I comuni ortaggi come fonti di sostanze utili contro l'invecchiamento e le malattie

Scritto da Alma Valente |    Aprile 2010    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Gli antichi greci dicevano "noi siamo ciò che mangiamo": un assioma, cioè una verità accettata senza dimostrazioni, che al giorno d'oggi sta avendo un riscontro scientifico. Infatti ultimamente di sente usare il termine "nutraceutico" (cioè nutrimento farmaceutico). Ma veramente alcuni alimenti possono aiutarci, al di là degli stili di vita, a combattere alcune patologie? E se sì, quali e perché? Sentiamo cosa ci dice in proposito la professoressa Manuela Giovannetti, preside della facoltà di Agraria dell'Università di Pisa.

Si può considerare farmaco un alimento?
Certamente molti alimenti non contengono solo sostanze nutrienti, ma anche sostanze benefiche, che possono avere un ruolo importante nella difesa della salute. Diversi studi hanno dimostrato che diete ricche di frutta e ortaggi possono prevenire l'insorgenza di malattie, e combattere i radicali liberi con un'importante azione contro l'invecchiamento. L'esempio più noto è quello di una sostanza contenuta nel pomodoro maturo, il "licopene", che per nostra fortuna si conserva bene nei cibi dopo la cottura, e che ha attività antiossidante e di protezione cellulare, anche nei confronti di agenti cancerogeni.

Oltre ai pomodori quali altri alimenti possono proteggere la salute?
La nostra Facoltà studia da molti anni il potere antiossidante dei cibi, tra cui frutta fresca e secca, verdura e cereali. Tra gli ortaggi possiamo citare, oltre ai pomodori, spinaci, broccoli, asparagi, melanzane, peperoni rossi, mentre tra i primi 20 cibi con il più alto potere antiossidante per porzione troviamo fagioli, mirtilli e carciofi.
In particolare cereali, agrumi, uva e legumi contengono composti utili nella protezione da malattie cardiovascolari e dal danno ossidativo, mentre cavolfiori, broccoli, cavolini di Bruxelles sono al centro di interessanti studi scientifici, data la correlazione trovata tra il loro consumo e il rischio ridotto di cancro.

Lei, tra le altre cose, si è occupata di organismi geneticamente modificati (OGM). Cosa ci dice in proposito?
Personalmente nutro seri dubbi sul fatto che le colture transgeniche (OGM) possano rappresentare il futuro dell'agricoltura italiana. Questo tipo di colture non costituisce un vero cambiamento rispetto all'agricoltura industriale che ha fatto largo uso di fertilizzanti chimici e pesticidi, ponendo gli stessi problemi relativi alla qualità del cibo. Inoltre diversi studi hanno dimostrato effetti imprevisti degli OGM relativi alla contaminazione ambientale.

E per finire una domanda, forse un po' provocatoria: alcuni nutrizionisti in trasmissioni divulgative parlano di pomodori, cipolle, pere, legumi, pane e pasta. Mai però si parla delle centinaia di migliaia di persone che sono intolleranti ad alcuni alimenti senza magari offrire delle alternative. Lei che ne pensa?
Secondo me, bisognerebbe sempre cercare di capire quali sono le sostanze alla base delle intolleranze, poiché, a seconda delle modalità di produzione, il cibo può contenere residui di fungicidi, erbicidi e insetticidi, alcuni dei quali dotati di proprietà di lunga persistenza negli organismi. Inoltre molti fungicidi contengono metalli pesanti, tra cui il nichel, che possono dar luogo a intolleranze individuali.

 

Per saperne di più

È in libreria L'orto della salute - Il valore nutraceutico di frutta e ortaggi, edizioni ETS, in vendita a 12 euro, a cura di Manuela Giovannetti, con testi firmati da autorevoli ricercatori


Nella foto: Manuela Giovannetti