Una scultura lignea venerata dai Medici, al Museo San Matteo a Pisa. Visite guidate alla scoperta di capolavori e restauri

Scritto da Andrea Schillaci |    Marzo 2016    |    Pag. 10

Giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, è stato redattore de La Città e della Gazzetta di Siena, ha lavorato per l’Ansa, la Voce, il Classico, Toscana Qui. Negli ultimi quindici anni, ha collaborato con varie riviste dell’Editoriale Olimpia ed è stato vice caposervizio di Mondo Sommerso.

La Madonna dei Vetturini

Musei da scoprire

C’è un filo rosso che collega la sede alle collezioni del Museo di San Matteo a Pisa: la religione. Il museo, il più importante della città per la pittura e la scultura, infatti, si trova negli ambienti dell’antico monastero benedettino femminile di San Matteo in Soarta. E il primo nucleo della collezione oggi qui esposta si deve al lascito del canonico del Duomo Sebastiano Zucchetti del 1796.

Ma se del monastero ormai non restano che alcune mura medievali, la primitiva collezione è andata, invece, negli anni aumentando, fino a raggiungere l’importanza attuale. Si divide fra scultura, pittura, ceramiche, numismatica e sfragistica (sigilli), e una significativa raccolta di codici miniati, con esemplari dal XII al XIV secolo importanti per la ricchezza delle illustrazioni.

Per quanto riguarda l’arte medievale, il San Matteo è uno dei più importanti musei europei. E particolare è la collezione di opere pittoriche del territorio pisano del XII e XIII secolo, tanto che gli storici dell’arte sono arrivati a ritenere che quella pisana sia stata la maggior scuola pittorica italiana sino alle soglie del XIII secolo.

Visite guidate

Da gennaio c’è una occasione in più per visitare questo importante museo: la prima domenica del mese, infatti, nel giorno di entrata gratuita, vengono organizzate speciali visite guidate. Il 3 gennaio scorso, per esempio, il tema dell’incontro è stato il nuovo allestimento del pregiato tabernacolo ligneo raffigurante la Madonna col Bambino eseguito da Nino Pisano fra il 1360 e il 1370. L’opera completa la sala recentemente inaugurata che presenta l’apparato scultoreo della chiesa di Santa Maria della Spina.

Nota con l’appellativo di Madonna dei Vetturini o dei Cacciatori, la scultura in legno venne collocata, nel 1586, all’inizio di Borgo Stretto, nell’arco di una casa di proprietà dei monaci di Nicosia (Calci), e divenne oggetto di culto da parte dei Medici prima delle battute di caccia. La lunga esposizione all’esterno, che aveva provocato la perdita quasi totale della doratura del fondo e dei nimbi e di parte della cromia delle figure, ha portato, nel 1982, al suo ricovero presso il museo e alla sostituzione con una copia.

Il 3 febbraio, invece, è stato presentato il restauro della celebre Madonna con il Bambino e storie di Gioacchino e Anna proveniente dalla chiesa di San Martino. «Capolavoro dell’arte del Duecento - racconta la direttrice del museo, Alba Macripò -, l’opera è considerata fra le più importanti della pittura pisana medievale. L’autore, un tempo detto Maestro di San Martino e oggi identificato in Ugolino di Tedice, è un artista pisano in grado di rivaleggiare con Cimabue e la sua celebre Maestà, eseguita negli stessi anni per la chiesa di San Francesco, e oggi al Louvre.

Il dipinto su tavola, ascrivibile fra il 1260 e il 1270, raffigura la Vergine seduta su un trono, decorato con motivi arabeggianti, ripreso in diagonale così come il ricadere del mantello sui piedi della Madonna; tali particolari suggeriscono una innovativa profondità spaziale. Le scene laterali che rappresentano le Storie di Gioacchino e Anna, sono invece trattate in modo bidimensionale e caratterizzate da un vivace cromatismo e senso della narrazione».

Durante l’incontro è stato illustrato anche il delicato intervento di restauro - non ancora concluso – sia per quanto riguarda le tecniche pittoriche antiche, che per le metodologie utilizzate.

Scultura e pittura

Come accennato, le collezioni presenti all’interno del monastero di San Matteo comprendono sculture fino al XII secolo che testimoniano la presenza di culture diverse che si incrociavano a Pisa e nelle chiese del contado. È rappresentata la scultura del Duecento e del Trecento con, fra gli altri, Nicola e Giovanni Pisano e la bottega di quest’ultimo, fulcro di tanti artisti. E ancora importanti opere del Quattrocento e sculture lignee dei maestri Lupo di Francesco, Andrea Pisano e di suo figlio Nino.

Per la pittura si spazia da opere del XII e XIII secolo a quelle del Trecento - Quattrocento per arrivare alle opere del Settecento, con una ricchezza e una varietà davvero particolari. Per la pittura del Trecento, per esempio, basti pensare a Simone Martini, che realizzò verso il 1319 l’imponente polittico dell’altare maggiore per i domenicani della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, capolavoro tra le pale d’altare suddivise in molteplici scomparti a fondo oro, una tipologia che sarà poi ripresa da Lippo Memmi, con il polittico realizzato per la Cattedrale pisana, ma venduto nel ’500 alla chiesa di Casciana Alta e oggi conservato nel museo.

Museo di San Matteo

Piazza San Matteo in Soarta, 1 - Pisa

Tel. 050541865

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