In mostra la pittura toscana dei macchiaioli e dei loro seguaci. Fattori, Signorini, Lega e gli altri

Scritto da Edi Ferrari |    Luglio 2009    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Il 16 luglio alle Terme Tamerici di Montecatini Terme (Pistoia) si apre la mostra  "Il Nuovo dopo la Macchia - Origini e affermazioni del Naturalismo toscano", progetto che vuole portare un nuovo contributo alla conoscenza della pittura toscana del XIX secolo, esibendo gli elementi caratteristici, non del tutto conosciuti, di una sensibilità espressiva di grande valore.

Il titolo della mostra allude al movimento pittorico dei Macchiaioli, esteso anche agli artisti di seconda generazione, che portò a una vera e propria rivoluzione estetica. L'arte di questi pittori - come la definì Adriano Cecioni, teorico e critico del movimento - consisteva "nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di scuri". Eppure quel "macchiaioli", almeno all'inizio, non era esattamente un complimento: il termine fu usato, e in modo dispregiativo, per la prima volta sulla "Gazzetta del Popolo" per definire quegli artisti che, riuniti nella saletta del Caffè Michelangelo in via Larga (oggi via Cavour) a Firenze, avevano rifiutato le vecchie regole accademiche e portato la pittura italiana verso una svolta in senso verista.

Secondo la poetica macchiaiola, infatti, l'immagine del vero è un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro, inizialmente ottenuti tramite una tecnica chiamata "dello specchio nero", cioè utilizzando uno specchio annerito col fumo permettendo di esaltare i contrasti chiaroscurali all'interno del dipinto.

Fra i tanti "giovani artisti che, in numero sempre crescente - scrive il curatore della mostra Tiziano Panconi -, uscirono dal buio degli studi per applicarsi alla rappresentazione del paesaggio, avvalendosi di un inedito procedimento didattico, rivolto - fenomeno assolutamente innovativo - all'analisi del repertorio naturalistico, della luce solare e dell'ambiente della civiltà contemporanea", c'erano Giovanni Fattori e Telemaco Signorini, Filadelfo Simi e Cristiano Banti, Silvestro Lega e Vincenzo Cabianca: sono solo alcuni degli autori (27 in totale, per 100 dipinti di cui 20 inediti) in mostra a Montecatini Terme, in una rassegna che attinge da alcune fra le più importanti collezioni pubbliche, ma soprattutto private, italiane (e quindi presentando anche opere la cui fruizione è abitualmente negata al grande pubblico) e che vuole dunque illustrare e comparare la produzione artistica di questi pittori che in un arco di tempo di oltre trent'anni (1865-1900), ma anche affondando le radici nel decennio precedente, "condivisero il loro impegno in un importante e ancora sottostimato processo di ammodernamento estetico e filosofico che assunse l'ampiezza e l'estensione di un vero e proprio movimento artistico trasversale alle distinte e brillanti individualità attive in Toscana in quello scorcio di tempo, talvolta solitarie, come nel più celebre caso di Fattori".

La mostra è aperta fino al 18 gennaio 2010, ed è visitabile dal martedì alla domenica con orario 10-20. L'ingresso costa 10 euro, per i soci sconto del 20%. Tutte le informazioni sul sito www.macchiaioli-montecatini.com

Nelle fotografie, a partire dall'alto:

  1. Telemaco Signorini, Via Ravenna
  2. Tiziano Panconi
  3. Un'immagine delle Terme (di Carlo Valentini)

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