Una rassegna dedicata all'artista che visse e lavorò alla corte dei Medici

Scritto da Edi Ferrari |    Settembre 2010    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Nasce il 17 novembre 1503 come «Angelo Chimenti erede di Cosimo di Mariano», macellaio abitante nella parrocchia di San Piero dell'allora sobborgo fiorentino di Monticelli (oggi parte del quartiere 4 del capoluogo); ventisei anni più tardi, nel 1529, nei documenti compare per la prima volta il soprannome "Bronzino", dovuto - si dice - al colore dei capelli.

A questo artista, che incarna la pienezza della "maniera moderna" negli anni del governo di Cosimo I de' Medici e rappresenta uno degli apici del Cinquecento, Palazzo Strozzi dedica "Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici", la prima rassegna mondiale interamente riservata a questo pittore, con oltre settanta dipinti (che rappresentano l'ottanta per cento della sua intera produzione), ai quali si affiancano alcune opere del Pontormo (suo maestro, col quale ebbe un sodalizio durato tutta la vita), sculture di maestri del Cinquecento, come Benvenuto Cellini, il Tribolo, Baccio Bandinelli (che con lui ebbero rapporti amichevoli e scambiarono sonetti), e alcuni dipinti di Alessandro Allori, che del Bronzino fu allievo prediletto.

Ideata da Cristina Acidini, soprintendente del Polo museale fiorentino, da Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, e da Carlo Falciani, uno dei maggiori esperti dell'artista, e curata da Natali e Falciani, la mostra è divisa in sette sezioni tematiche che permettono di soffermarsi sui diversi aspetti dell'opera del Bronzino e al tempo stesso di seguirne la vicenda in sequenza cronologica, dalla formazione all'eredità lasciata. Saranno presentate anche tre opere inedite, due delle quali, documentate da Giorgio Vasari, si credevano invece perdute: il Crocifisso, dipinto per Bartolomeo Panciatichi, il San Cosma, laterale destro che accompagnava la Pala di Besançon (quando in origine si trovava a Palazzo Vecchio, nella Cappella di Eleonora di Toledo), e il Cristo portacroce attribuibile agli anni ultimi della sua attività.

La mostra è anche una occasione per ammirare la Firenze del Bronzino attraverso affreschi e altre opere ancora conservati nei luoghi per i quali sono stati realizzati: fra gli altri, la Cappella di Eleonora in Palazzo Vecchio (Eleonora di Toledo era la moglie di Cosimo I de' Medici e la Cappella è interamente decorata dal Bronzino), la Cappella Gaddi della chiesa di Santa Maria Novella dove si trova la pala raffigurante Gesù risuscita la figlia di Giairo, il gigantesco affresco raffigurante il Martirio di San Lorenzo nella Basilica di San Lorenzo.

Dal 24 settembre 2010 al 23 gennaio 2011 a Palazzo Strozzi a Firenze. La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 20 (giovedì fino alle 23). L'ingresso costa 10 €, ridotto per i soci 8 €. Info allo 0552645155 o su www.palazzostrozzi.org


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