Sacre rappresentazioni, processioni e altre feste tradizionali: così in Toscana si celebra la Settimana Santa

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Aprile 2009    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Gli avvenimenti che hanno preceduto e seguito la morte di Gesù sono stati ricordati e celebrati con particolare devozione fino dai primi secoli della cristianità.
A Gerusalemme - ne parla una monaca di nome, forse, Etheria che compì un pellegrinaggio in Palestina nel V secolo - il venerdì era dedicato alla penitenza, il sabato alla preghiera, la domenica all'esultanza.

Più o meno quel che accade oggi nel mondo cristiano. E, per rimanere in argomento circoscritto in ambito toscano, si passa dalle sacre rappresentazioni del venerdì, alle "volate" o ai "resurrexit" del sabato, al trionfo dello "Scoppio del Carro" o all'"Ostensione della sacra cintola" della domenica.

Le processioni

A Castiglion Fiorentino le celebrazioni vanno avanti per cinque giorni, grazie alle iniziative di tre Compagnie presenti nella cittadina dell'aretino fino dal XVI secolo.
Il martedì si rievoca con una processione la cattura di Cristo nell'orto di Getsemani, curata dalla Compagnia di Sant'Antonio.
Il mercoledì è la Compagnia della Buona Morte che propone processionalmente l'episodio della flagellazione (in tempi passati i partecipanti si fustigavano a sangue, in un'apoteosi di penitenza e di dolore; attualmente la cruenta pratica è assai mitigata: adesso si partecipa alla processione a piedi nudi).
Il venerdì è la volta della Compagnia del Gesù a rievocare la morte e la crocifissione.
L'intensa settimana si conclude al sabato notte quando la stessa Compagnia del Gesù insieme con un gran numero di castiglionesi, partecipano - o assistono - alla celebre "volata".

Anche in altre località toscane si organizzano rievocazioni e riti legati all'evento della Crocifissione. Fra le prime in ordine di tempo si può citare la "Processione dei Crocioni" a Castiglione Garfagnana, durante la quale l'identità del giovane che impersona la figura di Cristo è tenuta segreta fino a notte fonda.
Innumerevoli sono le rievocazioni del venerdì, con processioni e riti commemorativi. Forse la più conosciuta, certo la più antica, è la "Sacra Rappresentazione" di Grassina, nel comune di Bagno a Ripoli, che sembra avere una precisa data di nascita: il 1633. Iniziata come una semplice processione di ringraziamento per lo scampato pericolo della peste, si è trasformata nel corso dei secoli in una ricostruzione scenica di alcuni episodi legati alle ultime ore di vita di Gesù.

 

La colombina a Firenze

Se il sabato è caratterizzato dalla citata "volata" di Castiglion Fiorentino e dal "Resurrexit" di Cortona, alla domenica di Pasqua sono legate varie manifestazioni che mettono in risalto la gioia per la Resurrezione. Esemplare, a questo proposito, è lo "Scoppio del Carro" che si svolge a Firenze a partire - con alcune variazioni - dal XIII secolo.
La tradizione vuole che la celebrazione sia nata al ritorno dalla Terrasanta di Pazzino de' Pazzi, nobile fiorentino, che si era comportato eroicamente nella conquista di Gerusalemme e aveva riportato a casa alcune pietre staccate dal Santo Sepolcro. Con quelle pietre, custodite nella chiesa dei Santi Apostoli, si accende il fuoco che, al mattino del giorno di Pasqua, viene portato fino all'altar maggiore della cattedrale dove si sta celebrando la messa.
Al momento del "Gloria", il sacerdote utilizza quella fiammella per accendere una miccia che, sotto forma di colomba, va a colpire una parte precisa del carro (o "Brindellone", come lo chiamano i fiorentini) precedentemente parcheggiato davanti alla cattedrale.
Se il volo della colombina è preciso e senza intoppi, il carro esploderà in un tripudio di colori e di rumori.
Questa tradizione tipicamente fiorentina è stata poi ripresa da altre località, quali Rufina, Figline Valdarno, Cascia, Greve in Chianti.

 

La sacra cintola a Prato e gli aquiloni a San Miniato

Il giorno di Pasqua è testimone anche di un altro evento rievocativo di grande suggestione che vede coinvolta la popolazione di Prato. Si tratta dell'"Ostensione del Sacro Cingolo". Anche in questo caso la secolare cerimonia ha uno stretto legame con il passato e con la leggenda.
Si narra di un giovane pratese che, in un anno imprecisato dell'XI secolo, mentre si trovava in Palestina, entrò in possesso della cintura con la quale la Madonna fermava le sue vesti. Michele, questo è il nome del giovane, riportò la preziosa reliquia nella sua città e se ne affezionò a tal punto che, si dice, non se ne allontanava mai un istante. Quando sentì che il momento del trapasso stava per arrivare, decise di donare la cintola alla Chiesa pratese.
Da quel tempo si è sempre conservata nel Duomo, ha compiuto svariati miracoli, ed è chiusa in un forziere di cui solo tre persone hanno la chiave. E cinque volte all'anno viene mostrata ai fedeli dal pergamo appositamente costruito da Michelozzo - con sculture di Donatello - sul lato destro della facciata. Oltre al giorno di Pasqua, la reliquia viene esposta al pubblico il primo di maggio, il 15 agosto, l'8 settembre e il giorno di Natale.

Il vasto piazzale della Rocca di San Miniato, in provincia di Pisa, è senz'altro il palcoscenico ideale per dare l'opportunità a grandi e piccini che amano gli aquiloni, di sfogare liberamente la loro passione.
Non è una gara nel senso stretto del termine; chiunque sia in possesso di un aquilone (meglio se costruito con le sue mani), troverà il suo tempo e il suo spazio per farlo librare in aria all'ombra della severa torre federiciana.
Nello stesso pomeriggio di domenica 19, nella sottostante Piazza del Duomo, si liberano in cielo tre piccole augurali mongolfiere, ognuna con un messaggio di pace e di amicizia e un numero di telefono. Le tre persone che ne entreranno in possesso, saranno ospiti alla festa degli aquiloni dell'anno successivo.

Info:

  • Castiglione Fiorentino: 0575658278
  • Firenze, 0552616048
  • Prato, 057435141
  • San Miniato, 057142233

 


Nelle foto, a partire dall'alto:

  1. Lo scoppio del carro di Firenze (Carlo Valentini)
  2. La rievocazione storica della passione di Cristo di Grassina (Rapid Foto Center)
  3. La processione di Castiglion Fiorentino (Gentile Concessione del Comune di Castiglion Fiorentino)
  4. La colombina scoppio del carro di Firenze
  5. Il pulpito di Donatello

 


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