Notizie e mail dal mondo dei pipistrelli

Scritto da Silvia Amodio |    Novembre 2010    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Il signor Andrea Righi ha acquistato all'Ipercoop di San Donà di Piave, in provincia di Venezia, una bat box, ma solo dopo aver contattato il Museo di Storia Naturale di Firenze per avere qualche rassicurazione. La moglie, infatti, era inizialmente un po' perplessa all'idea di farsi colonizzare il giardino di casa dai pipistrelli, avendo anche due bambini piccoli. Tolto ogni dubbio, la casetta è stata posizionata sulla facciata est della casa nel maggio del 2009, ma è solo a fine agosto del 2010 che Andrea percepisce la presenza degli inquilini. All'imbrunire, durante l'involo serale ne conta ben 6!

Giacomo Maltagliati, chirotterologo del gruppo di lavoro della Specola ci spiega che «i chirotteri nel periodo autunnale si dedicano all'amore. I maschi di alcune specie formano un vero  e proprio harem, scegliendo un rifugio che potrebbe essere diverso da quello utilizzato il resto dell'anno». Con tutta probabilità dunque la bat box di Andrea è stata scelta per la riproduzione. «Si tratta di un'attività piuttosto impegnativa per i maschi - prosegue lo studioso - che fa perdere loro parecchio peso. Le femmine, d'altro canto, approfittano per girare di harem in harem, accoppiandosi più volte con maschi diversi. Questa strategia serve per trovare il maschio migliore e assicurarsi una buona progenie. Può capitare così che i fratellini, solitamente due, abbiano padri diversi, una situazione piuttosto diffusa anche fra altri mammiferi».

Come ha fatto il signor Righi, è possibile rimanere in contatto con gli studiosi dell'Università di Firenze e, grazie alle schede che sono fornite insieme alla bat box, dare un contributo concreto al Museo per lo studio dei pipistrelli.

 

Alla ricerca degli ultrasuoni

Il bat dectector è uno strumento che riesce a captare gli ultrasuoni emessi dai chirotteri e trasformarli in suoni udibili all'orecchio umano in modo da consentire l'identificazione delle specie presenti. È con questo mezzo che Gianna Dondini e Simone Vergari seguono uno studio voluto dal Centro di ricerca del Padule di Fucecchio. Si tratta di un'indagine, svolta nel bosco di Chiusi e nelle aree della Paduletta di Ramone per conto della Provincia di Pistoia con un finanziamento della Regione Toscana, che fa parte di un progetto più esteso sulla fauna e sulla flora della zona.

Grazie al bat detector è stato possibile individuare due specie molto rare: il Ferro di Cavallo Mediterraneo (Rhinolophus euryale) e il Vespertilio di Daubenton (Myotis daubentonii)

Info: www.zoneumidetoscane.it/eventi/padeventi.html


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