La storia e i miracoli della ricorrenza empolese

Scritto da Giovanni Lombardi |    Novembre 1999    |    Pag.

Docente e direttore del periodico "Il segno di Empoli" E' nato e vive a Empoli. Giornalista professionista dal 1959, è stato docente negli Istituti Superiori e all'Università di Firenze. Critico teatrale e direttore artistico del Teatro Shalom di Empoli. Fra le sue opere, il volume "Agenda d'incontri", edito da Polistampa.

La Festa del Crocifisso
Seicento anni or sono, fra l'agosto e il settembre del 1399, in Italia e in particolare nell'empolese infuriava la pestilenza. Il popolo disperato seguiva la venerata immagine del Crocifisso portata in processione dalle compagnie religiose. Un giorno quell'immagine, appoggiata ad un mandorlo risecchito dalla siccità, lo fece rifiorire. Allo stesso modo la peste cessò e la gente poté tornare all'operosità quotidiana, impegnandosi a ricordare ogni 25 anni il lieto e miracoloso evento. Quest'anno la celebrazione ha coinciso con la riscoperta dell'affresco della cupola del SS. Crocifisso, attribuito al pittore neoclassico Luigi Giarrè. Inoltre, per l'occasione, è stato presentato un volumetto, dall'ampio corredo fotografico, che rievoca la storia di questo secolare evento di preghiera e di venerazione. Il profilo storico dell'evento è curato da monsignor Giovanni Cavini, che illustra il ruolo svolto nel corso dei secoli dalle compagnie religiose e si sofferma in particolare sulle ultime due ricorrenze: 1949 e 1974.
Don Guido Engels, dal canto suo, ci propone una ricca ricerca archivistica che intende far luce sull'attività delle varie compagnie, soffermandosi su alcune iniziative collaterali come la festa del 1748, durante la quale venne eseguito l'Oratorio del Metastasio intitolato "Il sacrificio di Abramo". Un ruolo di cerniera spirituale nel libro l'acquistano le "Meditazioni sulla Croce" di don Paolo Giannoni, uno stimolante excursus che ripercorre le tappe della Via crucis indicandole come risposta di speranza agli interrogativi che incombono sull'uomo, per far sì che il misterioso evento divino, pur con la cupezza della peregrinazione verso la morte, apra anche un orizzonte di fiducia. Conclude il volume il racconto dello scrittore Luigi Testaferrata, legato alle emozioni provate durante la progressiva riscoperta della cupola del SS. Crocifisso.

Nella foto: un particolare dell'affresco riscoperto che occupa la copertina del libretto.

Per saperne di più
"Il Crocifisso del mandorlo fiorito"edizioni Collegiata di Sant'Andrea-Empolilire 10 mila