La Toscana e l'Europa
Non è semplice fare l'Europa dopo che, bene o male, vi siamo entrati. Non esistono movimenti (o partiti) politici che in tutti i paesi d'Europa pratichino i tempi e i problemi di un'Europa unica. Perciò, una "Costituzione europea", che tratti insieme da una parte la forma e il contenuto del nuovo Stato e dall'altro lato diritti e doveri dei cittadini, non è vicina. Uno Stato europeo "multilivello", invece, è già in cammino.
Alcuni poteri e talune competenze, ma possono aumentare, sono già in mani continentali; altre pratiche, ma possono diminuire, rimangono assegnate agli stati nazionali; le autonomie locali, se sono brave, si rafforzano quando dialogano sia con l'Europa che con la nazione.
Non sono, però, livelli fermi o arrestabili perché Europa, Stato e Regioni vanno avanti come possono o come riescono. E' una bella partita, ma è anche notevole il rischio di un'Europa che cresca intorno a se stessa e solo su se stessa.
Viene perciò bene scrivere adesso, mentre in Europa va formalizzandosi, una "Carta dei diritti" dei cittadini europei. Molti trattati europei già firmati, molti pezzi delle Costituzioni vigenti nei vari Stati, qualche sperabile novità magari inventata dall'incastro di pezzi precedenti: così la "Carta" possiamo scriverla presto e bene. Senza dimenticare i problemi. Libertà e uguaglianza, fino ad oggi, sono entrate nelle Costituzioni, sia come indicazione dei doveri dei cittadini, sia con la ridistribuzione della ricchezza basata sul principio del lavoro.
Allora, va benissimo che i musulmani abbiano la loro moschea e ogni religione il suo tempio e che sia rispettata e tutelata: ma il diritto della donna a non portare il velo ed il diritto dei bambini ad andare a scuola sono, oppure no, doveri per chi non è donna o bambino? Se un lavoro o un'occupazione, bene o male, possiamo trovarlo, ma anche inventarlo per tutti, o se il lavoro non è un valore assoluto, la ricchezza collettiva va divisa fra pochi o ridistribuita fra tutti? La solidarietà è carità o necessità di non veder morire di fame i poveri? Oppure è il collante di un sistema giuridico per promuovere i cittadini liberi e uguali? In questi modi la forma, quale che sia, del prossimo, futuro, stato europeo, non sorga sopra i cittadini, ma dentro di loro.
Contro sopraffazioni regionali, statali, europee, poi, la "Carta" ha bisogno di giudici liberi e di Pubblici ministeri assolutamente indipendenti. Perché un Napoleone o un Carlo Magno o un ras locale siano eguali agli altri cittadini, senza che il nuovo Stato europeo sia un vecchio luogo di poteri privati.
Del resto, già oggi tutte le corti europee (a Strasburgo, a Bruxelles o altrove) prevedono la piena libertà di tutti i magistrati, come sarebbe possibile rafforzare anche in Italia.

Rosario Minna
Procuratore aggiunto alla Procura della Repubblica di Firenze. Insegna diritto penale dell'amministrazione alla facoltà di Scienze politiche dell'Università di Firenze. Autore di saggi e volumi ha pubblicato, fra gli altri, "La Malfa in Cassazione" e "Il controllo della criminalità": una analisi accurata e approfondita delle cifre e delle ragioni per cui si verificano certi reati e come possono essere controllati dalla polizia e dalla magistratura, in una parola dallo Stato.