L’Officina profumo farmaceutica di Santa Maria Novella compie 400 anni

Scritto da Pier Francesco Listri |    Marzo 2012    |    Pag.

Giornalista e scrittore Caporedattore per oltre un ventennio del quotidiano "La Nazione", è stato collaboratore del "Ponte" e de "L'Espresso". Profondo conoscitore della storia fiorentina e toscana, alla quale ha dedicato numerosi volumi. Ha curato a lungo i problemi della scuola, redigendo manuali e fondando le riviste "Tuttoscuola" e "Palomar". Ha diretto a Firenze l'emittente televisiva Rete A, al suo attivo ha anche una collaborazione trentennale con la RAI.

(Foto di F. Chiantini)

Grandi novità, quest'anno intorno alla storica Santa Maria Novella: l'Officina Profumo Farmaceutica (nella foto a lato di C. Valentini), da sempre annessa al celebre convento fiorentino, ma da secoli ormai laica e indipendente, compie quest'anno quattrocento anni, essendo stata aperta al pubblico nel 1612.
Divenuta ormai una grande realtà internazionale, con oltre 50 negozi e 100 corner nel mondo, avrebbe in realtà una storia ben più lunga. I frati domenicani giunti a Firenze ai primi del Duecento e insediati nella allora ancor piccola chiesa di Santa Maria delle Vigne, aprirono quasi subito una ‘infermeria' per i confratelli malati e più tardi per i poveri di Firenze. Fortunata nei secoli, si trasformò in spezieria, a questo punta dedita non solo ai medicamenti, ma sempre più ai prodotti per la cura del corpo, per la cosmesi, per il benessere.

Sulle colline di Firenze i frati coltivavano erbe e piante medicinali e odorose, fra cui le rose da cui trassero l'Acqua di rose e soprattutto l'iris, dal cui rizoma uscivano ciprie, saponi e profumi. Quella spezieria, sempre gestita dai frati del convento - mentre qui convenivano grandi personaggi come papa Eugenio IV, e si svolgeva in Firenze il Concilio Vaticano per l'unione tra cattolici e greco-ortodossi -, fiorì straordinariamente fino a divenire fra l'altro, per gratificazione medicea ‘Fonderia di Sua Altezza Reale'.
In epoca moderna, per vicissitudini storiche, i frati dovettero abbandonare il convento, ma l'Officina proseguì. I decreti napoleonici e, con l'Unità nazionale, il governo italiano soppressero le congregazioni e confiscarono i loro beni. Per queste e altre vicende, nel 1869 l'Officina passò definitivamente dai frati domenicani ad una famiglia laica, quella degli Stefani che tutt'ora ne sono in parte proprietari. Ma da più di un ventennio ne è comproprietario, direttore generale e massimo patron l'ingegnere toscano Eugenio Alphandery che ha messo in atto uno straordinario e ormai consolidato rilancio. Oggi la Farmacia propone oltre cinquecento prodotti. Ma la sua fortuna è dovuta soprattutto all'aver praticato e al praticare un binomio felice: la ferrea obbedienza alla tradizione, nelle materie prime, nelle ricette e nei prodotti, unita però a una avanzatissima tecnologia produttiva.

(Foto di F. Chiantini)

Tradizione e tecnologia
Lo stabilimento dove si producono i prodotti dell'Officina, in via Reginaldo Giuliani a Firenze, rappresenta un insieme produttivo quasi di antiche botteghe artigiane, dove la manualità è ancora vincente, sebbene assistita da macchine e strumenti di ultima generazione. Dalle materie prime fino al prodotto, tutto nasce a Firenze - mantenendo la nobiltà di un'antichissima tradizione - ma diffondendosi poi sui mercati internazionali. Oggi l'Officina si avvale anche di un grande giardino in quel di Castello, dove si coltivano e si producono le erbe e le piante le cui essenze nutrono e profumano tutti i prodotti.

Tanto la storia passata, quanto le nuove richieste della contemporaneità, han dato ragione e fortuna a questa antichissima istituzione. Nei secoli passati medicamenti e profumi dell'Officina servirono a fronteggiare a Firenze in Italia e in altri paesi, da un lato le ritornanti epidemie, dall'altro i costanti miasmi che affliggevano le città e i suoi assiepati abitanti. Ai giorni nostri, invece, il rilancio del gusto delle cose naturali della cosmesi e del benessere trovano nelle ricette e nei prodotti dell'Officina la più calzante risposta.

Il Museo del profumo
Accanto all'antichissima Accademia della Crusca, accanto all'ottocentesco Gabinetto Vieusseux, l'Officina (a destra, in una foto di C. Valentini)è stata e resta uno dei punti di richiamo, non certo solamente commerciali, della Firenze allora del Grand tour e oggi del turismo internazionale. Da qui si giustificano gli importanti eventi che daranno vita, nel 2012 alla celebrazione del quadricentenario. Un radicale restauro intanto dei solenni e nobili ambienti storicamente legati alla grandezza del complesso di Santa Maria Novella. La sede storica dell'Officina in via della Scala d'ora innanzi ospiterà stabilmente anche sodalizi internazionali legati alle maggiori imprese storiche del mondo. È in via di realizzazione un grande Museo del Profumo che gareggerà con quello storico di Grasse in Francia.


Convegni, mostre e altri eventi
stanno per coronare l'anno celebrativo; nel mese di maggio, in occasione della festa dell'iris, uno dei profumi leggendari dell'Officina, coinvolgeranno nei festeggiamenti l'intera piazza di Santa Maria Novella e il Giardino dell'iris.
Si vuole che la prima farmacia dell'uomo sia stata il bosco, dove nascevano quelle essenze di erbe, piante e fiori che curavano i malanni e abbellivano il corpo. Oggi questo gusto del naturale è tornato imperioso. L'Officina di Santa Maria Novella ne è un emblema nel mondo.