Go kart fra le viti in Valpolicella

Scritto da Carlo Macchi |    Settembre 2004    |    Pag.

Esperto di enogastronomia Uno dei pochi italiani in corsa per il prestigioso titolo di Master of Wine, rilasciato a Londra dall'omonima associazione. Scrive per alcune riviste italiane ed estere specializzate nel vino e nell'enogastronomia (Terre del Vino, Enotime, Merum). Ha condotto una trasmissione su Telemontecarlo sul cibo e sul vino, chiamata "Gnam". Curatore di Vini Buoni d'Italia, la prima guida italiana ai vini da vitigni autoctoni, alla seconda edizione.

La valle delle piccole botti 2
Per me il nome giusto
è tratto-kart. Ma qualcuno potrebbe propendere anche per go-kartore. In realtà è più un go-kart che un trattore. Del primo ha le misure, la forma, la posizione di guida. Del secondo ha solo la maniera in cui è usato e, ovviamente, le gomme da fuoristrada. La cosa strana in tutto ciò è che non avevo mai visto degli agricoltori lavorare in vigna comodamente seduti a bordo di queste macchinette.
Sembrava di assistere ad una gara (al rallentatore) con un tratto-kart per filare, dove il pilota-contadino, da seduto, compiva potatura o legatura o addirittura la vendemmia. Chi arrivava prima in fondo aveva come premio... quello di curvare a secco ed entrare per primo in un nuovo filare. Il tratto-kart l'ho visto usare in un vigneto con l'incredibile densità di circa 13.000 piante per ettaro (pensate che normalmente si va intorno alle 4.000) dove solo un mezzo del genere poteva essere adoperato. La vigna è di uno dei più geniali produttori italiani di vino e si trova in Valpolicella.

foto: per genile concessione / La valle delle piccole botti
Questa stupenda zona collinare
vicinissima a Verona ha infatti una storia enologica antichissima ma anche un'attualità di grandissimo spessore. Nel nome stesso si ritrovano sentori di vino: pare infatti che Valpolicella voglia dire "Valle delle piccole botti".
Oggi di piccole botti ce ne sono in quantità e la produzione è di altissima qualità, tanto che le maggiori guide enologiche italiane premiano ogni anno moltissimi produttori locali. Quello del tratto-kart è uno di questi, ma accanto a lui ve ne sono molti altri. Frequento la zona ormai da anni e mi sono convinto che si ritrovano molte somiglianze tra i nostri vini toscani (ed il modo di farli) e quelli della Valpolicella.
Come noi preferiscono i rossi e come da noi i vini nascono da diversi tipi di uve, che in gergo tecnico si dice "uvaggio". Come noi hanno un vitigno più importante degli altri. Come noi producono vini di buona struttura adattissimi all'invecchiamento, ma anche rossi freschi e beverini. Come noi utilizzano ancora un vecchio sistema di vinificazione e come noi, purtroppo per il consumatore, vendono i vini a prezzi piuttosto alti. Ora cerchiamo di approfondire tutte queste "coincidenze enologiche".

Il vino più importante della Valpolicella è... il Valpolicella, che quindi prende il nome dal territorio di provenienza, proprio come il vino Chianti prende i natali dall'omonima zona.
Nasce da uve rosse, soprattutto Corvina, con aggiunte di Rondinella e Molinara.
Il Valpolicella può essere Classico, se prodotto nella zona storicamente più famosa, e Superiore, se ha una gradazione minima più alta e viene invecchiato per almeno un anno.
Al top della gamma si trovano però l'Amarone ed il Recioto, che nascono da uve passite, ma il primo è secco ed il secondo è dolce. In definitiva con le stesse uve si possono fare un fresco Valpolicella da bere giovane o uno strutturatissimo Amarone che può invecchiare per decenni. Proprio come in Toscana dal Sangiovese può nascere un Chianti beverino od un potentissimo Brunello di Montalcino. Il fatto poi che le vinacce dell'Amarone o del Recioto vengano usate per dare corpo e grado ai Valpolicella normali richiama immediatamente il nostro "governo all'uso toscano", dove uve passite venivano aggiunte al vino all'inizio della primavera per renderlo più morbido e rotondo.
L'ultima somiglianza riguarda i prezzi che, specie per l'Amarone, raggiungono e superano i 25-30 €. Ma per certi vini così potenti e concentrati, così adatti al matrimonio con un nostro cinghiale in umido, si può, per una volta, spendere qualcosa in più.

Se seguite il mio consiglio dovreste spendere anche qualche giorno in zona Valpolicella. Gli agriturismo costano poco e ad un tiro di schioppo avete Verona, il Lago di Garda, Mantova, le montagne del Trentino e scusate se è poco. Volendo calare l'asso basterebbe dire ai vostri bambini che la Valpolicella si trova vicinissima a Gardaland (esperienza vissuta personalmente) per ritrovarsi in macchina con destinazione quella che gli antichi chiamavano "La valle delle piccole botti".