Scritto da Melania Pellegrini |    Maggio 2011    |    Pag.

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Che bella fila che c'è. È sabato e come sempre tutti hanno fretta. Sono qui da 5 ore e tra poco vado via: mi aspetta la mia casa, la mia famiglia. Non vedo l'ora. «Signore lei è l'ultimo, poi chiudo». «...Signore... sono chiusa».
Il tempo con tanti clienti così è passato in un lampo e ora andiamo avanti verso la meta. Bip bip bip blang! «Signora questo codice non passa, devo telefonare». Dietro si comincia a sbuffare e il cliente successivo si avvicina alla cassa minaccioso. Continuo a passare gli oggetti e con l'orecchio sono attaccata al telefono. Bip, tuu, bip, tuu, «Dimmi tutto». «Ho le piadine xxx, non mi passa il codice». Bip, bip, bip... «Bene vado». «Un attimo che il collega mi trova il codice giusto da passare».
Il cliente dietro inizia a picchiettare la carta socio sul porta oggetti davanti a me e mi guarda spazientito. Continuo. Ho finito, passata tutta la spesa, mi manca solo il codice incriminato. «Mi spiace, ancora un secondo e me lo trova», «Grazie mille, sa mi servono proprio per stasera». Sorrido. I clienti dietro mi guardano e mormorano: «Ecco sempre qualche intoppo».

Male di poco, penso; speriamo che con loro non ci siano intoppi. Tic tic tic, la carta del socio frettoloso batte incessantemente, lui guarda spazientito l'orologio. In realtà non è passato neanche un minuto da quando ho smesso di passare gli oggetti, ma se non sei tu a essere servito quei pochi minuti ti paiono un'eternità; lo so capita anche a me quando sono dall'altra parte, ma ora so che vuol dire stare da questa.
«Ecco il codice...». Fatto. Missione compiuta, oggetto passato. «Sono 80 euro e 15 centesimi. Bancomat? Prego digiti il pin. Signore, scusi, può stare un pochino indietro; sa, la privacy. Arrivederci e buona giornata». «Ora sta a me, eh?», «Già - sorrido - ha la carta socio?». «Certo, sono socio da una vita; senta, ora vada pianino; lo so che deve andar via, ma io devo mettere per bene la spesa nelle buste, e sono solo». Sorrido. Ma non aveva fretta?
Va be', tanto fra poco si va a casaaaaa.