Maria de' Medici divenne 4 secoli fa, regina di Francia

Scritto da Gabriele Parenti |    Maggio 2010    |    Pag.

Giornalista professionista e regista radiotelevisivo, Gabriele Parenti ha realizzato vari programmi per le reti nazionali della Rai (Intercity-cultura, Learning, Speranze d'Italia) e per Rai International. Autore di documentari e di docu-fiction, attualmente coordina i programmi culturali della Sede Rai di Firenze. Ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto di Filosofia del Diritto e di Studi storico-politici dell'Università di Pisa; tiene workshop e seminari nelle Università di Firenze, Pisa e Siena. Tra i suoi libri: Il pensiero dell'esilio (1986); La Sfida. Il pensiero e il coraggio di Robert Kennedy (1999); Il sogno e la memoria (2000); Il lato oscuro (2002); Sui crinali della storia (2005); Oltre l'immagine (2006).

Esattamente quattrocento anni fa, il 13 maggio 1610, Maria de' Medici fu incoronata regina di Francia. Due giorni dopo, a seguito della morte del marito Enrico IV, divenne reggente del regno e fu il personaggio più famoso nella Parigi avventurosa di Richelieu e dei Moschettieri.

Eppure aveva avuto un'infanzia e un'adolescenza di tutt'altro tenore: figlia del granduca di Toscana Francesco I e di Giovanna d'Austria, dopo la prematura morte dei genitori, divenne estranea in casa sua perché a Palazzo Pitti s'insediò come nuovo granduca lo zio (ed ex cardinale) Ferdinando. Sua moglie, Cristina di Lorena, divenne la padrona di casa e a Maria restò il ruolo di "principessa triste" finché lo zio non decise di accasarla.

 

Zitella e paffutella

Ferdinando I puntava in alto ma non era un'impresa facile e Maria era ancora nubile a venticinque anni: in pratica, una zitella, in una società in cui ci si sposava a quindici anni. I cronisti dell'epoca la consideravano "piacente" anche se "paffutella". Possedeva una cultura raffinata, non solo letteraria ma anche nel campo delle arti figurative, della musica, delle scienze. Per di più, il Granducato di Toscana era uno Stato d'importanza strategica nello scenario europeo. Perciò, con l'aiuto del papa e di una favolosa dote, Ferdinando pose a segno un colpo magistrale: addirittura il re di Francia, Enrico IV.

C'era, però, una difficoltà: il re era già sposato, per di più con una Medici. Ma il papa, che aveva beneficiato della conversione di Enrico IV, sanzionata dalla storica frase: "Parigi val bene un Messa", non andò troppo per il sottile e concesse l'annullamento.

 

Un banchetto da favola

Il matrimonio per procura fu celebrato il 5 ottobre 1600 nella cattedrale di Santa Maria del Fiore e fu allietato dal più fastoso banchetto della storia di Firenze, allestito nel salone dei Cinquecento di palazzo Vecchio con la collaborazione di un famoso architetto come il Buontalenti. I trecento convitati gustarono sessanta portate: ventiquattro piatti freddi tra cui lingua di bue, pasticcio di vitella, pasticcio di cinghiale, piccioni. Facevano seguito altrettanti piatti caldi, soprattutto a base di cacciagione (fagiani, quaglie, tordi) dai nomi più mirabolanti: galli d'India affagianati, pasticcio in forma di drago, torte di bocca di dama ma anche tradizionali porchette; poi, formaggi e dolci a non finire tra cui una specialità fiorentina: il sorbetto.

Il pranzo fu ricordato anche per una fantasiosa scenografia: castelli fatti di salame, fontane di liquori, statue di zucchero realizzate dal Giambologna. Ad un certo momento si spensero le luci e calarono dall'alto nuvole con figure mitologiche. Quando i candelieri furono riaccesi, le sale si erano trasformate in boschetti con viali, siepi e fontane. La fama del banchetto mediceo raggiunse la Francia che si appassionò per la cucina italiana: si appropriò, a esempio della crema e dei bigné che divennero specialità dei pasticcieri di rue Saint Honoré.

 

Incoronazione e sospetti

Maria arrivò a Parigi preceduta da questa fama di raffinatezza ma alla Corte francese ebbe un'amara sorpresa: si trovò a dover convivere con l'amante ufficiale del re, Henriette d'Entragues. Cercò di farlo pacificamente, ma quando la francese sostenne che i suoi figli e non quelli della "grassa banchiera" erano i veri eredi al trono, il conflitto divenne insanabile. Il re, per evitare la crisi, passò ad altre amanti ma continuò a trascurare la moglie, che non era stata nemmeno incoronata. Non era una formalità perché c'era differenza tra essere moglie del re ed essere "regina" e possibile reggente del Regno.

L'incoronazione avvenne il 13 maggio 1610, quando Enrico IV si apprestava a partire per la guerra; il giorno successivo il re fu accoltellato dal monaco fanatico François Ravaillac. I sospetti non risparmiarono la regina proprio per questa sconcertante coincidenza temporale ma non emerse alcuna prova; e, d'altronde, la Reggente aveva ormai assunto tutti i poteri.

 

Intrighi di palazzo

Governò con abilità per sette anni, in mezzo ai conflitti di religione e alla rivolte dei nobili che intendevano ridimensionare il ruolo della monarchia. Seppe stringere alleanze e mettere i suoi avversari gli uni contro gli altri. I suoi consiglieri più fidati erano due fiorentini: Concino Concini e sua moglie Leonora Galigai, sorella di latte di Maria in quanto figlia della sua balia. La coppia accumulò in modo disinvolto potere e ricchezze, attirandosi l'odio dei francesi. Così quando il giovane Luigi XIII volle disfarsi della tutela della madre, la sua prima mossa fu far uccidere il Concini, il 24 aprile 1618. Quanto alla Galigai, fu sbrigativamente processata per stregoneria e giustiziata.

Maria non poté intervenire perché era prigioniera nel castello di Blois. Ma, grazie all'appoggio della popolazione locale, alcuni mesi dopo, fuggì ed entrò in guerra aperta con il figlio. Fu il cardinale di Richelieu, astro nascente della diplomazia, a trovare un compromesso.

Maria de' Medici poté tornare a Parigi dove si fece costruire lo splendido palazzo del Lussemburgo (oggi sede del senato francese) che ricorda palazzo Pitti, sia per la forma che per l'uso del bugnato. Anche la grande fontana è simile a quelle di Boboli. Ma la regina-madre aveva un carattere troppo autoritario per starsene in disparte.

Sorsero contrasti con la politica di Richelieu e, quando il re prese le parti del cardinale, Maria sfidò entrambi: costretta all'esilio, morì a Colonia (1642) dove era ospite di Rubens, il pittore che l'aveva immortalata in una splendida serie di tele per il palazzo del Lussemburgo.

 

Firenze
Enrico IV in mostra

Dopo il successo delle mostre dedicate a Maria de' Medici nel 2005 e nel 2008 quest'anno Firenze ricorda il marito, Enrico IV, la mostra "Parigi val bene una messa. L'omaggio dei Medici ad Enrico IV", realizzata dal Polo museale fiorentino e dal Museo nazionale di Pau in Francia. La mostra sarà a Pau (città di nascita di Enrico IV) fino al 30 giugno; arriverà poi a Firenze nel museo delle Cappelle medicee dal 15 luglio al 2 novembre.

Fulcro dell'esposizione le 19 tele realizzate da pittori fiorentini per la cerimonia funebre che si tenne nella basilica di San Lorenzo a seguito dell'assassinio del re di Francia. I granduchi di Toscana sfruttavano ogni evento pubblico, dai matrimoni ai funerali, per mostrare lo splendore mediceo. Queste tele furono eseguite al fine di sottolineare anche la legittimità della reggenza di Maria de' Medici che nel 1600 aveva sposato Enrico IV a Firenze.

In mostra anche un bozzetto di Pieter Paul Rubens, con lo Sbarco di Maria de' Medici a Marsiglia (eseguito a modello per il ciclo per il palazzo del Lussemburgo), che Maria commissionò al pittore tra il 1622 e il 1624.

Costo del biglietto: 9 euro intero, 4,50 ridotto

Orario della mostra: 8.15 -17; tutti i giorni esclusi il 1°, 3°, 5° lunedì del mese, la seconda e quarta domenica

Info: cappellemedicee@polomusealefirenze.it