Ovvero quando grandi cetacei, squali e sirene popolavano le acque marine che ricoprivano gran parte della Toscana.

È quanto racconta Giorgio Batini, giornalista e scrittore di razza (classe 1922) nel suo nuovo libro dedicato alle ultime, sensazionali scoperte fatte da studiosi e ricercatori per passione nel campo dell'archeologia fossile.

Storie di milioni d’anni fa, nascoste nei campi e nei prati da cui sono “riemersi” conchiglie, denti di squali antidiluviani, ossa di cetacei grandi e piccoli che nuotavano nelle acque del Tirreno.

A ricordarci quella Toscana marinara restano i fossili della balenottera di Castelfiorentino, vecchia di tre milioni di anni, della “Brunella”, la balenottera trovata a Poggio alle Mura, presso Montalcino, della sua “cugina” di Orciano, della misteriosa “Sirena” di Campagnatico.

Storie che Batini ci ripropone col consueto garbo e l’elegante briosità che da sempre contraddistinguono la sua “penna”.

La Toscana delle balene, ed. Polistampa, € 13,00

 

 


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