L'appuntamento di marzo è dedicato a tre donne che con maestria si muovono nell'arte canora

Scritto da Sara Barbanera |    Marzo 2012    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Jazz cooperativo
E se giocassimo al "se fosse...", che musica sarebbe la cooperazione? Sarebbe jazz, racconta Lucia, collega della sede di Scandicci, che da anni canta jazz e ha illustrato il parallelismo in occasione del decennale di Scuola Coop a Montelupo, durante la rassegna "Vieni avanti creativo". «L'improvvisazione del jazz - spiega Lucia - è una serie di variazioni individuali e creative, nel rispetto del tema base. Come nel lavoro cooperativo, servono sintonia con il gruppo e originalità, carattere personale e ascolto dell'altro. Senso di squadra, perché in entrambi i casi non raggiungi il risultato da solo». Dopo anni di esibizioni con vari gruppi fiorentini, da poco Lucia ha un nuovo fan: «Mi sto specializzando in ninne nanne e scat che canto al mio bambino, ancora piccolo, ma molto portato per gli... acuti!».

 

Voce nota fra le note
Per Manuela, centralinista di Scandicci, la voce è una nota essenziale della sua vita: «Cantare mi è sempre piaciuto e ho iniziato per scherzo al circolo Mcl di Malmantile, dove recito e dove noi genitori volevamo creare un punto di ritrovo per i ragazzi e per noi». Dopo corsi di canto professionale, Manuela oggi si esibisce con un ampio repertorio di musica leggera. «Musica e teatro hanno colorato la mia vita; le passioni vanno coltivate, fanno bene e aggregano, creano calore e magari possono trovare anche finalità benefiche». Fra le tante esibizioni, anche una recente all'Antella per la Fondazione Il Cuore di scioglie: «È stata un'occasione importante per prestare la mia voce ben al di là... del cavo telefonico!»

 

Dal blues al Duomo
Barbara, collega di Santa Reparata, recentemente si è esibita per la Fondazione Il Cuore si scioglie: «Da anni canto come solista del Duomo di Arezzo: mi emoziono ogni volta, perché lì la voce tocca le corde profonde dell'animo e aiuta a sentirsi parte di un tutto. La musica è mia compagna di vita e se la voce è un dono, va messa al servizio degli altri: dal pop alla musica sacra il salto è grande, ma spero di essere utile agli altri nel trovare una dimensione spirituale piena non solo durante la cerimonia». Perché non sia soltanto la voce a cantare, ma alla voce s'accordino anche le opere.