Torna la stagione del lino

Scritto da Rossana De Caro |    Maggio 2006    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

La fresca fibra
È il tessuto dell'estate per eccellenza.
Fresco e leggero, bianco o colorato, è semplice ed elegante al tempo stesso, facile da indossare in ogni occasione. Il linum usitatissimum, una coltura antichissima che risale a circa 5000 anni fa, era già conosciuto dagli egiziani che lo utilizzavano, oltre che per l'abbigliamento, anche per fasciare le mummie. Fra il 1100 e il 1300 sorsero grandi centri manifatturieri di lino nell'Europa settentrionale, in particolare nelle Fiandre e in Irlanda. Fu messo poi in disparte nel 18° secolo in favore del cotone.
Ebbe il suo momento "clou" in Europa tra la fine del 1800 e i primi decenni del '900, con gli esploratori e i grandi viaggiatori che si avventuravano in Africa e in Asia vestiti di lino, lanciando la moda in stile coloniale. Era tradizione per le giovani donne nel nostro paese, fino a mezzo secolo fa, possedere capi di lino nel corredo della biancheria da portare in dote al matrimonio. Ancora oggi il lino mantiene intatto il suo fascino e viene proposto dalla moda in nuovi disegni e colori, come simbolo classico del tessile di pregio.

Il migliore è europeo
Il lino è una fibra vegetale. Viene estratto dalla pianta omonima, esile e dai fiori bianchi o azzurri, tramite la macerazione del fusto in acqua. Composto per lo più di cellulosa, è resistente e versatile, assorbe molto l'acqua e lascia traspirare l'umidità. Rispetto al cotone possiede una minore elasticità, ma è un buon conduttore termico.
Oggi è coltivato un po' in tutto il mondo, in zone umide e temperate, nell'America del Nord, India, Brasile, Cina e soprattutto in Russia e nei paesi baltici. Ma il lino migliore e più pregiato proviene dall'Europa occidentale, in particolare Olanda, Belgio e Francia, ed è contraddistinto dal marchio di qualità Masters of linen. La filatura avviene a umido o a secco. È con la prima che si ottengono filati lucidi e lisci per tessuti di qualità, impiegati per capi di abbigliamento e biancheria per la casa. Le fibre di lino si mischiano facilmente con altre (cotone, lana, seta, viscosa, poliestere) ottenendo vari tipi di tessuto, di diversa consistenza. Oltre al lino da fibra c'è anche il lino da seme, da cui viene estratto l'olio utilizzato nella produzione di vernici.

Pieno di qualità
Molte in effetti sono le qualità del lino, che lo rendono ideale come tessuto sia per l'abbigliamento che per la biancheria della casa.
Essendo una fibra naturale non provoca allergie, ed è adatto anche alle pelli più sensibili. È molto resistente, soprattutto da bagnato, e quindi si può lavare anche ripetutamente senza alterarlo, anzi i lavaggi lo rendono più morbido; inoltre non si deforma con l'uso grazie alla sua bassa elasticità. Si può detergere sia in lavatrice (i capi bianchi oltre i 60° C, mentre quelli colorati a temperature inferiori) che a secco, secondo le indicazioni riportate in etichetta. I colori rimangono inalterati anche dopo ripetuti lavaggi e non si scoloriscono stando al sole e alla luce. Gli abiti si stirano umidi con ferro ben caldo prima sul rovescio, poi sul diritto, mentre i capi colorati solo sul rovescio.
La sua elevata capacità di assorbimento dell'umidità e la sua conducibilità termica assicurano pieno benessere, specialmente nella stagione estiva. Al tatto, infatti, il lino dà una sensazione di fresco. Le sue caratteristiche ne fanno un tessuto molto gettonato nel campo della moda, soprattutto per abiti, camicie, pantaloni, completi estivi. Ma anche per l'arredamento e la tappezzeria della casa (tende, tovaglie, fazzoletti, lenzuola).