Un grande artista fiammingo dimenticato, torna a Volterra con dipinti provenienti dai maggiori musei

Scritto da Edi Ferrari |    Giugno 2009    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Grandi capolavori, provenienti dai maggiori musei europei, esposti nelle sale del più antico palazzo comunale della Toscana, di cui quest'anno ricorre l'ottavo centenario della fondazione: a Volterra il Palazzo dei Priori ospita fino all'8 novembre "Pieter de Witte - Pietro Candido. Un pittore del Cinquecento tra Volterra e Monaco". La mostra - sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica italiana - ha l'obiettivo di far riscoprire questo grande artista fiammingo.

Famoso ai suoi tempi, e oggi inspiegabilmente dimenticato dalla critica, Pieter de Witte (Pietro Candido è il nome italianizzato), fu attivo tra Firenze, Volterra e Monaco, dove seppe conquistarsi una posizione di primo piano al servizio dei duchi di Baviera. La rassegna che Volterra gli dedica vuole fare conoscere al grande pubblico questo artista di eccezionale livello e di grande modernità, sia come disegnatore che come pittore dallo stile personalissimo, con un uso della tecnica ad olio davvero rivoluzionario per stesure e impasti di colore.

Suddivisa in tre sezioni dedicate al periodo fiorentino, volterrano e tedesco, la mostra presenta oltre settanta opere di de Witte e di artisti a lui contemporanei, con disegni, sculture e arazzi che mostrano la grande versatilità delle botteghe artistiche fiorentine e bavaresi tra il Cinquecento e il Seicento.

Tra le opere, da segnalare il Ritratto della Duchessa Magdalena von Bayern e la Figlia di Japtha, entrambe provenienti dalla Alte Pinakothek di Monaco, e il Ritratto di Giuliano de' Medici, duca di Nemours del 1586, commissionato dal granduca Francesco de' Medici e conservato a Firenze alla Galleria degli Uffizi.

Tra le opere in mostra, non poteva mancare il capolavoro del Candido: il Compianto su Cristo morto del 1585, tavola oggi conservata nella Pinacoteca Civica di Volterra, accanto ad un disegno sullo stesso soggetto, custodito a Parigi al Museo del Louvre. Di particolare suggestione anche l'Adorazione dei Pastori, altra opera volterrana del 1580, e la Sacra Famiglia e San Giovannino del 1585, conservata al Museo Capodimonte di Napoli.

In mostra anche immagini inedite, ottenute con indagini riflettografiche eseguite sulle opere volterrane che svelano i disegni sottostanti, consentendo anche una verifica delle attribuzioni tradizionali dei fogli già noti e l'acquisizione di nuovi disegni al suo catalogo, così come di dipinti in collezioni italiane e straniere, oggi sotto altri nomi, come il Ritratto del Giambologna conservato alla National Gallery of Scotland.

Con il generoso concorso dei maggiori musei e collezioni d'Europa e in particolare di quelli di Monaco di Baviera, patria di adozione dell'artista, l'esposizione rende dunque possibile ripercorrere attraverso le opere e i documenti, la vicenda umana e artistica del Candido, vero e proprio protagonista dell'ultimo manierismo internazionale e anticipatore della grande decorazione barocca.

La mostra è aperta tutti i giorni con orario continuato: fino al 30 settembre dalle 10.30 alle 18.30 (l'11 luglio e l'8 agosto apertura notturna sino alle 2 del mattino), dal 1° ottobre all'8 novembre dalle 9.30 alle 17. Ingresso € 8, per i soci € 5. Il biglietto della mostra dà diritto all'ingresso gratuito alla Pinacoteca Civica e al biglietto ridotto per il Museo Etrusco Guarnacci e il Museo d'Arte Sacra.

Info: 058886099, www.dewitteinvolterra.com.


Foto di Carlo Valentini


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