Una malattia caratterizzata da arrossamento e dilatazione dei capillari

Scritto da Alma Valente |    Gennaio 2013    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Della Rosacea, come spiega la professoressa Donatella Lippi, storica della medicina, «Si ha notizia fino dal quadro Il vecchio col nipote del Ghirlandaio (1449-1494), conservato al museo del Louvre di Parigi, dove viene ritratto un vecchio e un bambino ed il primo presenta una malformazione del naso, detta rinofima, interpretata come conseguenza di una verosimile rosacea di cui l'uomo doveva soffrire». Ma di questa patologia si hanno anche tracce più antiche in quanto a essere particolarmente interessati sono individui con carnagione e capelli chiari; da qui la denominazione Maledizione dei Celti, utilizzata a volte per indicarla.

Ma cos'è la rosacea? È una malattia benigna ad andamento cronico caratterizzata in tutte le sue fasi dalla presenza di arrossamento del volto con dilatazione patologica dei capillari (telangectasie). Il professor Giuliano Zuccati, dermatologo dell'Università di Firenze, ci chiarisce che «la patologia insorge per lo più in soggetti di sesso femminile che presentano una tendenza costituzionale ad avere un rilasciamento del tessuto di sostegno degli organi e dei vasi, caratterizzato anche da emorroidi, vene varicose e dilatazione dei capillari».

Secondo la gravità della malattia, si possono identificare vari stadi, il più lieve si manifesta con rossore delle guance e fini telangectasie; nel secondo sono presenti nella pelle anche piccole papule (rilievi solidi delle pelle) e pustole (raccolte di pus); nel terzo le lesioni sono più evidenti e compaiono anche nei noduli sottocutanei.

«L'American National Rosacea Society nel 2002 - prosegue Zuccati - ha definito più forme di rosacea in base alla manifestazione clinica prevalente, mettendo in rilievo sia quella del naso (rinofima), per la proliferazione delle ghiandole sebacee, che dei vasi nasali e quella oculare, con l'interessamento delle palpebre, della congiuntiva e della cornea. Risulta dunque evidente che la rosacea è malattia cronica, e i rimedi hanno effetto solo temporaneo».

È logico dunque che quanto più è avanzato lo stadio della malattia, meno saranno le possibilità terapeutiche definitive. In generale, gli elementi che scatenano questo problema sono rappresentati da tutti quegli stimoli che inducono vasodilatazione: da momenti di intensa emozione, all'uso di alcoolici o caffè o di cibi piccanti e caldi, agli sbalzi di temperatura, soprattutto il passaggio da freddo a caldo, fino all'esposizione al sole che crea un danno vascolare diretto o mediato dal calore.

«Se le attenzioni iniziano fin dalle prime fasi della malattia - continua Zuccati -, si può interrompere la sua evoluzione con soddisfacenti risultati, ma quando il trattamento, sia locale che sistemico, si instaura nelle fasi più avanzate della malattia, i risultati saranno buoni, ma parziali e seguiti facilmente da recidiva. In questi casi è utile associare una terapia fisica, che permetta di agire in maniera più decisa sulla vascolarizzazione, riducendo in modo importante l'eritema».

 

ALIMENTAZIONE
Quelli da evitare

La rosacea è una delle poche malattie in cui fare attenzione agli alimenti è davvero utile, soprattutto nelle prime fasi. Gli alimenti da evitare sono quelli che scatenano il flush (arrossamenti accessionali, vampate di calore) fra i quali, al primo posto, gli alcoolici, quindi, in ordine di importanza, il vino e la birra, i cibi troppo caldi, i cibi piccanti (le spezie), il caffè, il thè e la cioccolata. Sembra che il pane, la pasta e gli zuccheri, da sempre sconsigliati al paziente affetto da rosacea, abbiano meno influenza sulla malattia.

 

Terapie

Sono quattro le opzioni per tenere sotto controllo la rosacea: la terapia topica, che si avvale di un discreto numero di farmaci rappresentati da creme, gel e lozioni con attività antibatterica antiinfiammatoria, ed è generalmente ben tollerata dai pazienti.

La terapia sistemica trova una sua utilità soprattutto nelle fasi più avanzate della malattia. Nella rosacea papulo-pustolosa trova un suo utile impiego la terapia con antibiotici come le tetracicline, i macrolidi e l'ampicillina, gli antiparassitari e gli antifungini. Nello stadio più avanzato della malattia, quello dell'elefantiasi facciale (o fima, come il rinofima) può dare un qualche vantaggio l'isotretinoina.

Trattamento fisico e chirurgico. Giovamento può essere trovato dall'utilizzo di sorgenti luminose non ablative come il Dye Laser (Pdl) o la luce pulsata (Ipl). Il rinofima e le altre forme fimatose possono essere ridotte utilizzando il Laser CO2 o il Laser a Erbium.

Trattamento cosmetico. Questa patologia può avere importanti risvolti psicologici, soprattutto tra le donne, per lo più in giovane età, per gli aspetti estetici che comporta. I cosmetici da usare devono essere: specifici per la malattia; idratanti e lenitivi; ben tollerati; privi di profumi. Quelli più utili devono proteggere dai raggi UV-B e creare un film che attenui gli sbalzi termici. Devono inoltre contenere sostanze capillaro-protettrici come i bioflavonoidi, la vitamina C, gli antocianosidi simili ai flavonoidi che sono contenuti in abbondanza nel mirtillo, o sostanze ad azione antiflogistica e decongestionante come le saponine contenute nell'ippocastano, nell'edera e nel rusco. Anche le sostanze detergenti, da usare a temperature né troppo alte né troppo basse, devono essere prive di sapone, di profumi e non irritare, come quelli cationici, anionici e anfoteri. Tutte le volte che i pazienti si espongono al sole, devono proteggersi con filtri solari ad alto Spf (Sun protection factor) e largo spettro (Uvb-Uva). Recentemente nel trattamento estetico della rosacea è stato introdotto il Camouflage o maquillage protettivo che, con metodiche precise, utilizza sostanze coprenti per mascherare gli inestetismi della malattia.

È importante comunque sottolineare che il "fai da te" non va bene e bisogna sempre ricorrere ad uno specialista.

 

L'intervistato: professor Giuliano Zuccati, dermatologo dell'Università di Firenze

 

Disegno di Lido Contemori


Notizie correlate

Giovani e timidi

Intervista al prof. Mario Barucci


La stagione dell’umore

Come le variazioni meteorologiche possono influire sul comportamento umano


Reazioni avverse

Le allergie alimentari sono sempre più diffuse; i sintomi possono essere delle banali eruzioni cutanee ma anche il grave shock anafilattico


Salvare la pelle

D'estate la pelle è più esposta e quindi può subire gli assalti di insetti. I rimedi


Tutto l'anno in allergia

Come prevenire e curare queste fastidiose e sempre più frequenti patologie


Una questione di pelle

La psoriasi: le cause, i trattamenti per combatterla. Una malattia recidivante


Un pizzico doloroso

Insetti e creature del mare possono provocare reazioni dolorose. Cosa fare e come difendersi