Tunnel sotto le strade per evitare l'ecatombe durante le migrazioni

Scritto da Silvia Amodio |    Aprile 2009    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Dalla notte dei tempi molti animali nel periodo dedicato all'amore intraprendono veri e propri viaggi in cerca di intimità con lo scopo, comune a tutti, di garantire la sopravvivenza della specie.

Per alcuni si tratta di distanze immense, basti pensare alle tartarughe marine che compiono migliaia di chilometri ogni anno per ritornare alle spiagge dove sono nate per accoppiarsi a loro volta e deporre le uova. Stessa cosa per i salmoni che ripercorrono il fiume nello stesso punto e nello stesso periodo per poi morire dopo aver custodito gelosamente le uova deposte.

Alcuni spostamenti sono molto più brevi, ma non per questo meno pericolosi.

Gli anfibi, per esempio, sono una classe di animali poco studiata e delle loro abitudini non si conosce molto. «C'è molta ignoranza intorno a questi animali - spiega il biologo Carlo Scoccianti - sono vittime di pregiudizi insensati. Al contrario sono creature affascinanti e utilissime per l'ambiente».

Il dottor Scoccianti da anni è attivamente impegnato nella conservazione e nello studio di questi animali ed è uno dei massimi esperti di anfibi in Italia. «Forse non tutti sanno che sono tra le specie più minacciate al mondo, più di quanto lo siano i mammiferi - precisa il ricercatore - eppure, forse a causa della loro natura un po' schiva, sono visti con diffidenza».

Una delle principali cause di morte di questi animali è rappresentata dalle macchine. Il problema si è evidenziato negli ultimi decenni ed è conseguenza dello sviluppo urbano e della necessità di spostarsi automuniti da un luogo all'altro. Il problema degli incidenti con gravi conseguenze per lʼuomo causati dalla collisione con un animale è molto sottovalutato, ogni anno in Italia se ne registrano oltre 4000. Anche animaletti di piccole dimensioni possono rappresentare un pericolo.

Gli ambienti riproduttivi degli anfibi sono divenuti oggi molto rari e gli animali sono costretti a compiere lunghi percorsi per cercare zone umide dove riprodursi. Questa migrazione di gruppo avviene tra febbraio e aprile, dipende dalle zone e dalla specie. Quelle prese in esame sul nostro territorio sono il rospo comune, Bufo bufo, la rana dalmatina, Rana dalmatina e il tritone crestato, Triturus carnifex.

Spesso però la destinazione si trova al di là di una strada e i rospi sono costretti ad attraversarla.

Nelle ore di punta

«Sono pure sfortunati - racconta il biologo - perché essendo animali crepuscolari, cioè che si muovono preferibilmente tra le 18 e le 20, l'ora in cui la gente esce dagli uffici per tornare alle proprie abitazioni fuori città, incontrano la maggiore intensità di traffico. Se si spostassero in un altro momento della giornata, i danni sarebbero sicuramente inferiori».

Ci sono tuttavia interventi che possono contribuire ad arginare il problema, infatti si è visto che gli animali tendono a concentrarsi in tratti stradali circoscritti e in un periodo dell'anno limitato e prevedibile, sono i cosiddetti "punti focali di attraversamento", secondo la definizione data da Scoccianti.

Prima di tutto il buon senso suggerirebbe di preservare l'ambiente e mantenere gli equilibri naturali; dove la situazione è ormai compromessa si possono invece creare delle vere e proprie barriere in modo da impedire l'attraversamento e allo stesso tempo fornire una zona umida alternativa dove potranno corteggiarsi in santa pace.

«Infatti, contrariamente a quanto si possa pensare - racconta il biologo - i rospi non hanno bisogno di grandi stagni, anche una pozza che poi in estate si prosciuga, una volta compiuto il ciclo riproduttivo, è più che sufficiente».

 

Basta una pozza

Talvolta l'uomo interviene in buona fede ma alterando profondamente gli equilibri naturali. Gli anfibi depongono uova che sono vere ghiottonerie per i pesci e per altri animali; perciò ragione hanno bisogno di deporle in acque "tranquille". Bisogna resistere alla tentazione di "dare vita" a stagni e laghetti gettando di proposito pesci o tartarughe dove non ci sono, perché questo renderebbe il luogo inutilizzabile dagli anfibi.

Un altro modo per intervenire sul posto è quello di creare dei tunnel, veri e propri sottopassaggi che possono essere utilizzati dai rospi.

«Sono interventi semplici ed efficaci ma che sono stati messi a punto dopo anni di studio e di osservazioni e utilizzati sia in Italia che all'estero», prosegue Scoccianti.

Un aiuto molto importante è dato dai volontari che ogni anno vengono reclutati per aiutare i rospi ad attraversare la strada. Muniti di torcia e secchi si riuniscono in gruppi sotto la supervisione di un caposquadra e danno il via alla buona azione.

«Si tratta di un contributo fondamentale, non solo perché in questo modo si salvano migliaia di animali che altrimenti rimarrebbero schiacciati sotto le automobili, ma anche perché si raccolgono molti dati e informazioni utilissimi per conoscere meglio l'etologia di questi anfibi», sottolinea il ricercatore. Naturalmente anche la collaborazione di comuni e province è importante.

Un altro invito è quello di creare nel proprio terreno uno stagno o anche una semplice pozza, una piccola azione ma che si rivela utilissima. In Inghilterra una ventina di anni fa divenne una vera e propria moda: chi ne aveva la possibilità si attrezzava per offrire un luogo agli anfibi di passaggio. Una moda utile che ha aiutato a diffondere il rispetto per queste creature.

Nella vita si baciano tanti rospi per niente, meglio preoccuparsi di questi che danno molta più soddisfazione...

 

Per richiedere una consulenza gratuita per realizzare uno stagnetto nel proprio terreno o per partecipare alla spedizione in soccorso dei rospi rivolgersi a WWF Toscana, Gruppo di Studio per la Conservazione degli Anfibi - cell. 3383994177


Fotografie di Silvia Amodio