Il fascino di una città dove si incontrano culture millenarie, tra storia e futuro

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In principio fu Bisanzio, fino a quando, durante una guerra civile, venne distrutta per poi risorgere nel 330 d.C. con il nome di Nuova Roma e subito ribattezzata Costantinopoli in onore del nuovo imperatore.
Già capitale dell'Eurasia grazie anche alle sue perle architettoniche, la città fu in seguito ulteriormente abbellita durante l'impero romano d'oriente e raggiunse il massimo splendore ai tempi di Giustiniano nel IV secolo.
Nei secoli a venire Costantinopoli subì violenti attacchi di eserciti islamici e bulgari, per cadere definitivamente sotto l'assedio delle armate ottomane nel 1453. Furono costruiti magnifici palazzi ed alcune classiche moschee ed è proprio in quel periodo che la città prese il nome di Istanbul.

Oggi la città conta ben 11 milioni di abitanti ed è un incrocio di culture millenarie: sensuale, seducente, caotica e in continuo fermento, con un piede in Asia e l'altro in Europa, a cavallo tra due continenti.
Nel cuore della città lo stretto del Bosforo riunisce il mar Nero, il mar di Marmara ed il Corno d'Oro, e divide naturalmente la grande città europea che si estende ad occidente dalla parte asiatica a oriente.
Istanbul è una metropoli caotica ma al tempo stesso un luogo affascinante dove si affacciano moschee scintillanti e altissimi minareti dai quali si levano per tutto il giorno i canti cullanti di preghiera dei muezzin. Nei vicoli si insinuano gli odori delle spezie e del tè alla menta, tra luci e ombre che danzano davanti agli antichi portali di maestosi palazzi.

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Per scoprire l'anima di questa città occorre lasciarsi andare alle emozioni, gettare via le paure e calarsi verso l'ignoto, tra mura scrostate e sogni orientaleggianti. Basta imparare a camminare lentamente come un vecchio treno di campagna, attendendo in silenzio che Istanbul si riveli, amando le soste ed inventando di momento in momento la nostra strada, uscendo magari dagli itinerari classici per i turisti.

"Partendosi di là e andando tre giornate verso levante, l'uomo si trova a Diomira, città con sessanta cupole d'argento, statue in bronzo di tutti gli dei, vie lastricate in stagno, un teatro di cristallo, un gallo d'oro che canta ogni mattina su una torre. Tutte queste bellezze il viaggiatore già conosce per averle viste anche in altre città. Ma la proprietà di questa è che chi vi arriva una sera di settembre, quando le giornate s'accorciano e le lampade multicolori s'accendono tutte insieme sulle porte delle friggitorie, e da una terrazza una voce di donna grida: uh!, gli viene da invidiare quelli che ora pensano d'aver già vissuto una sera uguale a questa e d'essere stati quella volta felici".
Italo Calvino

Così Italo Calvino descriveva, nel suo bellissimo libro "Le città invisibili", l'animo del viaggiatore, colui che "cerca", che immagina e che desidera vivere l'incontro con la nuova città. Ma tutto ciò è solo per chi non ha fretta di arrivare...
Le prime luci dell'alba investono la cima dei minareti ed i gabbiani stridono accompagnando in volo i battelli sul Bosforo, bisbigli di voci ancora assonnate si spandono nei vicoli antichi: il sole si alza ancora una volta ad illuminare la metropoli dell'Eurasia.

Il gran bazar
Il gran bazar è il cuore di Istanbul. Un labirinto che conduce a oltre quattromila negozi, il più grande mercato coperto del mondo dove è possibile trovare di tutto, dal narghilé alle gabbie per canarini, dal tappeto al gioiello antico.
Dalle nove del mattino fino al tramonto si rincorrono le voci dei mercanti tra vicoli, fontane e moschee, con le scie di luce che penetrano attraverso i diciotto ingressi principali: una vera città nella città.
La via dei gioiellieri è tutta uno scintillio di monili dalle fogge pìù sofisticate, orecchini lavorati a filigrana e pietre preziose a volontà.
Da vedere con attenzione sono le strade dei commercianti di tappeti, dove è possibile acquistare bellissimi kilim tessuti a mano o piccoli tappeti in seta annodati come nell'antichità, e con gli stessi motivi ornamentali.
Ma le sorprese non sono finite qui, bisogna inoltrarsi ancora verso la parte più antica del bazar per scoprire incredibili giardini e patii nascosti negli angoli remoti di un labirinto senza fine.

Le moschee
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Altro spettacolo di Istanbul sono le sue moschee, dalle meravigliose vetrate colorate.
La moschea di Santa Sofia (Ayasofya) - Per secoli fu il simbolo della chiesa di Bisanzio. Costruita tra il 532 e il 537 sotto il regno di Giustiniano, divenne una moschea nel 1453 con l'arrivo di Maometto II il conquistatore. All'interno sono da ammirare le volte decorate a mosaico e i crocifissi cristiani.
La moschea blu (Sultan Ahmet Camii) - Famosa per i sei slanciati minareti, fu costruita da Ahmed I intorno al 1616 ed è l'ultima delle grandi moschee imperiali prima del declino del potere dei sultani. All'interno enormi lampadari pendono dall'alto.
La moschea di Solimano (Suleymaniye Camii) - È il capolavoro di Sinan, geniale architetto al servizio di Solimano. Maestoso complesso dominato dalla grande cupola alta 53 metri, sovrasta una sala di preghiera di 70 per 60.

Il bagno turco
«È la migliore terapia antistress», spiega il proprietario di uno dei più antichi bagni in attività ad Istanbul. L'hammam, ovvero il bagno turco, rappresenta una filosofia di vita. Ci si concede tempo per il proprio corpo e per la mente, tra i fumi di un tepidario, rinfrescandosi a fontanelle di marmo, affidandosi alle cure di un massaggiatore che striglia, sciacqua e insapona, risciacqua ancora e asciuga.
Il bagno turco ha zone separate per uomini e donne e altro non è che il discendente delle terme romane.

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Da vedere
Il Palazzo di Topkapi -
Sul promontorio dove confluiscono il Bosforo, il Corno d'Oro e il mar di Marmara sorge il Palazzo di Topkapi, che era il centro del potere dell'impero ottomano. All'interno sono visitabili i lussureggianti cortili, le collezioni imperiali di cristallo, argento e porcellane cinesi, e l'harem, il quartiere separato delle mogli del sultano.
La cisterna della basilica (Yerebatan Sarai) - Di fronte a Santa Sofia, è una delle opere più grandiose dell'epoca giustiniana, realizzata come riserva idrica della città, dalla capienza di ottantamila metri cubi.
Il museo archeologico (Arkeoloji Muzesi) - Sono esposte opere egizie, assire, sumere e babilonesi, oltre ad una notevole collezione di capolavori della civiltà anatolica.