra funzione mutualistica.

La nostra storia sui temi dell’educazione al consumo consapevole, sulla lotta allo spreco e sulla salvaguardia ambientale ci obbliga fare di tutto questo un elemento centrale della nostra reputazione».

L’aula del futuro - foto di A. Pasquali

Aula del futuro

Arredi innovativi e tecnologici per consentire una didattica digitale, dove la Coop consumatori propone laboratori per le scuolefinalizzati a offrire consapevolezza sui temi del consumo e della sostenibilità ambientale e sociale, rendendo esplicito lo scopo dell’attività di Coop per la scuola: “conosco, mi informo, scelgo consapevolmente, cambio qualità e stile dei miei consumi”.

Taleproposta è articolata per fasce d’età e per essere suggestiva, veloce e interattiva. Sul sito www.progettieducativicoop.it, area Coop in Expo, è possibile consultare le proposte di laboratori ed effettuare la prenotazione per far partecipare la classe.

L'intervistato Stefano Bassi presidente dell’Associazione Nazionale Coop Consumatori (Ancc)

Domandiamo a Carmela Favarulo, responsabile dei progetti educativi di Ancc: qual è il clima nell’Aula del futuro?.

«C'è grande fermento e curiosità. I ragazzi sono attratti dall’uso della tecnologia (tablet, touch screen e risponditori automatici) che li guida in giochi di ruolo, quiz e spese virtuali. Ogni giorno circa 6/7 classi (150 ragazzi) si lasciano coinvolgere in laboratori interattivi ed esplorano le grandi tematiche di Expo quali per esempio il legame tra cibo e biodiversità, oppure scoprono il menù “antispreco” o ripercorrono le filiere produttive della carne e del pesce, analizzandone la sostenibilità e la sicurezza alimentare e molto altro ancora. Durante l’estate ospiteremo i campi estivi e sono già moltissime le classi che hanno prenotato per settembre e ottobre».

Cosa rimane delle proposte educative fatte all’Expo?

«Per Coop, lavorare con i bambini e i ragazzi significa lavorare con i consumatori di domani. Saranno loro i veri fruitori del supermercato del futuro che rimane il luogo dove le merci esercitano il loro potere persuasivo ma è anche un laboratorio didattico dove il consumatore, ripercorrendo le storie dei prodotti, le loro filiere, le scelte etiche legate alla produzione, può iniziare a riflettere sui propri bisogni, sui propri comportamenti di acquisto e sull’impatto che questi possono avere sull’ecosistema, sull’ambiente e, dunque, sulla vita delle persone».

Sicurezza alimentare

L'intervistata Carmela Favarulo responsabile dei progetti educativi di Ancc

Infine il tema della sicurezza e della genuinità, cavallo di battaglia della cooperazione di consumatori fin dalla nascita del movimento. Nato da un’idea di Coop e Merieux NutriSciences, il laboratorio di nuova generazione realizzato all’Expo, è una specie di astronave, nella quale i visitatori grazie a uno schermo panoramico si calano in uno spazio dove le più sofisticate tecniche di controllo e analisi sono operative: ricerche sui virus, controllo dell’origine e dell’autenticità dei prodotti e nuove frontiere offerte dalle applicazioni on line.

Il visitatore s’immerge in un viaggio al centro della sicurezza alimentare per scoprire le opportunità che la scienza e la tecnologia offrono per il controllo e il miglioramento della salute pubblica. Con questo spettacolare viaggio nel futuro, il consumatore riuscirà a percepire l’importanza e il ruolo chiave del cibo per il proprio benessere e la nutrizione.

Del resto Coop Italia già vent’anni fa aveva dotato il proprio laboratorio d’analisi di uno strumento, allora unico in Italia, per rilevare la presenza di Ogm (Organismi geneticamente modificati) nei prodotti e nei mangimi usati negli allevamenti che forniscono prodotti a marchio Coop.

Un paio d’anni fa il laboratorio si è arricchito di uno strumento in grado di stabilire l’origine dei prodotti, un “naso elettronico” che compara i dati di un olio, per esempio, con quelli di altre centinaia di oli di cui di sa con certezza l’origine, scoprendo da dove viene quell’olio.