Due nuove consolle si disputeranno il mercato nei prossimi mesi

Scritto da Laura D'Ettole |    Marzo 2000    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

La guerra dei videogiochi

Si chiama 'Playstation 2' ed è una sorta di Ferrari del suo genere. I patiti dei videogiochi, per accaparrarsela, sono in fila da almeno sei mesi. Esce in Giappone il 4 marzo, e a novembre sarà anche negli Stati Uniti e in Europa. E' più potente di un Pentium 3 a 500 Mhz (l'ultima generazione per i computer in commercio) ed è in grado di generare immagini di un estremo realismo. In pratica, grazie alla sua velocità, guizzeranno da suggestive ambientazioni fatte di nebbie e chiaroscuri enormi masse toraciche e tricipiti che sembreranno veri. Ha adottato il sistema Dvd, che è il nuovo formato in cui vengono venduti i film per uso domestico, ed è in grado di riprodurli sui nostri televisori. Il bello è che avrà un corredo spaventoso di titoli (85), ma sarà compatibile anche con i vecchi giochi. Il suo costo si aggira sulle 600 mila lire.

Esce Sony per prima, ma la guerra per la nuova 'consolle' del millennio non si ferma qui, perché a Playstation 2 seguirà 'Dolphin' della Nintendo, con caratteristiche analoghe e collegabile a internet. Battaglie stellari che si giocano tutte nei paesi del Sol Levante per un mercato immenso: 70 milioni di utilizzatori di videgiochi nel mondo secondo alcune stime, per un fatturato che si aggira sui 30 mila miliardi. In Italia si parla di 2 milioni di patiti del genere, per un fatturato di circa 700 miliardi. E da noi il mercato è rappresentato per l'80% dalla Sony.Da un bar della California

E pensare che i videogiochi nascono quasi per caso nel 1962, da un insospettabile: un laureando del prestigioso Mit (Massachusetts Institute of Technology), Steve Russell, che dialogando quotidianamente con un enorme calcolatore complicato e costoso pensa bene di sfruttarlo anche in senso ricreativo. Il primo videogioco si chiama Spacewar, guerre spaziali, ma i primi tentativi di commercializzazione sono un disastro. Finché dieci anni dopo non viene fondata la mitica 'Atari', che dopo ripetuti rifiuti di acquisto da poco lungimiranti aziende decide di installare un prototipo del proprio prodotto in un bar della California. Risultato, il successo è tale che l'apparecchio si guasta per l'ingorgo di monetine da un quarto di dollaro. Dopo 4 anni Atari viene acquistata dalla Warner Communications per ben 28 milioni di dollari (l'equivalente, all'incirca, di 56 miliardi di lire). Briciole in confronto alle cifre di oggi, ma da quel momento il futuro dei videogiochi è tutto in discesa. Video maschietto

Dall'invasione dei videogiochi si salvano ancora (fortunatamente, direbbe qualcuno) le bambine. Infatti li usano solo il 18% delle femmine fra gli 8 e i 9 anni, contro il 48% dei maschi. Si comincia a questa età e poi si rischia davvero di non smettere più: quasi due utilizzatori su dieci fanno ormai parte di un pubblico adulto. Di ogni condizione sociale, di ogni razza e cultura, di ogni mestiere. Di fronte a questo dilagare che dicono gli psicologi? Rassegnati li accettano, purché non se ne abusi. E allora ecco che compiti professionisti possono venir baciati da rane giganti che li trasformano in principi, mentre mummie armate di lanciafiamme li riducono ad un mucchietto di cenere, e arabi con scimitarra gli fanno a brandelli i calzoni. Intanto adolescenti in preda a fantasie virtuali cliccano ipnotizzati per ore, inseguendo la maggiorata Lara Croft che ha il compito di recuperare i pezzi di un meteorite caduto sulla terra, ingaggiando cruente battaglie con avversari dotati di enormi spadoni, oppure annientando bestioni tutti muscoli che passano la vita nei loro carri armati. Che fare di fronte a questa massa di invenzioni che incantano? L'unica è cercare di fare in modo che i ragazzi seguano le istruzioni per l'uso. Ossia evitare di giocarci per più di un'ora di fila e, nel caso, prevedere un lungo periodo di riposo per gli occhi. Se ci riuscite.