Incontro con Anna Benedetti, ideatrice di "Leggere per non dimenticare"

Scritto da Francesca Magnelli |    Novembre 2010    |    Pag.

Non chiamatelo salotto. Nessun appellativo potrebbe essere più distante da quell'idea che quindici anni fa spinse Anna Benedetti, signora di un'estrema eleganza ma al tempo stesso di una geniale semplicità, ad organizzare incontri letterari aperti a tutti.

«Amavo il mio lavoro, ma dopo venticinque anni passati ad analizzare testi del 1300 all'Accademia della Crusca, sentivo il bisogno di impegnarmi in qualcosa che fosse meno ripetitivo», racconta Anna, una laurea in Storia della lingua e una grande passione per i libri. È proprio quella passione, e la voglia di condividerla con altri, a spingerla a cercare il sindaco di Firenze.

«Mario (Primicerio, ndr) mi disse: "ti trovo la sede ma al resto dovrai pensarci da sola"». La sede era la Biblioteca comunale centrale, la stessa che ancora oggi ospita gli incontri di "Leggere per non dimenticare". «All'inizio - ricorda - furono organizzati pochi incontri, non sapevo come avrebbe risposto la gente».

Ma in poco tempo alle signore di una certa età e ai pensionati si affianca un pubblico più giovane, attratto da uno stile diverso, meno compassato, rispetto ad altre iniziative dedicate alle novità editoriali: presentazioni brevi da parte dei relatori, molto spazio all'autore e alle domande del pubblico. Ad ogni incontro partecipano almeno 300 persone, alla fine dell'anno le presenze sono oltre 15.000. Un successo.

Qual è stata l'intuizione vincente?
Far scendere i letterati dalla cattedra per avvicinarli alla gente. Gli scrittori e gli altri ospiti non vengono alle Oblate per tenere una conferenza ma per confrontarsi su temi di grande attualità, senza alcuna presunzione. E i dibattiti a volte si fanno molto accesi, come quello sull'eutanasia e sulla dignità della morte, che ha accompagnato la dolorosa vicenda di Eluana Englaro. Anche la politica è un terreno pericoloso, il pubblico si irrigidisce davanti ad una presa di posizione, basta fare il nome di un personaggio politico e si scatena il finimondo.

Gli argomenti che più interessano i lettori?
Potrà stupire, ma la saggistica interessa molto di più della narrativa, il romanzo non è tra le forme preferite dai nostri lettori. Gli argomenti che coinvolgono di più? Filosofia, scienza, astronomia, e in generale temi che pongono dubbi e domande sui tanti perché della vita. E poi l'attualità, i libri che trattano dei problemi concreti dei giovani, come testimonia il fenomeno Michela Murgia (vincitrice del Premio Campiello e autrice de Il mondo deve sapere, il libro dedicato agli operatori nei call center da cui è stato tratto il film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti, ndr).

Gli autori che hanno avuto più successo?
Difficile fare una classifica tra gli oltre 600 scrittori che hanno partecipato agli incontri di "Leggere per non dimenticare". Sicuramente alcuni erano avvantaggiati dalla popolarità che solo la tv può dare. Un nome per tutti: Daria Bignardi. Quando è venuta a presentare il suo libro, c'era la ressa! Sia la Murgia, il 16 febbraio, che la Bignardi, il 20 aprile, saranno ospiti anche di questa edizione. A novembre invece avremo Corrado Augias, con I segreti del Vaticano, il 5, e il 17 Ian Mc Ewan presenterà Solar.

In questi anni lei ha avuto modo di osservare da vicino il mondo dell'editoria: qual è la situazione nel nostro paese?
Direi buona, con editori che fanno bene il loro lavoro, concedendo il giusto spazio anche ai giovani autori. Un'impresa non facile: le case editrici sono sommerse da richieste di pubblicazioni, sembra che tutti abbiano un libro nel cassetto. Per carità, è bello che ci sia questa voglia di scrivere, ma non ci si può improvvisare scrittori. Bisogna lavorare per diventarlo, e molto.

Forse è per questo che stanno nascendo tante scuole di scrittura...
Sono contraria alle scuole di scrittura, perché penso che non si possa insegnare a scrivere, la scrittura è assolutamente libera, non può essere costretta in schemi fatti di regole da imparare a memoria. Così come non amo i Festival, con quelle parate di scrittori con i quali non c'è né tempo né modo di interagire, loro su un piedistallo e la gente in fila per farsi firmare una copia del libro, che magari non hanno nemmeno letto... Sono incontri che alla fine non lasciano assolutamente niente.

Cos'è che rende diverso un libro da qualsiasi altro mezzo di comunicazione?
Quando leggo ho l'abitudine di sottolineare i passaggi che più mi colpiscono. In questi giorni rileggendo un libro che non mi capitava in mano da un po' di tempo, mi sono resa conto che quelle frasi che avevo sottolineato non mi rappresentavano più, oggi ne avrei scelte altre. È questa la forza e la magia di un libro. Che non invecchia mai. E ha sempre qualcosa di nuovo da raccontare.

 

Tre incontri nei punti vendita
Dalla biblioteca al supermercato

Nato nel 1995 con l'obiettivo di promuovere la lettura in ogni sua forma, affiancando nomi illustri dell'editoria a giovani esordienti, "Leggere per non dimenticare" ha affrontato temi sociali e culturali non sempre facili. "Fogli di memoria" sarà il filo conduttore di questa XVI edizione, 58 incontri che si concluderanno a maggio.

Negli anni alla manifestazione si sono affiancate iniziative collaterali nelle scuole fiorentine, gruppi di lettura all'ospedale psichiatrico di Montelupo e al centro di recupero per tossicodipendenti di Villa Lorenzi. Nel 1997 gli incontri lasciano per due serate la sede storica e si trasferiscono in periferia. Il successo è tale che fino al 2001 sarà organizzato un programma parallelo alle Piagge e a Brozzi.

Proprio la volontà di portare la lettura in luoghi meno classici di una biblioteca ha fatto nascere l'idea di organizzare tre incontri nei punti vendita di Unicoop Firenze, da quest'anno sostenitrice di "Leggere per non dimenticare".

Il primo appuntamento è per il 12 gennaio con Salviamo l'Italia di Paul Ginsborg; l'11 marzo Simone Regazzoni presenterà il suo Pop filosofia, mentre il 20 aprile sarà la volta di Stefano Bartezzaghi e di Non nominare il nome di Dio in bagno, un libro tutto da ridere.

 


Notizie correlate

Curarsi con i libri

Aiuta in casi di ansia e lievi forme depressive


Leggere a tutte le età

Incontri con gli scrittori nella Biblioteca fiorentina delle Oblate