Semi e frutti dell'altro mondo

Scritto da Alessandra Pesciullesi |    Novembre 2004    |    Pag.

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare, lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme a Monica Galli, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

La frutta delle feste
Come ogni anno,
con l'avvicinarsi delle feste, i banchi di frutta della piccola e grande distribuzione si arricchiscono di frutti provenienti dagli altri paesi, che colpiscono per forme e colori, ma ci trovano talvolta titubanti all'acquisto, soprattutto perché non ne conosciamo il sapore e non sappiamo come mangiarli!

Tra la frutta secca (o meglio, oleosa) possiamo trovare l'anacardio (questa è la dizione esatta), la noce del Brasile e la noce Pecan.
Si tratta di frutti oleosi fatti essiccare che contengono pochi zuccheri, fino al 70% di grassi di tipo insaturo, cioè di più facile digestione rispetto a quelli saturi, poca acqua ed un discreto contenuto di proteine, nonché di vitamine liposolubili e sali minerali.

Per la particolare composizione di nutrienti sono frutti ad elevato valore energetico, mediamente 600 calorie per 100 g, ed il loro uso regolare è particolarmente indicato agli inappetenti, quando si mangia poca carne o se si segue un regime vegetariano.
Altro pregio della frutta secca è la sua provenienza prevalentemente da aree dove è ancora scarso l'uso di pesticidi chimici. A questo si aggiunge l'azione protettiva del guscio legnoso, che ripara ulteriormente l'alimento dall'assorbimento di sostanze nocive.
Unica controindicazione: diete ipocaloriche, obesità e regimi a ridotto contenuto di grassi.

L'anacardio è il frutto secco di un albero originario del Brasile, anche se ad oggi l'India e l'Africa Orientale sono i maggiori produttori.
La forma è quella di una noce a forma di rene, con guscio liscio all'esterno ed un seme quasi bianco all'interno, che tende ad irrancidire rapidamente, ricco di selenio e vitamina B1. Questa pianta ha un notevole interesse economico per i molteplici usi, non solo alimentari, che si fanno con ogni sua parte: dal guscio si estrae un inchiostro indelebile e dalla pianta si ottengono una gomma ed un liquido usati come basi per vernici.
Il seme che noi mangiamo contiene all'origine un olio irritante che deve essere eliminato con il calore prima che il seme venga estratto.
Trasformare gli anacardi in noce commestibile è una procedura complicata, che richiede molta mano d'opera. Questo spiega il prezzo elevato di questo frutto sul mercato europeo.

La noce del Brasile: sono i semi ricoperti da gusci legnosi e ruvidi di un frutto gigante, 15 cm di diametro, di una pianta che cresce spontaneamente in Guyana ed in Venezuela.
I frutti giganti pesano più di 2 kg ciascuno e quando cadono al suolo liberano da 12 a 20 semi a forma di spicchio, dal sapore a metà tra la noce comune ed il cocco.
La pianta finora ha resistito a qualsiasi tentativo di addomesticamento, quindi la produzione di questi semi deriva tutta da piante selvatiche!

La Pecan è originaria della zona al confine tra Messico e Stati Uniti. Coltivata soprattutto in Brasile, in Italia si hanno piccole produzioni specializzate in Sicilia ed in Puglia.
Sono semi dal guscio tenero e dal gheriglio saporito, che contengono una quantità particolarmente elevata di acido oleico monoinsaturo e linoleico polinsaturo.


Tra la frutta fresca i frutti esotici sono molto numerosi, arrivano tutti da paesi tropicali o subtropicali, anche se già da alcuni anni in Italia nelle diverse facoltà di Agraria si studia la possibilità di coltivazione nel nostro paese.
Il valore nutrizionale di questi frutti è buono, sono ricchi di zuccheri semplici, vitamine, sali minerali e, come nel caso dell'avocado, di grassi insaturi.
Il contenuto vitaminico è solo leggermente inferiore ai nostri frutti di stagione, a causa della refrigerazione necessaria alla conservazione durante il trasporto.
Anche il prezzo, grazie alla sempre maggiore presenza nei supermercati e negli ipermercati, non è più proibitivo.

Carambola: chiamato "frutto stella" poiché, una volta tagliato, gli spicchi che si formano sono a forma di stella colore giallo delicato. Il profumo è intenso ed il sapore leggermente asprigno, simile al limone.
Come per il nostro agrume, viene usato come frutto, per guarnire dolci e per condimento di piatti salati. Di grande effetto scenico, si conserva bene in frigo per 15 giorni, teme gli urti ed il gelo.
Ricco di vitamina C, potassio, fibra.

Lime: a colpo d'occhio sembra un piccolo limone dalla buccia verde brillante e sottile.
Contiene un succo molto abbondante di sapore acidulo, usato per salse di accompagnamento a piatti salati, per preparare drinks, marinare pesce e per piatti con avocado. Ottimo per preparare un liquore cremoso a base di panna, simile alla crema di limoncello.
Si conserva come i limoni, raramente si mangia come frutto da solo, piuttosto in macedonia con ananas e mele di pasta farinosa.

Lytchi: sembra una piccola susina dalla buccia rossa e rugosa e dalla polpa gelatinosa. Molto usato in Cina, si può mangiare fresco o in scatola, sciroppato.
Può essere usato in particolari antipasti o come frutto. Si conserva per circa una settimana, poi ammuffisce rapidamente.

Passiflora: detta anche frutto della passione, è una bacca di colore variabile dal viola al giallo chiaro, contenente numerosi semi commestibili, simili al melograno, immersi in una morbida gelatina.
E' molto ricca di potassio, dal sapore dolce con leggero retrogusto acidulo.
E' destinata al consumo fresco o alla produzione di succhi aromatici usati per bibite e cocktail. La varietà gialla è chiamata anche Maracuja.