Ancora poco diffusa, esiste in numerose varietà stagionali e offre fioriture colorate

Scritto da Càrola Ciotti |    Novembre 2008    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

La più nota e largamente diffusa, specialmente per uso alimentare, è la Salvia officinalis, una bella pianta erbacea, perenne, che molti di noi coltivano in giardino o sul terrazzo. A questo genere botanico appartengono però altre centinaia di specie che vivono in molte zone del pianeta, in special modo dove i terreni sono calcarei e asciutti: così troviamo salvie nei deserti del Caucaso, ma anche a ridosso delle catene himalayane, sulle Ande sudamericane, in California, Texas e Messico; e ancora, in Cina e Giappone. Molte di queste salvie hanno caratteristiche tali che le rendono vere e proprie piante ornamentali, capaci di regalare fioriture coloratissime, durature e spesso deliziosamente profumate. L’uso delle salvie ornamentali è ancora poco diffuso e non si trovano comunemente in commercio; meritano però di essere conosciute e apprezzate da un pubblico più vasto, magari un po’ stanco di petunie o gerani, desideroso di coltivare - in modo semplice - qualcosa d’originale che non richieda grandi cure ed esperienza per essere mantenuto florido e sano.

 

La parola all’esperta

Approfondiamo l’argomento con Elisa Benvenuti, una simpatica signora lucchese che ha fatto della sua passione per le piante - in particolare le aromatiche come salvia e timo - un vero e proprio lavoro. Dal 1995 gestisce un vivaio specializzato dove, in anni di attività e ricerca, è riuscita a collezionare oltre 400 diverse salvie ornamentali, provenienti da tutto il mondo: nessuno meglio di lei può guidarci alla scoperta di queste specie!

«La prima importante distinzione da fare, quando parliamo di salvie ornamentali, è quella relativa al periodo delle fioriture - spiega Elisa Benvenuti -. Ci sono specie che fioriscono in primavera, altre tipicamente estive e anche molte varietà autunnali, che regalano fiori per tutto l’inverno e spesso fino all’inizio della primavera successiva». Tra le varietà primaverili troviamo le pratensis, piccole salvie con foglie appuntite e un po’ rugose, con fioriture bianche, rosa e blu: alcune varietà portano fiori di due toni diversi di rosa. Un altro gruppo interessante tra quelle primaverili è costituito dalle greggii e dalle microphyille: queste si adattano bene anche in grandi vasi (almeno 30 cm di diametro) e sono specie resistenti, molto profumate, con fiori di tantissimi colori diversi: oltre al bianco e al rosa troviamo toni di giallo, rosso e persino arancio. Alcune specie estive appartengono al gruppo delle involucrate (Bethelli, Hadspen, Mulberrjam): queste hanno foglie grandi, vellutate, verde chiaro, e la loro fioritura si sviluppa in spighe da 20 cm fino ad un metro di lunghezza, con fiori molto grandi, rosa pastello o rosa fucsia.
Alcune fioriscono da giugno a novembre, altre partono in agosto e terminano a dicembre: queste specie hanno bisogno di molto spazio e chiedono di essere coltivate in piena terra.

Le specie autunnali

Tra le salvie autunnali - che spesso fioriscono anche durante tutto l’inverno - troviamo molte varietà interessanti, come la Holway, che ha portamento eretto, con steli ricadenti e piccole foglie; i fiori compaiono su spighe dense con corolle di un bel colore rosso acceso. La Purple steam formerà invece un delizioso cespuglio, con steli quasi neri, foglie strette e lunghe dall’aspetto bluastro e fioriture copiose in spighe ramificate, con petali blu scuro. Se amate il giallo potete scegliere una Salvia madrensis, pianta rustica, che ama il sole e resiste bene al freddo invernale.

Il periodo ideale per trapiantare qualsiasi specie e varietà è la primavera, ma il nostro clima ci permette di fare l’impianto anche in autunno; è necessario preparare il terreno rendendolo ben drenato e calcareo. Con l’aggiunta di grandi sassi o argilla espansa si evita il ristagno d’acqua; calce (o gusci d’uovo ben triturati), insieme alla cornunghia, aiutano a ricreare invece l’ambiente basico adatto a queste piante. La cornunghia, uno speciale composto ricavato dagli scarti della macellazione (corna e unghie di animali), è perfetta per le salvie ornamentali anche come concime, e si somministra un paio di volte l’anno. Per completare le necessità di nutrimento, Elisa consiglia di utilizzare anche stallatico pellettato una volta l’anno. Infine, se si coltiva in vaso, si può miscelare terriccio universale fino al 50% con materiale drenante, in modo da impedire pericolosi ristagni d’acqua.

 

L’intervistata

Elisa Benvenuti

vivaio “Le essenze di Lea”

Località Martinoni 6, Spianate (Lucca)

tel. 058320646

www.leessenzedilea.com


Foto di Carola Ciotti


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