A Pontassieve e Fiesole si prova a pagare all'europea

Scritto da Laura D'Ettole |    Settembre 1997    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

La spesa in Euro e Lire
Mancano ancora 450 giorni perché l'Europa arrivi alla moneta unica. Ma a Fiesole e a Pontassieve ne basteranno molti meno. Già, perché dal prossimo ottobre (fino a gennaio '98) nei due comuni toscani sarà possibile comprare il giornale, fare la spesa e perfino partecipare a gare d'appalto in Euro. Volete sapere come sarà l'Europa dal fatidico 1° gennaio '99 fino al 2002, quando la moneta unica entrerà definitivamente in vigore? Assomiglierà un po' a Fiesole e a Pontassieve dei prossimi mesi. Niente paura, la vecchia lira non va ancora in pensione, si tratta soltanto della più estesa simulazione finora mai realizzata in Europa di un sistema a doppia valuta. Perché se Maastricht evoca a tutti l'idea di tasse e sacrifici, i due Comuni toscani hanno scelto di imboccare la strada di un europeismo giocoso.
«Le discussioni generali sull'idea di Europa entusiasmano poco - spiega il sindaco di Fiesole Alessandro Pesci - ma se organizziamo una sorta di grande Monopoli la gente invece si appassionerà davvero».
Visivamente sarà proprio come un grande gioco. Nelle piazze dei due Comuni saranno sistemati due vistosi totem che segnaleranno la sperimentazione. Negozi e supermercati daranno doppia indicazione dei prezzi, in lire e in Euro. Banche e uffici postali funzioneranno da centri di cambio. E intorno sarà tutto un pullulare di iniziative a carattere internazionale: concerti, convegni, premi e concorsi scolastici. Una moneta da 1 Euro varrà 2 mila lire (ed è un cambio totalmente arbitrario, escogitato per comodità contabile, avvertono gli esperti) quella da mezzo Euro mille lire e l'unica banconota-buono in circolazione equivarrà a 6 mila lire. L'abbiamo chiamata moneta tanto per intenderci, ma in realtà si chiamano 'segni metalli o cartacei'. L'istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ne ha già coniata una prima parte, pari a un importo di 500 milioni: una vera festa anche per i collezionisti.
L'idea di familiarizzare con l'Europa in questa maniera incontra l'approvazione anche del prestigioso Istituto universitario europeo che ha sede a Fiesole. «E' un esperimento utile - sostiene Michael Artis, economista e uno dei massimi esperti di euromoneta - una sorta di laboratorio che ci consentirà di capire come l'idea stupefacente della divisa unica europea possa venire accettata dalla gente comune e come funzioneranno certi meccanismi mentali di scambio». Ed è qui che il tono di questa grande simulazione si fa serio. Artis è l'esperto che presiederà il Comitato scientifico chiamato a tenere sotto osservazione l'intero esperimento. Modelli di comunicazione, funzione del credito, ruolo della pubblica amministrazione: tutto verrà passato sotto setaccio per ricavarne preziose indicazioni per la nuova Europa. Alla simulazione prenderanno parte anche una decina di imprese, soprattutto della Valdisieve, in cui verrà analizzato l'impatto dell'Euro su sistemi informatici, contabilità, export. Vedremo se la piccola e media impresa toscana è davvero flessibile e come reagirà alla sfida dell'unione monetaria e dell'immenso mercato unico. «Bisognerà tornare a calcolare i valori monetari usando le virgole - puntualizza Pier Luigi Tofanari, che segue l'operazione per conto dell'Unicoop Firenze - cosa alla quale non siamo più abituati da due generazioni». Al termine del progetto si procederà all'elaborazione di un vademecum con indicazioni utili per tutte le imprese.
Ma se alla fine questo grande gioco funzionasse davvero e l'Italia, nella primavera del '98, venisse comunque rimandata fra i paesi di serie B?
«Il processo di integrazione europea non si fermerebbe in ogni caso - sostiene il sindaco di Pontassieve Mauro Perini -: sarebbe solo rimandato. Le imprese, comunque, desiderano sperimentare al più presto la strada dell'integrazione europea; e anche il sistema della pubblica amministrazione ha bisogno di questo salto qualitativo».
Il progetto è stato messo a punto dai due Comuni di Fiesole e Pontassieve con l'assistenza del Comitato per l'Euro e del ministero del Tesoro e del Bilancio. I costi sono stimati in circa 900 milioni, in buona parte sostenuti dall'Unione Europea e in pratica le due amministrazioni comunali non dovrebbero sostenere oneri. Anzi, se i 'segni metallici e cartacei' saranno presi di mira dai collezionisti, diversi quattrini (in lire vere!) rimarranno nelle casse comunali a vantaggio delle comunità locali.

Alla Coop con l'Euro
Anche la Coop aderisce a 'Ecco l'Euro!'. Da ottobre a gennaio, nei due mini mercati di Fiesole e Compiobbi e nel supermercato di Pontassieve, sarà possibile trovare la doppia indicazione dei prezzi, sia in lire che in Euro, e alla fine lo scontrino alle casse registrerà la modalità di pagamento in lire o in 'Euro'. Anche il nuovo centro commerciale di 2.500 mq., che aprirà i battenti a Pontassieve proprio durante i mesi della sperimentazione, aderirà all'iniziativa.