Scritto da Laura D'Ettole |    Aprile 2003    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

La sorpresa fa l'uovo
"Il cartoon è tutto, la cioccolata quasi niente", si potrebbe dire parafrasando un famoso detto riferito ai mass media e applicandolo all'uovo di Pasqua. Il fatto è che questo tradizionale dono augurale da qualche anno a questa parte è passato attraverso le mani degli esperti di marketing che ce lo hanno restituito rivisto e corretto a modo loro. Travestito da Hamtaro, Barbie, Dragon Ball, Signore degli Anelli, Uomo Ragno o Pinocchio. Curioso pensare a come si sia evoluto questo simbolo nel tempo.
Va ricordato che c'è aria pagana dietro di lui. Gli antichi Romani seppellivano nei campi un uovo dipinto di rosso per propiziarsi buoni raccolti; in Grecia le uova venivano scambiate all'inizio della primavera come senso di rinascita della vita. Questa simbologia augurale si mantiene e si amplia durante il cristianesimo, con alcuni insoliti rituali. In Francia, fino al Settecento, l'uovo più grosso deposto durante la settimana santa spettava (neanche a dirlo) direttamente ed esclusivamente al re. In un paese dell'Inghilterra i bambini si radunano in cima ad una collina per far rotolare in basso decine di uova colorate, simbolo della pietra del Santo Sepolcro che proprio la mattina di Pasqua scivolò via. Tornando a noi, oggi l'impulso all'acquisto è ben lontano da quelle radici religiose o rituali. Per venderlo a colpo sicuro, l'unico sistema efficace è quello di collegarlo a personaggi televisivi o cinematografici, oppure alle squadre di calcio. Le sorprese all'interno sono sempre meno misteriose, perché ispirate giocoforza al personaggio prescelto. E poi spesso sono doppie: c'è una bambolina, un pupazzo o un peluche esterno, insieme ad un essere un po' più misterioso collocato all'interno. Tutto questo naturalmente vale per i più giovani, perché per gli adulti forme e "travestimenti" dell'uovo sono molto più tradizionali. Di nuovo c'è che è sempre più di moda inserire una propria sorpresa quando si dona un uovo. Che, per parte sua, deve essere di cioccolato di qualità e possibilmente artigianalmente lavorato.

Puro in etichetta
Ha destato scandalo pochi mesi fa la decisione della Comunità europea di consentire il "taglio" del cacao puro con il 5% di materie grasse. Si sono arrabbiati alcuni cioccolatieri francesi che per rivendicare la purezza della loro materia prima hanno preteso di scrivere in etichetta "pur beurre". Si sono risentiti anche i belgi, ed hanno scritto "Anbao", che è una specifica certificazione di qualità sul cacao. Gli inglesi per parte loro si sono inalberati con tutti e due perché, sostengono, non possono scrivere niente, visto che l'Europa non ha ancora emanato precise direttive in materia. Purtroppo è proprio così. Chi non usa il 5% di materie grasse potrebbe fregiarsi della dizione "cioccolato puro", ma non esiste ancora nessun regolamento che illustri precisamente come e dove farlo: in etichetta? In piccoli o grandi caratteri? Molti produttori auspicano che il regolamento venga definito entro il 2003, ma per ora la situazione è in "standby".

Eque e senza grassi
Quest'anno la novità dell'uovo di Pasqua a marchio è che è Solidal Coop, ovvero ingredienti e sorprese derivano esclusivamente da prodotti del commercio equo e solidale. Che, come noto, è una forma di transazione internazionale che sostiene concretamente le cooperative e le piccole comunità del sud del mondo. Per quanto riguarda le materie prime, non vengono utilizzati in alcun modo grassi vegetali aggiunti, ma solo burro di cacao e pasta di cacao. Le sorprese che appaiono quando le uova si rompono sono piccole creazioni artigianali lavorate prevalentemente dalle donne di villaggi indiani e cileni.

Sorprese su misura
Chi vuole inserire un dono più o meno prezioso nell'uovo di Pasqua, può farlo andando all'Ipercoop. Basta poco più di un'oretta, il tempo di fare la spesa, e l'uovo personalizzato è pronto. Ha una dimensione standard di circa 400 grammi e viene lavorato nei laboratori interni, visibili però dal cliente perché situati dietro una vetrata. Il cioccolato utilizzato proviene da lavorazioni artigianali e non ammette grassi vegetali aggiunti.