Originarie del Giappone, prosperano nei giardini delle ville lucchesi da oltre due secoli. Una mostra a marzo

Scritto da Càrola Ciotti |    Marzo 2007    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

La signora delle camelie
La tradizione di coltivare camelie in Lucchesia risale alla metà del 1700, quando probabilmente s'intuì che il clima e i terreni della zona erano particolarmente adatti alla crescita di queste belle piante, giunte a noi europei da Cina e Giappone, loro nazioni d'origine. Fu un crescendo d'interesse per questa nuova moda e ne nacque una vera e propria competizione - che arrivò al culmine nel secolo successivo - tra i vivaisti, che si sfidavano nel creare nuove varietà sempre più belle ed originali, e i nobili, proprietari delle stupende ville della regione, che ostentavano nei loro parchi le specie più appariscenti e originali. Grazie, quindi, a questo "capriccio di nobiltà", oggi ritroviamo in Lucchesia un patrimonio botanico pressoché intatto, che poche altre regioni italiane possono vantare. La zona di Lucca e quella dei laghi lombardi sono, infatti, le uniche che posseggono le caratteristiche per far vegetare al meglio, anche in piena terra, questi fiori dalle tante tonalità di colore e dall'aspetto elegante e raffinato. Vicino Lucca, a Pieve di Compito, incontriamo Claudio Orsi, giovane vivaista esperto nella riproduzione di antiche camelie. Claudio ha scelto di coltivare queste belle piante con metodo biologico «poiché - ci spiega - la coltivazione convenzionale richiede un uso quasi smodato di prodotti chimici e difficilmente le piante, dopo l'acquisto da parte di un privato, potranno ricevere trattamenti così intensivi. Questo può creare sofferenza alla pianta ed essere causa di problemi di salute, causando ingiallimento e morte precoce».

Come curarle
Le camelie sono piante perenni, da esterni, sempreverdi, molto longeve (gli esemplari di alcune ville lucchesi hanno anche due secoli di vita e sono ormai alberi molto grandi), resistenti al freddo e che necessitano di poche cure. I piccoli accorgimenti necessari al loro sviluppo devono essere però scrupolosamente rispettati per non rischiare di rovinare tutto! Una volta scelta la varietà - esistono camelie dai fiori semplici (con soli 4-5 petali), semi-doppie e doppie (che portano fiori senza stame) - si dovrà collocare il vaso in posizione semi-ombreggiata: il sole diretto non è gradito a queste piante. Il terreno è molto importante. Sono piante acidofile, come le ortensie e le azalee, e quindi necessitano di un terriccio acido. L'ideale sarebbe prepararlo da soli con compost, torba e ramaglie di pino macinate; si potrebbe anche prelevare la quantità di terreno per il trapianto in un bosco di castagni o di pini: così si è certi che il grado d'acidità sia quello ideale e adatto alle camelie (pH 5.5). In alternativa si ricorrerà al terriccio per piante acidofile che comunemente si trova in commercio. Il trapianto è necessario solo quando le radici hanno riempito completamente il vaso, non prima. Basterà aumentare di un paio di misure il diametro e la nostra camelia sarà a posto per i 2-3 anni successivi.

Bere e mangiare
Il bisogno d'acqua delle camelie non è eccessivo e anche in estate un'annaffiatura a giorni alterni sarà sufficiente. Durante le altre stagioni dovrebbero bastare le piogge per far stare in salute le piante. L'importante è non usare mai acqua calcarea per irrigare: le camelie non prosperano nei terreni calcarei. Raccogliete acqua piovana e conservatela per l'annaffiatura. Non utilizzate per nessun motivo sottovasi. Le camelie temono i ristagni idrici, perciò è utile unire al terriccio della pomice o dell'argilla espansa per favorire il drenaggio. La concimazione deve essere eseguita con cautela per non rischiare di "bruciare" la pianta. Si trova in commercio un ottimo fertilizzante per camelie (di tipo chimico), dosato in ogni microelemento e a lunga cessione. Con un prodotto così formulato non si corrono rischi d'alcun tipo e sarà sufficiente usarlo alla fine dell'inverno. Se si preferisce il metodo classico, e naturale per eccellenza, si può tranquillamente usare lo stallatico, ma con moderazione!

Le varietà
I colori dei fiori vanno dal bianco puro dell'Alba simplex a tutte le tonalità di rosa, fino al rosso. Troviamo anche camelie striate, bicolore o puntinate. Tutte hanno un aspetto singolare dovuto alla carnosità dei petali e alle bellissime foglie verde scuro, lucide e spesse. Anche quando non sono in fiore sono piante esteticamente interessanti. La loro fioritura va dall'autunno alla primavera, secondo la specie: le prime a fiorire sono le varietà Sasanqua, che già ad ottobre presentano i bei fiori leggermente odorosi, le ultime sono invece le Japoniche, come la Paolina Maggi, che avranno il loro aspetto fiorito da metà marzo fino ad aprile-maggio... cambiamenti climatici permettendo. Non è un mistero ormai che il clima del pianeta sta subendo significative (e preoccupanti) trasformazioni: quest'anno ad esempio, nel Compitese, a gennaio tutte le camelie della zona erano già in fiore. Fatto mai accaduto prima, a detta degli abitanti... e qui, di camelie se ne intendono! Non c'è giardino, in quella zona, che non ospiti una bella pianta, spesso molto grande e in splendida salute.



TE' VERDE
Fiori in tazza

Occasione da non perdere per gli amanti dei fiori e della natura è la Mostra della camelia antica, che ormai dal 1991 si svolge tra Sant'Andrea e Pieve di Compito. Questa interessante iniziativa, promossa e organizzata con la collaborazione del Comune di Capannori e del Centro culturale del Compitese, invita i visitatori ad immergersi nel mondo delle camelie e a scoprirne segreti e bellezza.

La principale attrattiva della manifestazione è forse "Il sentiero delle camelie", una stupenda passeggiata tra i vicoli dei due borghi, le piazzette, i cortili e gli orti, che consente di ammirare da vicino molte varietà di camelie, alcune tra le più antiche d'Italia.

Tra le tante iniziative in programma durante questi fine settimana di marzo, segnaliamo l'esposizione dei fiori recisi: ben 200 varietà di camelie Japonica dai mille colori e una mostra di piante spontanee alimentari, completata da un percorso didattico per apprendere l'uso culinario di queste specie. Saranno presenti numerose delegazioni provenienti da paesi come Germania, Belgio, Spagna e, in rappresentanza del Sol Levante, membri della Japan tea exporters' association illustreranno la cerimonia della preparazione del tè verde... che altro non è che una varietà di camelia!


Mostra antiche camelie della Lucchesia

Sant'Andrea in Compito (Lucca)

17-18/24-25 marzo e 31 marzo-1° aprile

Orario 10-18
Ingresso euro 6,00

Info: tel. 0583977188
e-mail: info@camelielucchesia.it
www.camelielucchesia.it