A dicembre, nei punti vendita, c’è la raccolta dei prodotti per le famiglie bisognose

Scritto da Rossana De Caro |    Dicembre 2015    |    Pag. 5

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

I volontari della raccolta alimentare a San Giovanni Valdarno

Raccolta alimentare a San Giovanni Valdarno (AR), i volontari con Luciano Rossetti (il primo a destra)

Raccolta alimentare 2015

Alla fine del 2014 erano state raccolte 220 tonnellate di prodotti. Un risultato di tutto rispetto. Ma se la raccolta dell’anno scorso è andata bene, quella di quest’anno ancora meglio: con le raccolte di aprile e settembre, siamo a 299 tonnellate, segno che la crisi economica non ha inciso sul cuore e la generosità dei consumatori che non si sono tirati indietro per lasciare “qualcosa” della loro spesa ai volontari della raccolta alimentare.

Chiediamo a Luciano Rossetti, direttore Organizzazione soci di Unicoop Firenze, che cos’è la raccolta alimentare?

«È una rete solidale, attiva da alcuni anni e realizzata con le associazioni di volontariato del territorio e dai volontari delle sezioni soci di Unicoop Firenze, che si occupa di raccogliere prodotti alimentari nei vari punti vendita della cooperativa e di distribuirli successivamente alle famiglie bisognose. Quindi dal territorio al territorio: si stabilisce un rapporto di continuità che in questo periodo di crisi è necessario perché le necessità delle famiglie sono tante. A settembre, per esempio, abbiamo richiesto anche quaderni, penne e altri articoli per la scuola, e la risposta dei nostri soci è stata pronta e piena di comprensione per i bisogni che non sono solo alimentari».

Come funziona la raccolta?

«È un’organizzazione semplice ma impegnativa, perché richiede il coinvolgimento di tante persone. Prima all’ingresso dei punti di vendita, a distribuire i sacchetti e un volantino con i prodotti richiesti e gli scopi della raccolta. E poi a suddividere i prodotti donati da soci e clienti per poterli distribuire meglio a chi ne ha bisogno».

Quante persone sono coinvolte in questa rete di solidarietà?

«Tante persone, e soprattutto tanti giovani! Stimo che si arrivi a quasi quattromila. La gran parte sono volontari delle associazioni, con in testa le articolazioni locali della Caritas. Importante è il contributo dei volontari delle sezioni soci, sia a livello di consiglieri che di soci attivi, che in questa occasione sentono di fare qualcosa di utile e solidale ».

Quando si svolge la prossima raccolta e dove?

Ormai sono 15 anni che dedichiamo il mese di dicembre alla solidarietà e all’aiuto dei più deboli. E questo impegno inizia proprio sabato 12 dicembre, con la raccolta alimentare che questa volta coinvolge quasi 80 punti vendita. Praticamente gran parte della nostra rete di vendita. Ricordo poi che la settimana dopo ci saranno i tavoli de Il Cuore si scioglie, per la raccolta dei fondi per le adozioni a distanza e dei progetti di solidarietà della Fondazione».

Quali sono le sezioni soci più attive sulla solidarietà?

Non mi sembra il caso di fare una classifica di questo genere. È chiaro che i risultati più eclatanti vengono dalle sezioni soci più grandi e attive nelle maggiori strutture di vendita. Ma tutti i volontari e tutte le sezioni soci, danno una grande mano in questa gara di generosità che si rinnova ogni anno».

Un ringraziamento di cuore a tutti coloro che hanno partecipato e partecipano a questa gara di solidarietà.