Di buona qualità e coltivata con la tecnica della lotta integrata

Scritto da Rossana De Caro |    Settembre 2007    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

La gialla di Bolgheri
A Bolgheri non ci sono solo i celebri filari di cipressi ma anche... tante buone patate. In questo territorio, nella fascia del litorale livornese compreso tra Castagneto Carducci, Bolgheri e Bibbona - regno fra l'altro dei vigneti e dei rinomati vini dei più nobili casati) - a ridosso delle colline ha trovato un posto di primo piano la coltivazione della patata.
Si tratta perlopiù di una patata a pasta e buccia gialla, anche se in questi ultimi anni si sta incrementando l'inserimento della patata a buccia rossa e pasta gialla. In totale sono circa 150 gli ettari coltivati, per una produzione di 95 mila quintali l'anno. Le patate di Bolgheri si trovano in vendita anche nei negozi Coop dal 2001, con il marchio Coop.

Le varietà di patate sono state sottoposte a test di coltivazione per almeno due anni. Anche prima della raccolta ne viene testata sia la qualità organolettica che la quantità di residui dei prodotti antiparassitari impiegati (che solitamente risponde a zero). La tecnica colturale adottata rispetta sia il disciplinare di produzione integrata emanato dalla Regione Toscana che la filiera richiesta da Coop per i suoi fornitori.
Le caratteristiche diverse dei terreni consentono una produzione, una raccolta e una vendita scaglionata nel corso dell'anno, da luglio a dicembre. Verso gennaio-febbraio, quando la patata gialla perde il suo sapore e la sua qualità, il prodotto non è più presente nei supermercati e viene sostituito con la produzione nazionale (Sicilia, Campania) ed estera (Francia, Marocco).
Diverse le varietà coltivate a pasta e buccia gialla (Adora, Monnalisa, Vivaldi, Marabel, Almera): dalla polpa compatta e consistente, si prestano ad essere cucinate in tutti i modi (lesse, a vapore, fritte, arrosto, al forno, al sugo). La varietà Cheriè, a pasta gialla e buccia rossa, esprime tutto il suo gusto fritta.

La patata è arrivata in Europa dall'America. Inizialmente fu coltivata per ornare i giardini. In Italia si diffuse all'inizio del '600, dapprima in Toscana e Veneto, successivamente in Emilia-Romagna e nel sud. Appartiene alla famiglia delle Solanacee, la stessa che comprende anche pomodori, peperoni e melanzane. Le zone di produzione italiane sono soprattutto in Campania, Emilia Romagna, Abruzzo, Sicilia, Puglia e Calabria. In Italia il consumo annuo è di circa 40 kg procapite, una media piuttosto bassa rispetto agli altri paesi europei.

Dal punto di vista nutrizionale la patata è caratterizzata da un elevato contenuto di carboidrati costituiti quasi totalmente da amido. Per questo costituisce la base dell'alimentazione di molte popolazioni del mondo. Ma contrariamente a quanto si pensa generalmente, la patata è indicata nelle diete dimagranti perché contrasta l'assorbimento dei lipidi.
È inoltre un alimento altamente digeribile che possiede proteine (2%), pochissimi grassi (1%), sali minerali (potassio, 570 mg per 100 g di prodotto, fosforo, calcio, sodio) e vitamine (B1, PP e soprattutto C). Cento grammi di prodotto forniscono 85 calorie. Il luogo più idoneo per conservare le patate è un ambiente buio, fresco e asciutto: la luce conferisce infatti alla patata un brutto colore verde.