Con la fine della scuola si moltiplicano le offerte di intrattenimento per bambini. Come orientarsi

Scritto da Cecilia Morandi |    Giugno 2017    |    Pag. 10

Da bambina voleva fare la giornalista, dopo la laurea in lettere a indirizzo storico, il sogno si avvera.

Giornalista professionista, spazia dalla televisione alla carta stampata, dalla produzione di documentari alla cura editoriale.

Collabora con emittenti locali (Rtv38) e nazionali (Tmc2-Videomusic, Raiuno, La7), occupandosi per programmi televisivi di argomenti vari, dall'attualità alla moda, dai viaggi all'alimentazione.

Docente a contratto dell'Università di Firenze, dall'anno accademico 2012-13 insegna agli studenti del Laboratorio di televisione e media digitali del corso di laurea magistrale in Teorie della comunicazione.

bambini ai campus estivi

Foto F. Giannoni

Estate

Chi ha figli ancora piccoli conosce bene il problema. Come “sistemare” e impegnare i bambini durante la lunghissima pausa estiva della scuola italiana? La gioia dei piccoli, finalmente liberi dalle fatiche dello studio e dagli obblighi quotidiani, si scontra con la difficoltà dei genitori di lasciarli in mani sicure. La soluzione con i nonni al mare non è sempre praticabile, una babysitter a tempo pieno si mangia tutto lo stipendio, ecco allora che i centri estivi diventano un’opportunità molto gradita. Perché i bambini stanno in compagnia, fanno attività e sono occupati generalmente fino alle 16.30/17.


La scelta

Ma con quali criteri sceglierli? Sotto l’aspetto economico lo spettro è molto ampio, si va dagli 80 euro a settimana, se organizzati dalle parrocchie e dai Comuni, fino ai 160 e oltre per quelli in lingua straniera o dedicati ad attività sportive specifiche. Superato lo scoglio dei costi, che se sommati per più settimane possono raggiungere cifre importanti, capaci di incidere negativamente sul budget familiare, per orientarsi nella scelta è utile tenere conto delle attitudini del bambino, del suo carattere e dei suoi desideri: al centro estivo ci si deve andare volentieri, per evitare scontri mattutini che potrebbero rovinare la giornata a genitori e figli. Fra i criteri di valutazione che dovrebbero essere presi in considerazione, possiamo annoverare la sicurezza del luogo, le competenze degli educatori e il rapporto numerico degli adulti rispetto ai bambini. In Toscana non esiste una normativa specifica, come invece accade in altre Regioni. In Emilia Romagna ad esempio una legge regionale disciplina l’apertura di soggiorni vacanza per minori, anche solo diurni, obbligando a presentare una segnalazione certificata di inizio attività, che attesti la conformità delle strutture dal punto di vista della sicurezza e dell’accessibilità.


Divertirsi in sicurezza

In Toscana chi offre un servizio del genere deve conformarsi alle diverse leggi, regionali o comunali, che regolano abitualmente qualsiasi attività. Ad esempio se si sceglie un centro estivo in piscina, la società sportiva che lo organizza deve garantire la presenza minima obbligatoria di assistenti bagnanti, o ancora l’impianto sportivo che ospita i campus di pallavolo o di calcio per legge deve essere dotato di defibrillatori automatici funzionanti, così come in qualsiasi momento dell’anno. In ogni caso può essere utile verificare di persona se quanto promesso da volantini e siti internet corrisponde alla realtà, e un’occhiata ai locali dove i bambini passeranno il loro tempo non guasta mai. Per quanto riguarda il servizio mensa deve essere fornito da persone o organizzazioni munite delle autorizzazioni necessarie alla somministrazione di alimenti e bevande, a garanzia del rispetto delle norme igieniche. La possibilità di usufruire di menù speciali dedicati a chi soffre di intolleranze e allergie rappresenta inoltre un segnale di serietà del centro e di attenzione al bambino.

I campus che i Comuni organizzano affidando il servizio ad associazioni o cooperative sono regolati da bandi pubblici, dove vengono specificate in dettaglio le caratteristiche che il centro estivo dovrà avere. I genitori possono consultare il bando e farvi riferimento per qualsiasi dubbio o richiesta. Talvolta alcuni centri organizzati privatamente chiedono il patrocinio agli enti pubblici, in questo caso sono richiesti dei requisiti minimi, che possono variare da Comune a Comune.


Nostalgia colonie

I lettori meno giovani si ricorderanno certamente delle colonie in voga fino agli anni ’70: organizzate dalle grandi aziende pubbliche o private, permettevano ai bambini meno agiati di passare del tempo al mare a prezzi quasi irrisori o gratuitamente. Poi, con gli anni ’80 e il benessere diffuso, questa tipo di offerta è andata via via sparendo. Oggi, invece, capita sempre più spesso che grandi aziende offrano ai propri dipendenti la possibilità di approfittare di centri estivi, affidati per la gestione principalmente a cooperative o associazioni. Non sono le colonie di una volta, ma qualcosa di molto simile, una forma di welfare aziendale che riscopre valori di altri tempi.


CAMPUS ESTIVI

Imparare divertendosi al museo

Chi ha detto che al museo ci si annoia? L’esperienza dei campi pasquali, natalizi ed estivi nei musei toscani racconta tutta un’altra storia: i bambini si divertono e apprendono cose nuove, sono accompagnati da operatori museali preparati, le iniziative sempre originali e interessanti. A confermarlo sono gli stessi bambini, ragazzi e genitori che alla fine del periodo di campus compilano un questionario e la risposta per tutti è sempre la stessa: un notevole gradimento per le giornate trascorse nel museo, ma anche all'aperto e in compagnia. Allora perché non riproporre la formula anche a giugno per le vacanze estive? Con l’aggiunta di due nuovi musei a quelli che già hanno aderito in passato: il museo della Manifattura Chini di Borgo San Lorenzo e il MuVe (Museo del vetro) di Empoli. Tutte le informazioni, costi e elenco dei musei sul sito della Regione Toscana all'indirizzo www.regione.toscana.it/campisettembrini2017. Per i soci Coop sconto del 10%.



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