Come le variazioni meteorologiche possono influire sul comportamento umano

Scritto da Alma Valente |    Maggio 2012    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Ci sono molti luoghi comuni che generalmente fanno associare certi comportamenti alle variazioni atmosferiche, modi di dire con i quali si liquida il comportamento un po' strano di un individuo, con frasi del tipo "sente il tempo" oppure "è lunatico". Esistono poi anche delle false credenze che fanno associare la scarsa illuminazione diurna, propria dei paesi nordici, ad una maggiore prevalenza di eventi negativi, come massima espressione della depressione in una determinata popolazione.
L'Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato nel 2011 un Atlante della Salute Mentale nel quale risulta che il numero di suicidi per 100.000 abitanti varia molto in qualsiasi latitudine (184 nazioni, pari al 98% degli stati); ma il dato più impressionante è che esiste una differenza di genere, in quanto questi fenomeni sono mediamente 4 volte più frequenti negli uomini che nelle donne ed il numero degli eventi tende a crescere con l'età.
Entrando poi nel merito della prevalenza degli eventi fatali il record spetta alla Lituania (71,7) seguita dalla Russia (63,4), Sri Lanka (61,4) e Corea (62). Al contrario i paesi scandinavi hanno numeri molto inferiori che stanno tra il 23,8 e il 39. Ottime notizie vengono dall'Italia dove il numero è molto basso: 12,8.

Le 4 stagioni
Ma i cambiamenti di clima possono in qualche maniera influenzare l'umore?
«Fin dall'antichità umore e meteorologia sono stati intimamente connessi - spiega lo psichiatra Francesco Rotella (nella foto in basso)-. Ippocrate nella sua Teoria degli Umori associava a ciascun temperamento (flegmatico, melanconico, collerico e sanguigno), una delle quattro stagioni.
Negli ultimi decenni, molti studiosi hanno sviluppato degli studi in grado di valutare questo effetto, raggiungendo anche risultati sorprendenti. Per fare un esempio è stato dimostrato, su modelli animali, che la modificazione artificiale, non soltanto della luce e del ritmo luce/buio, ma anche semplicemente della pressione barometrica, induce significative modificazioni comportamentali. Per essere più chiari, aumentando o diminuendo la pressione atmosferica all'interno di camere dove vivono gli animali stessi, si ottengono delle risposte ben visibili in termini di appetito, attività e ritmo sonno/veglia. Tornando però all'uomo, oggi, l'osservazione di un certo grado di stagionalità presente in numerosi disturbi psichiatrici è molto evidente
».
Anche nell'attuale manuale diagnostico utilizzato da psicologi e psichiatri è prevista la possibilità di specificare quando un disturbo ha un "andamento stagionale". Altro aspetto che può far capire quanto elevato sia l'impatto di questo tema è l'ampia diffusione della "light therapy", una terapia che prevede l'esposizione a luci artificiali con precise frequenze, usata per curare malattie della pelle, disturbi del sonno e, ovviamente, alcuni disturbi psichiatrici.


«Tuttavia occorre precisare - continua il dottor Rotella - che tutto ciò non deve essere confuso con quanto viene correntemente inteso con il termine "metereopatia". Secondo alcuni studi, infatti, arriverebbe a interessare il 25-30% della popolazione. In questo caso però i sintomi sono soprattutto fisici, come abbassamenti di pressione, modificazione del tono dell'umore, stanchezza, insonnia e difficoltà a concentrarsi, conseguenti a repentini, o anche graduali, cambiamenti climatici. È evidente che molti di questi sono anche presenti nei disturbi depressivi. Tuttavia c'è una grande differenza fra essere una persona con un disturbo psichiatrico ed essere invece un soggetto, maggiormente sensibile ai cambiamenti, forse un po' più instabile, ma in ogni caso con le capacità per reagire ai propri disagi».
Però anche in numerose canzoni popolari la primavera viene associata a cambiamenti emozionali. Ma è proprio vero che in questa stagione di rinascita della natura, la nostra psiche può seguirne il percorso magari in senso negativo? «Nulla di tutto ciò. Se prendiamo in considerazione i dati ottenuti dai Pronti soccorsi - dice Rotella -, vediamo che il numero di eventi acuti di pertinenza psichiatrica aumenta nei mesi estivi. Al contrario, esiste il cosiddetto "Disturbo affettivo stagionale", detto anche "Depressione Invernale", in quanto l'insorgere dei sintomi avviene all'inizio dell'autunno».
Tornando ad Ippocrate, la sua teoria sembrerebbe confermata da questi dati. L'autunno e il freddo correlerebbero con un aumento di produzione di "bile nera" nei soggetti predisposti alla depressione; mentre la primavera e il caldo sembrerebbero incidere di più con la produzione di "bile gialla" e "bile rossa", rendendo più inclini all'agitazione e alla collera.

La vacanza giusta
E dalla primavera passiamo all'estate; per i soggetti che hanno disturbi legati all'umore esistono dei luoghi preferibili dove andare in vacanza? Meglio mare, collina, montagna o lago?
Secondo l'esperto, «è importante specificare che le valutazioni, in situazioni che possono riguardare la metereopatia o la stagionalità nell'ambito di un disturbo psicologico, devono sempre essere fatte "ad personam". Non esiste una ricetta valida per tutti gli individui che soffrono di questo problema. Una valutazione sui luoghi migliori dove passare le vacanze non può prescindere dalle preferenze e dai desideri dell'individuo.
Non bisogna mai dimenticare, infatti, una cosa molto importante: se è vero che le stagioni possono cambiare il tono dell'umore di una persona, è vero anche il contrario. È il nostro stato d'animo, attraverso le sue esperienze di vita, ad influenzare emotivamente la percezione del tempo e del clima. Paradossalmente, una vacanza in un luogo con un clima difficile può essere la migliore possibile, a patto che sia quella desiderata
».