Da Roma a Rimini, passando per le Marche

Scritto da Rossana De Caro |    Maggio 2001    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

La via Flaminia
Tutte le strade portano a Roma. Il senso di questo motto popolare risale alla fitta rete stradale realizzata dagli antichi romani per collegare l'Urbe al resto del mondo. Opere di alta ingegneria e di grande importanza strategica sia nel campo militare (permettevano di spostare rapidamente le truppe), che commerciale (consentivano i contatti e gli scambi con le province assoggettate). La Coop, in collaborazione con De Agostini e Slow Food, ripropone alcuni di questi affascinanti itinerari ricchi di testimonianze del passato. Dopo la via Postumia e la Cassia, il cd di maggio (in vendita in tutti i supermercati della cooperativa accompagnato da un opuscolo distribuito gratuitamente) è dedicato alla via Flaminia, una delle maggiori e più antiche arterie consolari. Costruita dal censore Gaio Flaminio, da cui riprende il nome, nel 220 a.C., congiungeva Roma a Rimini, e serviva per raggiungere le terre galliche appena conquistate. Lunga 315 chilometri, e interamente selciata, fu tracciata con un andamento il più possibile rettilineo. Questo richiese l'edificazione di opere di edilizia stradale, come ponti, viadotti, mura di sostegno, gallerie, realizzate con la manodopera dei soldati romani e di migliaia di schiavi, e visibili ancora oggi come un vero museo all'aria aperta.
La Flaminia fu l'asse viario più 'frequentato' e sicuro per arrivare al nord. Il percorso partiva dalla valle del Tevere, risaliva gli Appennini e discendeva sul versante adriatico, fino ad arrivare a Fano. Da qui proseguiva per Pesaro e giungeva a Rimini (Ariminum).
Nel percorso illustrato dal cd della De Agostini si troveranno notizie storiche e artistiche, corredate da foto, dei vari monumenti situati nelle diverse località attraversate dalla via romana (che si possono visitare virtualmente cliccando sui vari punti di interesse), insieme ad informazioni di tipo enogastronomico, turistico e ambientale proprie di ogni area.

I prodotti
La via Flaminia attraversa parte del Lazio, Umbria, Marche ed Emilia Romagna. Numerosi sono dunque i prodotti gastronomici associati all'itinerario e che saranno proposti nei supermercati Coop per riscoprire i sapori di queste terre. Fra questi troviamo la piadina, cibo culto per tutta la Romagna, in particolare per le zone di Ravenna e Rimini e per tutta la costa al confine con le Marche. E' un semplice disco di pasta, dal diametro di circa 25 cm, adatto per essere farcito con salumi e formaggi. Lo squaquarone (Rimini), formaggio vaccino freschissimo dal gusto delicato, si produce tutto l'anno e viene spalmato su piadine e focacce. Da Ancona arriva il ciavuscolo, singolare salame da 'spalmare', il salume più tipico delle Marche. E' fatto con pancetta, costate, spalla e lardo (il 50 per cento) e speziato con sale, pepe, aglio, finocchio, buccia d'arancio e leggermente affumicato. Ottimo spalmato su fette di pane toscano. Il capocollo umbro è l'intera parte superiore del dorso del maiale, massaggiato con una mistura di pepe, aglio e sale. Il capocollo è messo sotto sale per 15 giorni, quindi lavato con vino bianco e avvolto in un foglio di carta oleata e poi messo ad asciugare per una settimana. Coperto da una carta-paglia è lasciato stagionare per tre mesi.