Un progetto avviato da Slow Food in Africa per sostenere le colture locali e “adottato” dalla Fondazione Il Cuore si scioglie

Scritto da La Redazione |    Luglio-Agosto 2015    |    Pag.

Carlo Petrini, Slow Food

Solidarietà

Nel 2011 la Fondazione Slow Food ha avviato il progetto “Diecimila orti in Africa” per offrire ai giovani africani una speranza concreta di futuro, salute e lavoro. A oggi sono già stati realizzati 1200 orti; entro il 2015 si prevede di arrivare a 1675.

Quest’anno l’iniziativa è sostenuta anche dalla Fondazione Il Cuore si scioglie che finanzierà la realizzazione di 25 nuovi orti in cinque Paesi diversi: Costa d’Avorio, Zimbabwe, Etiopia, Guinea-Bissau e Nigeria. 
L’obiettivo è quello di sostenere la produzione di colture locali, la conoscenza della biodiversità, l’uso sostenibile del suolo e dell’acqua, promuovendo una forma di economia e di sostentamento che sia rispettosa dell’uomo e del suo territorio. Permettere ai popoli di coltivare la propria terra, valorizzando la storia e il sapere delle comunità, è un primo grande passo per uno sviluppo autonomo, reale e duraturo.

Di questo si è parlato al Teatro di Rifredi con la Fondazione Slow Food e quella de Il Cuore si scioglie Onlus.

«Nel ridare valore al cibo, favoriremo l’abbondanza». Con queste parole Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ha concluso il suo intervento nell’incontro dell’11 maggio scorso. Un grande successo che incoraggia a continuare in questa direzione: solo negli orti attivati fino ad oggi, sono già 50.000 i giovani africani impiegati nel lavoro di gestione e produzione. Per arrivare all’obiettivo dei diecimila orti, la Fondazione Slow Food chiede il contributo di tutti coloro che credono nell’importanza di ridare valore al cibo, avendo cura del modo in cui viene prodotto, distribuito e consumato.

«Siamo a fianco di Slow Food – ha dettoDaniela Mori, presidente di Unicoop Firenze – non solo a livello concreto perché abbiamo adottato 25 orti, ma soprattutto sul piano culturale: come cooperativa di consumatori e quindi come movimento di persone ci sentiamo vicini all’approccio comunitario di Slow Food».

Gli orti nati in Africa grazie al progetto, permettono a cittadini, famiglie e scuole di produrre ortaggi, cereali e frutta fondamentali per il proprio sostentamento, valorizzando le colture locali e preservando il territorio, altrimenti minacciato dalle pratiche di accaparramento di grandi estensioni agricole da parte di multinazionali.

«Questa non è un’operazione di solidarietà rivolta solo all’Africa, ma un grande strumento di riflessione e cambiamento anche per noi», ha precisato Petrini, commentando alcuni dati riguardanti la produzione alimentare nel mondo. «Nel mondo si produce cibo per 12 miliardi di persone. La popolazione mondiale è di 7 miliardi, perciò il 40% viene sprecato. Expo 2015 dovrebbe essere un luogo in cui si discute di tutto questo, ma per adesso non mi sembra che sia così».

Per proporre un’alternativa, nel prossimo autunno, dal 3 al 6 ottobre, Slow Food organizzerà al Forum di Assago “Terra Madre Giovani”, appuntamento che riunirà migliaia di giovani contadini con meno di 40 anni, provenienti da tutto il mondo. «E forse sarà come “una locomotiva lanciata a bomba contro l’ingiustizia”, citando Francesco Guccini», ha chiosato Sergio Staino intervenuto all’incontro al Teatro di Rifredi.

Info: http://www.ilcuoresiscioglie.it/mille-orti-in-africa/

Presentazione del progetto al Teatro di Rifredi - maggio 2015. Dalla trasmissione Informacoop – 16.05.15 – durata 6’ 22’’