Le raccomandazioni dell’Agenzia regionale di sanità per vivere a lungo e bene

Scritto da Sara Barbanera |    Giugno Bis 2017    |    Pag. 8, 9

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

piramide alimentare Cibo e salute

Mangiar bene per sentirsi in forma e saltare la staccionata a ogni età: se non tutti ricordano l’atletico protagonista di uno spot dell’olio di semi degli anni ’80, in molti sanno che la medicina più efficace per stare bene è la qualità della vita, e il primo passo per conseguirla è scegliere un’alimentazione sana, equilibrata e corretta. E ben prima dello spot, lo dicevano anche le nostre nonne, oltreché il filosofo Ludwig Feuerbach: “siamo quello che mangiamo” e il nostro benessere dipende in buona parte dalle scelte che ogni giorno facciamo a tavola. Ma con quali criteri scegliere? Come orientarsi fra la mole d’informazioni, mode del momento o diete miracolose che piovono da ogni parte? E per di più, a volte anche opposte fra loro?

Sapere è potere e, soprattutto, è poter scegliere, in autonomia e con consapevolezza, di fronte a una tavola imbandita come a uno scaffale del supermercato: un aiuto in questo senso arriva dall’Ars (Agenzia regionale di sanità) che, con Regione Toscana e un qualificato comitato scientifico di ricercatori di università e istituti toscani, ha messo a punto una serie di raccomandazioni per vivere bene, nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni gastronomiche toscane. L’immagine scelta è quella della PAT, la piramide alimentare toscana che racchiude tutti i cibi, ordinati per frequenza e quantità di consumo.

Al primo gradino si trovano gli alimenti da consumare più spesso e addirittura più volte al giorno, come nel caso di frutta e verdura, meglio se di stagione e, se cucinata, con una cottura al vapore, veloce e senza aggiunta di troppi condimenti. In base alla stagione si può spaziare dal cavolo nero riccio di Toscana al pomodoro costoluto fiorentino, dagli spinaci della Val di Cornia alla zucchina mora pisana, da sposare con la rinomata cipolla di Certaldo. Un bouquet vegetale che, a colazione o a merenda, si arricchisce di colore con le mele della Valdichiana, il mirtillo della Montagna pistoiese, le ciliegie di Lari, la pesca regina di Londa e tante altre varietà da scegliere moderando il consumo della frutta più zuccherina, come uva e fichi.

Salendo di uno scalino, si entra nel grande e gustoso mondo dei cereali trasformati in pane, pasta e prodotti da forno. Se i cereali integrali possono essere consumati con frequenza quotidiana e con effetti protettivi per le malattie cardiovascolari, per il diabete e l’ipertensione, i prodotti da forno (come crackers, grissini, fette biscottate) richiedono qualche cautela in più, per l’apporto di grassi e zuccheri che alzano l’indice glicemico. Attraversando la Toscana, si può quindi scegliere fra l’ottimo farro della Garfagnana e il riso della Maremma, la bozza di Prato e l’intramontabile pane toscano a lievitazione naturale. Sullo scalino siede anche il re dei condimenti, l’olio extravergine di oliva toscano, dalle tante virtù benefiche per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, dei tumori, dell’ipertensione e del diabete, ma da consumare con moderazione per l’elevato contenuto calorico.

Salendo ancora di un livello, s’incontra il gruppo dei legumi, della frutta secca e del latte. Se i primi sono utili per l’assunzione di fibre e possono essere consumati più volte a settimana, la seconda fornisce un apporto di omega-3 e può essere inserita nell’alimentazione quotidianamente ma in piccole quantità, per rimanere entro il proprio budget calorico. Anche per latte e yogurt semaforo verde tutti i giorni, per aumentare le difese immunitarie e migliorare la salute delle ossa. Sul terzo scalino, la Toscana offre l’imbarazzo della scelta, fra fagiolo cannellino, zolfino, di Sorana, cece piccino del Valdarno o rugoso della Maremma, per non parlare del latte e delle sue eccellenze, dalla Maremma al Mugello.

Al quarto scalino si incontrano pollame e pesce; per la carne bianca, meglio se di animali ruspanti, e per il pesce, via libera anche due volte a settimana: fresco o surgelato, in particolare il pesce azzurro, ricco di omega-3, mentre meno consigliati sono i prodotti sott’olio e affumicati perché ricchi di sale. La scelta include sarde, acciughe, pesce spada, spigola, orata, trota, tacchino e, per chi vuole rimanere in Toscana, palamita e pollo del Valdarno.

Al penultimo gradino gli alimenti da consumare saltuariamente: formaggio, utile per le ossa ma ricco di grassi saturi, come anche le uova e la patata, ricca di amido e povera di fibre, da non consumare in sostituzione della verdura. Tra i sapori locali: pecorino e ricotta toscana, raveggiolo, la rossa patata di Cetica e le tante altre coltivate nella regione.

Sesto e ultimo gradino riservato agli alimenti da consumare raramente: carni rosse, salumi - da evitare per i grassi e i sali contenuti particolarmente in alcune tipologie di prodotti - e dolci (compresi biscotti, merendine e snack industriali), per gli zuccheri e l’alto contenuto calorico. Pochi sì ma che siano buoni e locali, come l’insostituibile bistecca alla fiorentina, la finocchiona, il salame e il prosciutto toscano e qualche sfizio dolce, possibilmente fatto in casa, come la schiacciata alla fiorentina, i cenci, i biscotti zuccherini o la schiacciata con l’uva quando è di stagione.

Qualche indicazione anche per i tre ingredienti fuori dalla piramide: vino solo ai pasti e con moderazione, per un totale di due bicchieri al giorno per gli uomini e uno per le donne; acqua a volontà, uno o due litri al giorno, soprattutto in estate e dopo l’attività fisica. Il tutto è da condire con una dose costante di sport e movimento quotidiano: in bici, a piedi, per necessità o per relax, l’attività fisica è la medicina sana che previene anziché curare e rende completa la ricetta per il benessere generale.


Toscana a tavola

Dal 15 giugno una pubblicazione e tante iniziative dedicate ai prodotti del territorio


Dalla piramide al piatto in tavola, grazie ad un ricettario speciale, edito da Giunti Editore, che sarà in vendita alle casse a 1 Euro dal 15 giugno, data dalla quale i fornitori toscani saranno nuovamente protagonisti di un’importante promozione con iniziative all’interno dei punti vendita di Unicoop Firenze. Degustazioni e cooking show che metteranno in vetrina e in evidenza sullo scaffale prodotti, eccellenze e tutta la qualità della produzione alimentare toscana: un vero patrimonio costituito da una fitta rete di imprese locali che da sempre Unicoop Firenze sostiene e valorizza e che quotidianamente riforniscono i punti vendita della cooperativa, garantendo qualità, freschezza e convenienza a soci e consumatori toscani.

Dalle campagne promozionali degli ultimi due anni, ai temporary store allestiti in vari eventi (ultimo, in ordine di tempo, la Mostra internazionale dell’artigianato di Firenze), i protagonisti sono sempre loro: gli oltre 700 fornitori medio-piccoli toscani presenti nell’assortimento di Unicoop Firenze per un fatturato all’acquisto di oltre 460 milioni di Euro nel 2016.

Dal 15 al 28 giugno oltre 200 prodotti saranno messi in vendita con sconti vari, grazie alla nuova campagna che aiuta l’economia locale, alleggerisce lo scontrino della spesa e porta la salute nelle case, con il ricettario sulla Cucina toscana. Ricette e salute. Il volume è il risultato della collaborazione fra l’Ars, che su mandato della Presidenza della Regione Toscana lo ha realizzato, i settori Sanità, Agricoltura, Turismo e Commercio della Regione, il Consorzio degli Istituti professionali associati toscani e l’Accademia dei Georgofili. Dal lavoro di equipe è nata una pubblicazione in cui le ricette tipiche toscane sono state recuperate e rilette in base al loro valore nutrizionale e alla luce delle indicazioni della piramide alimentare. Il libro, oltre a presentare la PAT, è organizzato in cinque sezioni, una per ciascun tipo di portata. Le ricette sono accompagnate da informazioni sulle caratteristiche nutrizionali dei piatti e da consigli per una dieta equilibrata. Un piccolo importante vademecum che coniuga gusto, salute e tradizione toscana per mangiare bene come i nostri nonni e restare in forma come i nostri nipoti.



“Cucina toscana. Ricette e salute”, Giunti Editore, p. 96, 1 euro.




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