Rhododendron

Scritto da Sonia Renzini |    Maggio 2003    |    Pag.

L'albero delle rose
In Giappone è il simbolo della primavera.
E vista la passione nipponica per le creazioni arboriche in miniatura è una delle piante più usate nella creazione di bonsai. La cosa non deve stupire perché l'azalea è una pianta con caratteristiche particolarmente adatte a questa sofisticata tecnica di coltivazione: ha foglie minute, una crescita rapida e soprattutto germoglia con una tale facilità in qualsiasi parte del tronco che consente di applicare potature anche molto drastiche.
Le azalee sono piante molto eleganti, che si adattano facilmente in appartamento; con qualche attenzione non mancheranno di darvi grandi soddisfazioni. Ma non c'è da prenderle sotto gamba: o rispettate le loro regole o non vivranno affatto.
Non a caso queste piante di provenienza orientale sono tra le più richieste per l'abbellimento di giardini e interni. Appartengono alla famiglia delle Ericacee e al genere dei Rhododendron - che comprende 750 piante - e già il nome è tutto un programma: deriva dal greco e significa albero delle rose. Non a caso, perché l'azalea ha una varietà e una quantità incredibile di fiori che vanno dal bianco al salmone, dal rosso al rosa, con colori così intensi da farli sembrare tante piccole rose. Posti al termine di piccoli rametti peduncolati, i fiori hanno calici di cinque sepali e cinque petali, che diventano molti di più nelle forme doppie. In primavera raggiungono il loro stato di grazia, da maggio a giugno, per una durata di tempo che va dalle due alle quattro settimane, anche se in serra non è raro vederli fiorire anche d'inverno.
L'azalea ama i luoghi semiombreggiati, umidi e riparati dal vento, ma soprattutto dal sole diretto. Così, se è bene che l'ambiente sia molto luminoso, è caldamente consigliabile che la pianta rimanga sempre lontana dalle fonti di calore. Un discorso a parte meritano le annaffiature: devono essere scarse e frequenti in modo che la terra sia sempre umida. Un piccolo trucco consiste nell'immergere il vaso in un secchio pieno d'acqua per circa un'ora per poi lasciarla sgocciolare, ma anche irrorarla con acqua tiepida può rivelarsi un vero toccasana.
In quanto a nutrimento, invece, non è particolarmente esigente: un fertilizzante ogni due settimane da aprile a settembre, quando viene portata all'aperto, basta e avanza per soddisfarla, sempre che sia assicurata una maggiore concentrazione d'azoto in primavera e una prevalenza di potassio in estate. Ma se nonostante tutta la vostra cura le foglie si seccano, è molto probabile che sia stata attaccata dal ragnetto rosso, e in questo caso non rimane che intervenire con un prodotto specifico. Se invece sono i fiori a essere scoloriti può solo significare che manca l'acqua, mentre se su foglie e fiori compaiono delle macchie brune vuol dire che c'è poca umidità nell'aria. In questo caso è bene arieggiare l'ambiente.


Carta d'identità

Denominazione: Azalea.
Origine: Tibet, India, Cina e Birmania, anche se la presenza più massiccia si trova nell'Himalaya.
Famiglia: Ericacee.
Portamento e sviluppo: arbusto sempreverde.
Foglie: ovali porose e coriacee, opposte con la pagina superiore scanalata al centro e quella inferiore pelosa e bianca.
Fiori: di vari colori, dal bianco al blu, dal rosa tiepido al rosso. Sono posti al termine dei rametti peduncolati, hanno un calice formato da cinque sepali con cinque petali, che nelle forme doppie possono essere molto numerosi.
Fioritura: fiorisce tra maggio e giugno con fiori minuti, semplici o doppi per un tempo che va da 2 a 4 settimane.
Esposizione: ama i luoghi semiombreggiati e riparati dal vento, vuole molta luce ma indiretta.
Temperatura: ideale tra gli 8 e i 16°.
Terreno: acido, il ph ottimale è 5-5.5. E' una pianta molto sensibile alla presenza di calcio e magnesio nel terreno e reagisce con l'ingiallimento e la caduta delle foglie. Il substrato è bene che sia soffice e ben areato, ottimo se composto da torba, perlite, aghi di pino e terra di brughiera.
Malattie: può essere attaccata dal ragnetto rosso, un parassita invisibile a occhio nudo che fa seccare le foglie, ma è una pianta che è anche molto sensibile alle malattie fungine. In entrambi i casi è bene agire con prodotti specifici.
Tecniche colturali: le annaffiature devono essere scarse e frequenti in modo che la terra sia sempre umida, soprattutto in estate quando la pianta è lasciata all'aperto, mentre nel periodo della fioritura la pianta può essere bagnata due volte la settimana. L'acqua in ogni caso non deve essere mai calcarea.
Si riproduce sia per seme che per talea, ma è soprattutto quest'ultimo il metodo di propagazione più comune. Basta prelevare le talee all'inizio dell'estate e farle radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali, per poi procedere alla potatura annuale, alla fine della primavera, tagliando i germogli poco al di sopra di una gemma grossa, in modo da favorire la formazione dei nuovi germogli.
Suggerimenti: è consigliabile togliere sempre i fiori alla fine della fioritura.
Nel caso poi di acque molto calcaree è bene utilizzare sequestrene di ferro: aiuterà l'assorbimento delle sostanze nutritive con un evidente rinverdimento delle foglie.