Telecamera e sala di regia: una redazione con gli studenti delle superiori a Firenze

La tivvù dei ragazzi

di Francesca Perna

Un gruppo di ragazzi, una telecamera e tante domande: ecco la formula vincente per mostrare ai genitori la vita e i pensieri dei loro figli. Ma non stiamo parlando di un gruppo di ragazzi qualsiasi, bensì di giovani che vogliono approfondire, andare fino alle radici, dell'essere giovani.

«Solitamente trovarsi di fronte ad una telecamera inibisce i giovani - spiega Niccolò -. Il fatto che dietro di essa, a riprendere, ci sia uno della stessa età abbatte questa barriera. Tutti quelli che intervistiamo si aprono completamente, a volte anche un po' troppo». E' proprio questo il segreto del successo di un gruppo di studenti che, per gioco, hanno cominciato a gettare le basi per il loro futuro e che forse vedremo sulla rete regionale della Rai.

Sono giovani che intervistano giovani sulla loro realtà, sul modo di trascorrere le giornate e, perché no, le nottate, che cercano di andare a fondo sulle questioni care alla loro generazione, senza preoccuparsi della dizione corretta o dell'abbigliamento più adeguato, semplicemente e genialmente essendo se stessi. Con un occhio a tutte le questioni, e non soltanto a droga o sesso. «Sono stanchi di sentir parlare delle solite cose - dice il professor Cortese, supervisore del progetto -, non ne possono più di discutere, o di sentir discutere, sempre di droga e dei problemi che la circondano. Vogliono andare oltre, vogliono affrontare la realtà di tutti i giorni».

Il progetto è nato circa tre anni fa da un'idea del professor Giuseppe Cortese, docente di tecnica della scuola media Guicciardini di Firenze. Che dopo aver dato vita, negli anni, a un laboratorio di registrazione, ha voluto estendere le lezioni di "regia" al di fuori della scuola, ai ragazzi che condividono la sua passione per il giornalismo televisivo, coinvolgendoli in un lavoro nelle ore pomeridiane. Un impegno preso subito seriamente dai giovanissimi intervenuti, che hanno dato vita a una vera e propria redazione.

«La nostra redazione radio-televisiva - afferma orgogliosamente il professor Cortese - vede la partecipazione attiva di ragazzi appartenenti a diciotto scuole superiori diverse. Molti di questi ragazzi sono amici di amici, che conoscevano il lavoro da noi svolto; insomma, è una sorta di passaparola che ingrandisce periodicamente il nostro gruppo di lavoro».

Nel 1998 una collaborazione con la sezione di musica della scuola Guicciardini ha portato a conoscenza della rete televisiva nazionale le potenzialità del gruppo di giovani registi. Nell'anno scolastico 1999/2000, grazie ai finanziamenti del progetto ministeriale "Tv on line", il Provveditorato agli studi ha iniziato una collaborazione con la trasmissione Zic di Tele 37, dando così uno spazio autonomo di 20 minuti agli studenti. Un'esperienza positiva per i ragazzi della redazione, che li ha fatti conoscere alla Rai regionale. E' nata subito un'intesa che ha portato ad una collaborazione.

«Si è creata una co-produzione con il TG3 toscano - spiega il professor Cortese - all'interno del quale verranno trasmessi periodicamente servizi fatti dalla nostra redazione. Questo, ovviamente, implica una collaborazione con la rete regionale delle scuole toscane. Chiederemo agli istituti e ai centri giovanili di segnalare le notizie alla nostra redazione, poi i ragazzi sceglieranno quali argomenti trattare nei servizi».
Scuola e mondo giovanile in primo piano, quindi, ma cosa ne pensano i principali soggetti?

«Per ora ci stiamo divertendo - dicono i giovani reporter -. Avere una telecamera ed un microfono apre porte che normalmente a noi ragazzi sono chiuse; se poi li punti verso una persona riesci a vedere quella che realmente è. Molti si sentono quasi in obbligo di dire la verità quando c'è qualcuno che li riprende».

Un grande gioco della verità che li sta portando in posti a loro prima oscuri. «Abbiamo fatto alcune riprese - continuano - per un servizio sulla vita notturna ed è stato interessante vedere i due lati della notte. Prima siamo stati all'uscita di una discoteca, dove abbiamo visto persone "allucinate", totalmente inibite dalla telecamera. Dopo siamo stati in un grande albergo dove abbiamo visto ragazzi, coetanei dei precedenti, che, alla stessa ora, iniziavano a lavorare. Due facce della vita di ragazzi che, almeno all'anagrafe, sono uguali».

Tanto divertimento quindi, ma in fondo un solo desiderio: «Vogliamo semplicemente esprimerci».

Una redazione in cerca d'aiuto
Aspettando la Rai
«La scuola deve ricercare, deve andare incontro alle esigenze dei ragazzi, si deve evolvere». Questo è l'appello del professor Cortese, che cerca aiuti - anche economici - per la sua redazione.

Il professore ha grandi progetti: «Vorremmo creare in pianta stabile una redazione che, in realtà, c'è già - spiega -. Ci è stata data la possibilità di lavorare su uno spazio giovanile non autogestito, ma ci serve la collaborazione delle scuole. I ragazzi saranno gli artefici dei servizi, ma se gli istituti ai quali sono iscritti non li autorizzano ad assentarsi nelle ore scolastiche, il lavoro non si può fare».
I problemi di organizzazione sono anche altri: «Necessitiamo di un pulmino, di una linea telefonica e di un fax». Il professore non si arrende: «Daremo ufficialità al lavoro, il risultato di questa esperienza, la prima nel suo genere, verrà vagliato a Roma. Poi si vedrà».