E' un mito, da sfatare, degli ultimi anni. Perché anche se va di moda, raramente sovrappeso e obesità hanno origini di natura endocrina

Scritto da Francesco Morelli |    Ottobre 2002    |    Pag.

Specialista in scienza dell'alimentazione e dietetica

Dimagrire è difficile. Mantenere il peso perduto è ancora più difficile. Ma, senza dubbio, è ancora più complesso capire perché, ad un certo punto della vita, si alterano certi meccanismi di regolazione energetica e l'individuo, prima magro, comincia ad ingrassare.
Così, molte persone in sovrappeso od obese sono sempre più spesso portate a ritenere responsabili dei chili in eccesso la tiroide o un cattivo funzionamento del metabolismo, invece che le errate abitudini alimentari e di vita.
Fatte queste doverose premesse, bisogna tuttavia dire che il problema è assai più complesso e non ancora del tutto chiarito nei suoi più intimi meccanismi.
Del resto, se è sicuramente certo che uno stato di ipotiroidismo (ossia con la tiroide che funziona poco) conduce ad un aumento del peso e ad un rallentamento del metabolismo basale, è altrettanto vero che nella maggior parte dei pazienti obesi la funzione tiroidea e il relativo metabolismo sono quasi sempre normali.
Non solo, ma se si sottopongono questi pazienti ad un esame del metabolismo basale, cosa oggi di facile esecuzione con un semplice esame impedenziometrico (ad esempio tramite esame Bia Akern), ci accorgiamo anche che questo bistrattato e troppo colpevolizzato metabolismo non solo è quasi sempre normale ma spesso aumenta tanto, deludendo in tal modo il paziente che si era convinto di aumentare di peso proprio a causa di un metabolismo "basso".
Di conseguenza l'uso sconsiderato degli estratti tiroidei utilizzati per perdere peso dovrebbe essere sempre riservato ai casi di effettivo malfunzionamento della famosa ghiandola o nei casi cosiddetti "bordeline", ossia con tiroide pigra.
In tutti gli altri casi (ossia con ghiandola normofunzionante), l'uso improprio di questi ormoni non solo potrebbe causare spiacevoli effetti collaterali (come ansia, tachicardia ecc.) ma anche causare una perdita di peso della massa magra, contribuendo così a ridurre il famoso "metabolismo" e ad innescare una reazione a catena che riporterà in breve tempo il paziente a riprendere il peso perduto.
Non solo: il peso recuperato sarà sempre più a carico della massa grassa, alterando ancor più i rapporti fra massa grassa e massa magra, e rendendo in futuro sempre più difficili i tentativi di perdere peso.
Tutto questo in generale. Più in particolare è anche vero, però, che le diete dimagranti troppo drastiche e squilibrate hanno sempre avuto una certa influenza nell'abbassare il metabolismo, contribuendo così a rendere il quadro ancor più complesso.
Del resto, se seguiamo un esame impedenziometrico per la determinazione del metabolismo basale dopo una dieta dimagrante, anche se molto equilibrata, ci accorgiamo che il metabolismo è ridotto a causa di una riduzione della massa magra mentre, al contrario, la funzione tiroidea è invece quasi sempre quella di partenza.
Riassumendo:
- Il sovrappeso e l'obesità non sono quasi mai causati da una ridotta funzionalità della tiroide ma, al contrario, da errori alimentari e stile di vita sbagliato.
- La somministrazione di eccessive dosi di ormoni tiroidei fa perdere peso globalmente ma, oltre al peso, si perde quasi sempre una consistente parte di massa, con le conseguenze di cui abbiamo detto prima.
- Avere un metabolismo basso non sempre significa avere anche una tiroide che non funziona o funziona poco ma, altresì, avere spesse volte un alterato rapporto tra massa grassa e massa magra.
Di tutto questo dobbiamo sempre tenerne conto, per non alterare ancora di più tutti quei delicati meccanismi che regolano il nostro metabolismo e, di conseguenza, il nostro peso.