A Firenze La Pergola, dopo un momento difficile, presenta il nuovo cartellone, con 18 titoli e tante novità

Scritto da Edi Ferrari |    Settembre 2013    |    Pag. 6

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Non sono stati momenti facili. Quando nel 2010 è stato soppresso l’Eti (Ente teatrale italiano) il Teatro della Pergola di Firenze – uno dei più antichi e ricchi di storia del nostro Paese – ha corso il rischio di chiudere per sempre il sipario.

A credere in un altro futuro possibile sono stati il Comune e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, che hanno dato vita alla Fondazione Teatro della Pergola nel settembre 2011. Non è un caso dunque che come simbolo della prossima stagione teatrale sia stata scelta una nave.

«Con questa immagine abbiamo voluto sottolineare il fatto che, dopo la soppressione dell’Eti, nell’ultimo anno e mezzo sia stato varato un progetto che ha navigato in acque a volte un po’ turbinose, e in altri momenti eccessivamente tranquille – spiega il direttore generale della fondazione, Marco Giorgetti.

Oggi possiamo dire di avere intrapreso una rotta che fra stagione e attività collegate, fra produzione e formazione, ci ha portato dove volevamo».

Un progetto che si realizza non solo nel cartellone degli spettacoli, ma anche in una serie articolata di altre attività, dal Museo alla libreria.

«Sì, la nuova Libreria dei Lettori, al numero 12 di via della Pergola, aperta su strada e che fa servizio anche la sera; riapriamo tutti gli spazi museali, perché la Pergola è anche la storia del teatro, è il luogo che è nato per ospitare il melodramma e che poi si è trasformato con l’evoluzione dei generi teatrali.

Percorrendo la ‘Città della Pergola’ lo si vede benissimo. Poi ci dedichiamo alla formazione delle giovani generazioni, prendendo spunto dal grande messaggio che ci ha lasciato Orazio Costa, un maestro del ‘900, col suo metodo mimico. Insomma la Pergola non è solo un luogo di fruizione, non ci basta che si dica ‘stasera vado a teatro’».

Stagione 2013 2014 teatro pergola firenze informatore unicoopGiovani al debutto

Diciotto i titoli in cartellone per una stagione di prosa che si apre a novembre con I pilastri della società di Ibsen e si chiude ad aprile 2014 con il pirandelliano Il giuoco delle parti.

A legarli sono «la lingua italiana, gli attori giovani e le compagnie giovani che si misurano con novità legate alla nostra lingua e alla nostra cultura, ma anche con testi europei o di drammaturgia estera dove però ci si sia posto il problema della traduzione: che siano cioè esito di percorsi e non semplici produzioni buttate lì.

Tant’è che ad alcune di queste noi collaboriamo, alcuni spettacoli debuttano da noi in prima nazionale con nomi come Accorsi o Favino; c’è poi la ripresa, in esclusiva per la Pergola, dello storico spettacolo di Fabrizio Gifuni ‘Na specie de cadavere lunghissimo tratto da Pasolini.

La caratteristica è questa: provare a proporre una stagione che non sia di consumo. Perché lo spettacolo non è qualcosa che si fruisce, ma qualcosa al quale si partecipa e che crea un momento di discussione, di incontro. Abbiamo preferito insomma molto spesso, come dire, non andare sul sicuro».

Una macchina complessa e che richiede notevoli investimenti. «La cultura costa molto, e non sarà mai possibile con i biglietti né con i contributi dei privati coprire le spese. D’altronde è da quando è nato il teatro che la società civile ‘si paga’, collabora, diciamo così, a realizzare questa cosa importantissima che è il suo specchio.

La società civile paga il teatro perché è il luogo in cui si riconosce, è il luogo in cui può migliorare. Il contributo dei soci alla ‘macchina Pergola’ è di due milioni e mezzo di euro, uno e mezzo del Comune e uno dell’Ente Cassa, mentre il teatro sviluppa 2 milioni di entrate proprie da impresa.

Il costo di quel che facciamo è alto, perché tenere aperto un teatro è un impegno enorme in termini di gestione della sicurezza, di costanti adeguamenti alle norme, a tutto quello che sta intorno alla presenza del pubblico in un luogo di spettacolo».

Nonostante questo, per il quinto anno consecutivo i prezzi di abbonamenti e biglietti restano invariati: un segnale importante in tempi difficili per tutti. «Vogliamo che il pubblico goda e fruisca di questo momento importante per la sua crescita e cittadinanza, che abbia questa opportunità – conclude Giorgetti. È una scelta politica che io trovo molto giusta, decisa dal cda e che ho condiviso pienamente».

E la nave va.

Anche per la prossima stagione i soci potranno usufruire dell’ingresso in convenzione. Info aggiornate su www.coopfirenze.it.

Per saperne di più sulla stagione, sul Teatro, sul Museo e sulle diverse iniziative: tel. 05522641, sul web www.fondazioneteatrodellapergola.it

 Meucci il macchinista

Costruita a metà del ‘600 su progetto di Ferdinando Tacca, la Pergola è stata il primo teatro ad avere ordini di palchi sovrapposti.

L’antenato del telefono è nato qui, dove lavorava come macchinista proprio Antonio Meucci, che installò sul palcoscenico un tubo acustico (ancora esistente) che consentiva di parlare con la graticcia (il soffitto del palcoscenico) e il sottopalco.

Qui ha debuttato, non senza qualche difficoltà, il Macbeth di Verdi (che dovette farsi costruire dai macchinisti del teatro uno sgabello, per riposare durante le prove, ancora oggi conservato nel Museo).

E qui hanno debuttato anche alcune opere di Eduardo De Filippo: il Maestro, che ormai vedeva poco o niente, per poter scrivere si fece adattare un tavolino (anche questo ancor oggi visibile) con l’apertura di un buco dove far passare una lampada nel punto esatto dove teneva il foglio.

Nella foto in alto, l'intervistato Marco Giorgetti, Direttore generale della fondazione Teatro della Pergola


Notizie correlate

Cenerentola a Brozzi

Dopo l'esordio a Venezia i protagonisti dello spettacolo, tutti bambini, tornano sul palcoscenico alla Pergola di Firenze


Abbraccio profumato

Adatta a ricoprire pergolati e recinzioni, è conosciuta anche per le sue proprietà medicinali


Anna e i massaggi

Alla Pergola e al Giglio tre spettacoli selezionati per i soci


La musica nelle parole

Appuntamento alla Pergola venerdì 11 novembre alle ore 17