Il nuovo anno comincia tradizionalmente con il concerto di Vienna, a passo di valzer. E da qui cominciamo il nostro viaggio nel mondo del ballo

Scritto da Giulia Caruso |    Gennaio 2006    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

«La mano del maschio che tiene il vestito, poggia ben ferma sul petto della donna premendo con lascivia ad ogni piccolo movimento». Così una cronaca tedesca del 1804 descrive i primi passi del valzer, salutato dai giovani dell'epoca come ballo liberatorio, bollato invece come danza peccaminosa dai nostalgici dell'Ancien Régime. Intanto, dalla Germania, soffia il vento del Romanticismo che, investendo letteratura e musica, ispira nuove mode. Le vecchie e compassate danze dell'aristocrazia sono definitivamente relegate in soffitta. Si impone così un ballo capace di esprimere passioni, emozioni e giochi d'amore.
Di origini incerte, come tutte le danze popolari, il valzer è stato per decenni oggetto di accese diatribe tra francesi e tedeschi, a carattere nazionalistico. «Se il valzer non fosse stato un ballo così famoso ed importante, quale invece è diventato, forse non si sarebbe verificato tanto accanimento a rivendicarne la matrice nazionale da parte di studiosi francesi e tedeschi», afferma il professor Rino Capone, uno dei maggiori esperti di danze popolari a livello nazionale.

La danza dell'impero
Per gli studiosi tedeschi il valzer
deriva dalla deutscher tanz, sviluppatasi nella Germania meridionale, e dal dreher bavarese. Per altri, invece, deriva dal lander, un ballo montanaro tirolese. Ad ogni modo, trattandosi di uno dei primi balli di coppia, il valzer fin dal suo primo apparire è destinato a suscitare scalpore. Per anni gli studiosi francesi hanno sostenuto che il valzer deriva dalla volte, un'antica danza provenzale.
Fino all'anno 1100, tutte le danze di coppia erano eseguite dai ballerini in posizione affiancata. La volte introduce invece la posizione di coppia chiusa: cavaliere e dama, uno di fronte all'altra. Poiché coppia chiusa e giravolte sono gli elementi fondamentali del valzer, ecco indizi a sufficienza per attribuirne le origini al ballo francese.
Ancora oggi Rémi Hess, uno dei maggiori studiosi di ballo a livello europeo, nel suo libro "Il valzer - Rivoluzione della coppia in Europa" (Einaudi, 1993), introduce il capitolo relativo alle origini del valzer con un'affermazione di Castil Blaze della Académie de Musique: "Il valzer, che abbiamo ripreso dai tedeschi nel 1795, era un ballo francese da quattrocento anni". A dargli ragione, il fatto che agli albori dell'800 furono proprio le truppe napoleoniche a portare il valzer in giro per tutta Europa, assicurandogli un destino molto più duraturo di quello dello stesso impero.
Lo stesso Rémi Hess, comunque, sostiene che «le origini tedesche del valzer non sono più convincenti di quelle provenzali. Dal Congresso di Vienna in poi, la danza riveste una grandissima importanza - sostiene lo studioso francese -. I nobili europei sono ben decisi a riprendere al popolo tutte le libertà che ha conquistato dal 1789 ma al tempo stesso, ballando il valzer, assaporano il piacere di trasgredire alle regole della loro classe».

La consacrazione definitiva del valzer viennese quale splendida espressione della mondanità asburgica avviene a metà Ottocento. Oltre agli Strauss, padre e figlio, anche Liszt, Chopin e successivamente Debussy, Satie e Ravel rivisitarono genialmente quella danza un tempo disprezzata. Proprio su quei passi si è costruita la struttura del ballo che, dopo rivisitazioni e modifiche, sopravvive fino ai giorni nostri.
Oggi il valzer viennese si è assicurato un posto al sole nelle grandi sale da ballo frequentate da persone di tutte le età. Secondo alcuni dati forniti da Sauro Amboni, dell'Associazione nazionale maestri di ballo, «si contano, in Italia, circa 100-110 mila competitori di ballo (iscritti alle federazioni agonistiche per i balli da competizione): circa il 60% hanno meno di 35 anni e circa il 15% sono giovani con meno di 18 anni». Un buon numero balla il valzer viennese. Tanti gli appassionati anche in area fiorentina.È praticato sia da giovani che da adulti,afferma Reginaldo Galli, direttore di una scuola di ballo a Lastra a Signa, «perché è un ballo molto affascinante e coinvolgente. Purtroppo nelle sale da ballo non è molto eseguito. Perché il valzer viennese ha bisogno di un grande allenamento e soprattutto di grande passione».



Il valzer è praticato anche come disciplina sportiva nel gruppo denominato "ballo liscio unificato", oggetto di campionati a livello mondiale.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.superballo.it, dove c'è un'ampia sezione interamente dedicata al valzer