Le cause sono ancora poco note. Più colpite le donne. L'effetto benefico del caffè

Scritto da Alma Valente |    Novembre 2009    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

È bello svegliarsi al mattino, rigenerati dopo una notte di riposo, pronti ad affrontare con gioia una nuova giornata. Taluni, però, possono cominciare a lamentare un dolore violento che attanaglia la testa; allora sono guai, perché la mente è appannata, la capacità lavorativa fortemente ridotta e le relazioni sociali compromesse.

Insomma la cefalea incide negativamente sulla qualità della vita. Parliamo di questo diffuso problema con il professor Pierangelo Geppetti, ordinario di Farmacologia clinica e direttore del Centro cefalee, dell'Università di Firenze.

Cosa si intende per cefalea?
«Qualsiasi dolore localizzato alla testa viene definito come cefalea: quindi è un sintomo e non una malattia». 

Quanti tipi di cefalea esistono?
«Le cefalee si dividono in due grandi gruppi. Le cefalee secondarie a una causa o malattia ben identificata che può variare da un tumore (maligno o benigno) a una malattia infettiva (meningite) o a una patologia vascolare (emorragia subaracnoidea). Esistono poi le cosiddette cefalee primarie, quelle cioè che non dipendono da un'altra malattia. Di queste ultime esistono moltissimi tipi, sia acute che croniche, e praticamente quasi tutti gli individui prima o poi nella vita soffrono di un episodio di cefalea». 

Che differenza c'è fra cefalea ed emicrania?
«L'emicrania, la cui prima descrizione, fra l'altro molto accurata, risale al poema epico sumero di Gilgamesh (5000 anni fa), è praticamente sempre esistita ed è la cefalea primaria più comune (colpisce il 18% delle donne e il 6% degli uomini). Si distinguono due tipi principali di emicrania, quella senza aura, caratterizzata da dolore pulsante alle tempie (ma anche alla nuca o parietale), nausea (a volte vomito), fastidio per i rumori o la luce, e quella con aura che presenta gli stessi sintomi, ma preceduti da 10-30 minuti in cui il paziente ha disturbi visivi o formicolio agli arti e alle labbra».

Quali sono le principali cause dell'emicrania?
«Per l'emicrania certamente esistono cause genetiche (ma i geni coinvolti non sono noti), perché questa si presenta con elevata frequenza tra i membri della stessa famiglia, soprattutto se di sesso femminile. Questi geni alterati in qualche modo interferiscono con il normale funzionamento dei nervi trigeminali e dei vasi arteriosi da essi innervati, sia dentro che fuori del cranio. Ma quale sia il motivo per cui le donne in vicinanza delle mestruazioni, o chi va in alta montagna e si rilassa dopo un evento stressante (ad esempio un esame scolastico, ma anche un week-end faticoso) presentino un'alta frequenza di emicrania non è ancora noto».

Esistono cibi o bevande che possono scatenare la cefalea e perché?
«Certamente - prosegue il professor Geppetti- per esempio le bevande alcoliche o la cioccolata fondente (anche come bevanda) possono scatenare l'attacco di emicrania. Anche in questo caso il perché non è completamente noto pur essendo queste delle sostanze conosciute per proteggere il nostro cuore dall'infarto; probabilmente, però, la loro azione vasodilatatrice può favorire l'insorgenza degli attacchi di emicrania. Al contrario il caffè sembra avere un effetto benefico, tanto che in alcuni farmaci antiemicranici è contenuta caffeina».

Quali sono i principali farmaci usati nella terapia della cefalea?
«Per ora esistono due principali tipi di farmaci per combattere l'attacco di emicrania, i cosiddetti farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) che combattono vari tipi di dolore, tra cui appunto anche l'emicrania, e i triptani che, attivando uno specifico recettore per la serotonina (un neuro-trasmettitore cerebrale), hanno un marcato effetto benefico esclusivamente sull'emicrania e non su altri tipi di dolore.
Comunque l'uso di farmaci per l'emicrania deve essere sempre guidato dal medico curante o, per le forme più lievi, dal farmacista. Nei casi più gravi e persistenti è, invece, consigliabile rivolgersi allo specialista del Centro cefalee».

 

Farmaci naturali

Dato che molte persone, di fronte a sintomi o malattie non gravi, tendono sempre più a usare i così detti "farmaci naturali", abbiamo sentito anche il parere del dottor Fabio Firenzuoli, (Università di Firenze), responsabile della U.O. Centro di medicina naturale presso la ASL 11 di Empoli.

La Medicina Naturale ha dei rimedi per l'emicrania?
«Alcuni farmaci "convenzionali" antiemicrania contengono sostanze di origine vegetale, quali i derivati della segale cornuta (Claviceps purpurea) e la caffeina, ma l'elenco delle piante indicate dalla medicina popolare sarebbe interminabile: angelica, lavanda, camomilla, valeriana, luppolo, levistico ecc. Poche invece quelle studiate scientificamente.

Nelle forme di cefalea muscolo-tensiva risultano indicate piante ad attività ansiolitica e/o antidepressiva, in relazione alle caratteristiche del soggetto. Eventualmente si può trarre giovamento da massaggi con olio essenziale di menta. Per la prevenzione dell'emicrania è stato studiato in particolare il partenio (Tanacetum parthenium), che agisce in modo simile ai farmaci antiinfiammatori. In relazione al quadro clinico, spesso interveniamo con terapie personalizzate utilizzando anche piante come la ginkgo biloba e l'iperico, che modulano la produzione di neuro-trasmettitori cerebrali».

 

Stare bene

Un po' d'amore

Gentilissima signora Anna, mi hanno detto che si è complimentata con me per "Sara la dolce" e vorrei ringraziarla di cuore, anche se il mio, facendo outing, è un po' malaticcio, però vado avanti coraggiosa come la mia Sara.

Ora però, se le può interessare, ho un'altra amica "pelosa": si chiama Luna;  io e mio marito l'abbiamo presa al canile del Termine nove anni fa. Anche lei è ammalata di paura, ma quando talvolta sto poco bene, lei si accovaccia vicino al letto alza una zampina come ad accarezzarmi e mi guarda con i suoi occhi dolci, quasi volesse dirmi: «dai, che ce la facciamo!».

Ma che c'entra tutto ciò con l'emicrania? Poco o nulla. Penso solo che, quando si sta male, un briciolo d'amore faccia bene a tutti. Grazie Anna!


Disegno di Lido Contemori

Nella foto il professor Antonio Federico


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