Cosa succede quando scatta l'allarme sanitario su un prodotto alimentare

Scritto da Sara Barbanera |    Ottobre 2012    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Non è facile prevedere ma è possibile prevenire: captare i segnali e alzare le antenne su tutto quello che può trasformarsi in un rischio alimentare.

Questo ci raccontano Eugenia Forosetti, Marcello Mastroianni e Massimo Cipriani, i tre specialisti impegnati nel lavoro di monitoraggio e consulenza ai punti di vendita di Unicoop Firenze: un lavoro tutto orientato all'applicazione del Regolamento Cee 852 del 2004 che impone alle aziende alimentari un sistema di autocontrollo dei fattori di rischio per la sicurezza degli alimenti.

 

Allarme in tempo reale

«I controlli - spiega Marcello Mastroianni - spesso partono prima che l'allarme arrivi ai consumatori, grazie ai colleghi nella rete di vendita. Dopo la segnalazione, si mette in moto la macchina per rimediare al problema; la tecnologia ci permette di diramare l'Sos nell'arco di pochi minuti, e a tutti i negozi, con obbligo di risposta». Laddove l'allarme scatta sui prodotti già in vendita, si procede al ritiro del prodotto dagli scaffali e all'avviso con cartelli e telefonate a chi l'ha acquistato, rintracciabile dai dati informatici di bilance e casse.

La tecnologia fa molto, ma le persone forse più, quando sono sensibili sul valore della salute dei clienti: «Negli anni - aggiunge Rosella Rocchi, responsabile dell'ufficio - abbiamo potenziato la formazione dei colleghi dei punti vendita, a cui forniamo assistenza perché trasformino le procedure asettiche in un rapporto corretto, cordiale ed utile con il socio e il cliente».

 

Il centro nevralgico

L'attività riguarda sia i magazzini che l'area vendita, e va dall'osservazione visiva alla documentazione, ai controlli ravvicinati su temperature e qualità della merce.

Nel punto vendita il cliente incontra il prodotto e noi incontriamo il cliente, informandolo con cartellini prezzo, etichette dei banchi freschi e libro ingredienti dei prodotti finiti. Per l'informazione vale la regola delle "tre C": «Corretti, chiari e completi - aggiunge Forosetti - dove il cliente trova anche ciò che la cooperativa aggiunge alle garanzie previste dalla normativa».

Il più riguarda la scelta di Unicoop di ritirare i prodotti dalla vendita con un anticipo maggiore rispetto agli obblighi di legge, per evitare che il prodotto scada in frigo; al tempo stesso il cartellino include un utile promemoria per gli addetti al rifornimento con l'indicazione del numero dei giorni entro cui il prodotto deve essere tolto dalla vendita.

 

Pericoli e allarmismo

Oggi basta poco per creare allarme fra i consumatori. Basta un articolo su un giornale, una notizia alla televisione, per vedere al banco informazioni persone preoccupate che chiedono rassicurazioni.

E poi ci sono le notizie false - vere e proprie bufale - che circolano su internet: famoso è il caso del tetrapak del latte il cui codice da uno a cinque, fatto per motivi tecnici e che identifica la posizione della scatola nel rullo di produzione, è stato indicato come il numero di volte in cui il latte è stato ribollito dopo la scadenza! Una cosa vietatissima dalla legge ma che, nonostante le immediate smentite, continua a imperversare sul web.

Anche su tali questioni l'Ufficio qualità è in grado d'intervenire e fare chiarezza, grazie all'esperienza accumulata in tutti questi anni e ai contatti e ai riferimenti con Coop Italia, fornitori, istituti d'analisi e gli organi di controllo pubblici (Nas dei carabinieri, sistema sanitario, Arpat). Perché qualità e sicurezza sono priorità che non conoscono diritto d'autore.

 

 

Fotografia di Massimo D'Amato


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