Le occupazioni stagionali in agricoltura. I soldi per il motorino...

Scritto da Letizia Coppetti |    Settembre 1998    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

Settembre,
La vendemmia degli studenti
tempo di vendemmia. Si sta in contatto con la natura e si guadagna anche. Certo, si fatica pure, ma che bello stare in compagnia fra le viti ed ogni tanto piluccare qualche bel grappolo d'uva... Bene, ragazzi, se questi sono i vostri pensieri e vi aspettate di realizzarli senza problemi, potreste raccogliere soltanto un bel po' di delusione. Non è, infatti, così facile appagare il desiderio di partecipare alla vendemmia in Toscana. Si tratta di uno di quei lavori che ciclicamente diventano dei "miti" per studenti e giovani: come fare per racimolare i soldi per il motorino o per la settimana bianca con gli amici? Che idea: faccio la vendemmia e metto da parte un milioncino o anche più... Invece non è così semplice, anche se non impossibile.

A tu per tu con l'uva
La vendemmia è infatti uno di quei lavori agricoli stagionali che maggiormente si basano sul "tamtam" diretto fra amici. Le aziende, piccole o grandi che siano, tendono infatti a chiamare sempre le stesse persone, sperimentate negli anni precedenti, a cui sanno di poter dare la loro fiducia. Queste stesse persone segnalano a loro volta amici o parenti e così per un giovane che - per motivi di studio o di lavoro - ha deciso di non partecipare più alla vendemmia, ce ne sono già almeno altri cinque disponibili alla chiamata. Questa avviene in forma diretta: sono quindi le aziende agricole stesse a prendere contatto con gli 'operai'. Questa forma d'occupazione non passa dunque più attraverso gli Uffici del Lavoro. Le aziende sono tenute soltanto a comunicare le generalità degli assunti, a tempo determinato. La cosa migliore da farsi, se non si ha la fortuna di conoscere qualcuno già inserito all'interno di questa ristretta "élite", è quindi rivolgersi direttamente alle aziende agricole. Se non ne conoscete neppure una, dedicate un po' del vostro tempo ad una bella girata nelle zone vinicole, come il Chianti. Il paesaggio è stupendo e, se non avrete fortuna, passerete in ogni modo una bella giornata fra campagne e ville meravigliose. Per i più pigri - ma a loro non raccomandiamo la vendemmia - suggeriamo l'uso dell'elenco telefonico. C'è però un'ultima possibilità: nel caso che le aziende avessero difficoltà a reperire la manodopera, possono attingere ad elenchi stilati dagli Uffici del Lavoro. Conviene quindi dare la propria disponibilità, eventualmente in più sedi tenendo conto delle zone a maggiore vocazione vitivinicola: in Toscana quindi il Chianti, fiorentino e senese. Gli Uffici del Lavoro hanno sedi dislocate in tutte le maggiori località, come Pontassieve e San Casciano.
Ma quanto si guadagna, una volta chiamati? Esiste un contratto nazionale di lavoro, che fissa in 7 ore e 40 la giornata lavorativa. La paga oraria varia - dipende da provincia a provincia - dalle 9 alle 12 mila lire l'ora lorde. I mesi della vendemmia sono, più o meno, da metà settembre ad ottobre inoltrato, ma le giornate effettivamente lavorate non superano quasi mai la decina. Le aziende più grandi possono avere anche due cicli di vendemmia: il primo per le uve bianche a maturazione precoce e il secondo per quelle rosse, più lente.

Non solo vigna
I lavori stagionali in agricoltura non si fermano però soltanto alla vendemmia. I giovani che vogliono dedicare il loro tempo a questo tipo di attività possono svolgere anche altri lavori agricoli, come la raccolta, la floricoltura nelle zone in cui questa è molto diffusa, o la preparazione dei terreni. Da tenere però in conto che è richiesta una certa pratica e che, specialmente nelle piccole aziende, è ancora molto diffusa l'abitudine dei coltivatori di farsi aiutare, nei periodi di maggior lavoro, da familiari e parenti che normalmente non svolgono lavori agricoli. Per quanto riguarda la raccolta delle olive, invece, nella stragrande maggioranza dei casi è ancora svolta da anziani, spesso agricoltori in pensione che in cambio percepiscono una percentuale della produzione. «Un ulteriore settore, in netta espansione - riferisce Valentino Vannelli della Cia, la Confederazione italiana agricoltori - è quello collegato all'agriturismo. L'occupazione è anche qui spesso stagionale, da maggio ad ottobre, e dal '96 al '97 è cresciuta del 20%». Un capitolo a parte è da dedicare al lavoro nero. «E' difficile farsi un'idea di quanti siano i giovani che svolgono i lavori stagionali in agricoltura - afferma Roberto Pagni, ricercatore dell'Irpet - in quanto, se assunti regolarmente con contratti a tempo determinato, questi dati confluiscono insieme a tutti il resto della manodopera a termine, che rappresenta una buona parte di tutti i lavoratori in agricoltura». Senza contare, poi, che molti giovani lavorano senza una regolare assunzione, anche perché spesso fanno parte del nucleo familiare dell'imprenditore agricolo.