Villa Castel Pulci a Scandicci

Scritto da Stefano Giraldi |    Ottobre 2004    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

La villa dei poeti
Percorrendo la via Pisana,
all'altezza di San Giuliano a Settimo, prima di Lastra a Signa, sulla sinistra si apre un viale alberato che porta ad una collinetta e ad una maestosa villa settecentesca, Castel Pulci, ora in restauro ma una volta adibita a manicomio.
In questa villa-manicomio per 14 anni, dal 1918, rimase internato il poeta Dino Campana, e qui vi morì nel 1932 all'età di 47 anni per una banale setticemia, contratta ferendosi ad un filo di ferro spinato che recintava il giardino del manicomio.

La storia della villa è molto antica, risale al 1300, e la famiglia che possedeva il luogo, i Pulci di Firenze, diede alla luce tre rinomati poeti: Luigi, autore del "Morgante", Bernardo, autore di poesie pastorali, e Luca, che fu uno dei primi a comporre epistole in terza rima.

Colpisce la coincidenza del poeta Dino Campana che visse quattordici anni nella villa anticamente frequentata e vissuta dai poeti Pulci, come in una sorta di antico richiamo mistico. La maestosa forma di Castel Pulci che ora vediamo è opera dei marchesi Riccardi di Firenze, realizzata nel XVIII secolo.