La tradizione dei figurinai lucchesi, artigiani delle statuine del presepe

Scritto da Bruno Santini |    Dicembre 2012    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Circola la battuta che quando Cristoforo Colombo scoprì l'America, trovò sulla spiaggia alla quale approdò, un lucchese che vendeva statuine del presepe. È una battuta; però è sintomatica, e spiega come in lucchesia sia radicata questa tradizione.

 

Voglia di fare

Un esempio per tutti è rappresentato dall'azienda Fontanini, sorta nel 1908 a Bagni di Lucca, divenuta nel tempo un marchio internazionale, sinonimo di alta espressione artistica. Cento anni di qualità ed esperienza che si perpetuano da quattro generazioni, il cui intento primario è quello di continuare l'antica tradizione dei figurinisti lucchesi.

«Non è nota tutt'oggi alcuna datazione storica esatta che possa indicarci la nascita vera e propria della professione del figurinaio - spiega Emanuele Fontanini (uno dei cinque fratelli che gestiscono l'azienda) -, tuttavia, dagli archivi storici del comune di Bagni di Lucca, si ricavano testimonianze di tale attività sin dalla metà del ‘700. Vi è addirittura, proprio nel palazzo comunale, un dipinto, databile a quel periodo, del famoso artista barghigiano Cordati, che raffigura un figurinaio delle nostre zone, accompagnato dai suoi "garzoni", che tiene in mano due ceste colme di statuine pronte per essere vendute».

Siamo alle porte del Risorgimento italiano, la gente comincia a sentire il bisogno di fare, di intraprendere, di costruire qualcosa. Ecco allora che, tra le tante attività che sorgono, c'è anche quella di chi si inventa di rappresentare, sotto forma di statuetta, la fisionomia delle persone in generale, siano gente comune o mestieranti qualsiasi. Vuoi poi per un'istruzione cattolica fortemente radicata, o magari soltanto per la nascita di una buona idea, Emanuele Fontanini, il fondatore dell'azienda, cominciò a riprodurre la scena della nascita di Gesù, del villaggio dove viveva e degli abitanti intenti a svolgere le quotidiane attività.

 


Materiali diversi

«Al tempo, i materiali a disposizione per realizzare queste, chiamiamole "sculture", erano pochi - prosegue Fontanini -. Si faceva perciò ricorso a quello che si poteva trovare anche per strada dimenticato da qualcuno: il giornale! Mescolando i ritagli con un po' di colla e schiacciando l'insieme con una rudimentale pressa fatta con due pietre, si ottiene un composto modellabile che, seccato completamente, mantiene la forma desiderata. Ecco la cartapesta, il materiale degli albori».

La produzione si dimostrò talmente valida che proseguì fin quasi alla metà del ‘900, affiancata però, dalla fine dell'‘800, da quella realizzata in gesso e che ancora oggi è portata avanti da diverse aziende della zona. Altre invece, come la Fontanini, a partire dal dopoguerra, misero a punto il Pvc (un materiale infrangibile, ma pur sempre modellabile) e portarono la produzione ad un livello più industriale.

«Il Pvc, grazie all'evoluzione subita - precisa Fontanini -, oggi è completamente atossico, riciclabile all'infinito e, proprio per questo, anche rispettoso dell'ambiente».

 

Presepi e occupazione

Per la zona, la vostra e le altre azienda analoghe hanno rappresentato e rappresentano dunque un patrimonio importante per l'occupazione.

«Mi piace far notare che, nell'immediato dopoguerra, quella che allora si chiamava "Presepi Artistici Fontanini" contava circa trecento dipendenti tra le maestranze e coloro che lavoravano a domicilio decorando le statuine o figurine che dir si voglia. Quindi, assieme ad altre ditte che nacquero in quel periodo, è logico pensare che la realtà delle figurine divenne importante nell'economia generale del paese. La figurina è per un abitante di Bagni di Lucca un po' come un mentore che l'ha aiutato a crescere. In ogni famiglia, insomma, c'è qualcuno che ha a che fare con questa attività. Inoltre c'è da dire che la tradizione, appunto perché nasce in casa, si tramanda automaticamente, senza sforzo. Noi Fontanini siamo alla quarta generazione e siamo fiduciosi che la nostra prole porterà avanti il vessillo».

 

In primis la qualità

La concorrenza è sempre più agguerrita (in special modo quella proveniente dall'oriente). Qual è la caratteristica di qualità dei manufatti da voi prodotti?

«Sicuramente la particolare cura espressa nei dettagli della scultura e nella precisione della pittura, svolta quest'ultima rigorosamente a mano, nel rispetto della tradizione. Da tantissimi anni collabora esclusivamente con noi il conosciutissimo scultore Elio Simonetti che annovera tra le sue doti quella di infondere nella figurina una vera e propria vitalità, una espressività così particolare che rende i personaggi attivi e partecipi nel presepio».

Ci regala un piccolo segreto per allestire un bel presepe domestico.

«Negli anni si sono avvicendate le tecniche più disparate per fare un presepio, ma una tra le più classiche ed efficaci resta sempre quella della carta da pacchi che, inumidita con il vinavil, avendo cura di darle la forma desiderata, quando poi asciuga, dà la possibilità di ottenere delle vere e proprie montagne da decorare a piacere con semplici colori ad acqua».

In conclusione un episodio emblematico del successo che ha l'azienda nel mondo.

«Uno dei nostri mercati migliori è indubbiamente quello degli Stati Uniti, dove addirittura esiste un club di collezionisti di presepi Fontanini; viaggiando in quei posti da quasi quarant'anni, abbiamo avuto modo di vedere le costruzioni di presepio più impensabili. Per esempio, una volta mi trovavo nel sud della Florida per un giro commerciale e fui invitato a visitare un'abitazione privata di una signora sui settant'anni. Era rimasta vedova da oltre dieci anni e dal giorno della morte del consorte, ogni settimana di ogni mese di ogni anno, acquistava una figurina della collezione da 12 centimetri. Tornava a casa e la aggiungeva al suo presepio che poi lasciava esposto tutto l'anno. È facilmente immaginabile la mia sorpresa e lo stupore quando sono entrato in casa! Tutte le stanze erano praticamente scene paesane di un presepio con figurine Fontanini».

 

L'intervistato: Emanuele Fontanini, azienda Fontanini

 


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