40 mila esemplari nei viali e nei giardini fiorentini. Vincono i tigli seguiti dai platani. Problemi di salute

Scritto da Letizia Coppetti |    Giugno 2004    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

La città degli alberi
Sono presenze silenziose,
discrete, a volte maestose. Non ci facciamo quasi più caso, invece sono compagni di vita di cui non potremmo mai fare a meno. Stiamo parlando degli alberi, della cui necessità per la vita dell'intero pianeta spesso ci scordiamo. Si sente molto parlare della foresta amazzonica e dei pericoli che corre, ma non ci soffermiamo mai a pensare quanti sono e come stanno gli alberi di casa nostra, quelli che crescono lungo le strade o dentro i parchi cittadini. Li vediamo tutti i giorni, passando veloci in auto lungo i viali di circonvallazione, ma li abbiamo mai osservati davvero?

Dall'aereo al computer
C'è chi lo fa per noi. La direzione ambiente del Comune di Firenze, come quella di altri Comuni, ha avviato da tempo un censimento del patrimonio arboreo cittadino, che è stimato intorno agli 80 mila esemplari. Gli alberi di proprietà del Comune sono quelli presenti lungo le strade, nei giardini e nei parchi comunali, nelle scuole materne, elementari e medie. Non vengono quindi censiti quelli presenti nei giardini privati, negli ospedali (ne è proprietaria l'Asl), lungo la ferrovia. Il censimento è cominciato nel 1992 con un rilevamento aereo, che ha dato un'iniziale idea del numero e della localizzazione degli alberi presenti. A questo punto ha preso il via un lavoro - che possiamo definire certosino - di posizionamento delle piante su una cartografia informatizzata. Nel 1998 le alberature presenti nelle strade cittadine di maggior transito erano state censite e negli anni successivi i dati sono stati via via aggiornati e ampliati. Dal 2002 il lavoro è stato affidato alla cooperativa Ciclat San Marco di Firenze, nella quale sono confluiti alcuni lavoratori - agronomi, forestali e periti agrari - che avevano condotto il progetto in precedenza.
«Nella scheda compilata dai tecnici della Ciclat - affermano dall'Ufficio alberature e parchi della direzione ambiente del Comune - vengono annotate la specie e le principali osservazioni in merito allo stato sanitario e vegetativo dell'esemplare; in alcuni casi vengono condotti approfondimenti, anche con l'ausilio di strumenti specifici, per poter definire il tipo di intervento da effettuare. Tutte queste informazioni sono riportate sul Sistema informativo territoriale del Comune di Firenze e, tramite un data-base, possono essere visualizzate e aggiornate. La consultazione dei dati così ottenuti permette ai tecnici del Comune una migliore gestione e programmazione dei lavori di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria».

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La carica dei 40 mila

Al 5 marzo 2004 risultavano censiti circa 40 mila alberi: le specie più rappresentate sono il tiglio (4913 esemplari), il platano (4098), il bagolaro - conosciuto anche come "spaccasassi" per la durezza delle sue radici - con 3920 alberi, il pino (3209), il leccio (2935), il cipresso (2237). Sotto i mille esemplari robinia, mirabolano (conosciuto anche come ciliegio-susino), pioppo nero e bianco, olivo, ippocastano. Il restante 32,5% è rappresentato da altre specie (oltre cento diverse, tra cui il liquidambar, il libocedro - un esemplare famoso è quello del Bobolino - e l'ailanto).
Il 75% degli alberi è risultato in buona salute, mentre il 21% deve essere tenuto sotto controllo. Nel restante 4% dei casi le piante presentano gravi difetti, che spesso ne suggeriscono l'abbattimento. Tali percentuali sono dovute spesso al cancro del platano e dei cipressi e ad altre malattie che colpiscono ippocastani e olmi. Ma è da sottolineare anche il comportamento di molti automobilisti, che quando parcheggiano sembrano scordarsi degli alberi. Anche gli incidenti stradali possono provocare numerosi danni alle piante, minandone la salute.

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Vecchi e nuovi

Molti alberi, specialmente lungo i viali di circonvallazione e intorno alla Fortezza da Basso, sono assai vecchi (hanno più di cent'anni!) e quindi vanno controllati spesso. Oltre il 40% ha circonferenze superiori ai 120 centimetri. Le piante più grandi e maestose (sopra i 4 metri di circonferenza) sono per lo più platani e quasi tutti si trovano alle Cascine.
Gli alberi di Firenze hanno bisogno in molti casi di essere rinnovati, e qui si apre il dibattito se ripiantare le stesse specie o rivolgersi invece ad altre. «Occorre chiedersi a cosa servono gli alberi - afferma il dottor Eraldo Collini, a capo della direzione ambiente del Comune di Firenze -, oltre a donarci ossigeno e ombra e a rappresentare parte del paesaggio monumentale della città. Ci sono specie ad esempio che aiutano a combattere l'inquinamento, "intrappolandolo" nelle loro foglie: ottime in questo senso le latifoglie caducifoglie, meno buone le conifere». Ultimamente al posto dei platani vengono posti acero e liriodendro, che fa bellissimi fiori giallo-arancioni e molto profumati. Perché gli alberi, oltre agli scopi tradizionali, hanno una funzione a cui spesso non pensiamo, quella estetica: con la loro bellezza influenzano positivamente l'umore. La prossima volta, quindi, non limitatevi a vederli: guardateli, amateli e rispettateli!

ARTOGRAFIA
La città in un clic

Sitimet (società del Comune di Firenze per il 51%, Ataf, Quadrifoglio, Silfi e FiorentinaGas, ciascuna con il 12,25%) è stata costituita per realizzare un Sistema informativo, esteso a tutta l'area metropolitana fiorentina, di cui potranno fruire non solo le aziende private e pubbliche che operano sul territorio (acqua, gas, telecomunicazioni, elettricità, trasporti, rifiuti, parcheggi...) ma tutta la collettività. Sulla base delle foto realizzate a partire dai rilievi aerei, è stato fatto l'aggiornamento della cartografia in scala 1:2000 del Comune. Nel centro storico è stata invece avviata la realizzazione di una cartografia in scala 1:500. È stato realizzato, inoltre, avvalendosi di tecnologie avanzate (GPS, telecamere mobili, ecc.), il censimento dei contenitori dei rifiuti, della segnaletica verticale, delle insegne pubblicitarie e degli oggetti di arredo urbano, su tutto il territorio comunale.

Nel sito www.sitimet.it, nella sezione "Fatto da noi", si trovano le foto dall'alto di tutta la città.

IL PROGETTO
Frutta antica
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Chi si ricorda il sapore della pera "briaca", della pera "limone" o della mela "ruggine"? Fino a qualche decennio fa non era difficile trovare in ogni podere, orto e giardino queste o altre varietà di piante da frutto, ognuna legata a nomi curiosi e a storie particolari che si perdono nella notte dei tempi.

Il progetto "Antichi frutti" della Comunità montana della Montagna Fiorentina nasce proprio dall'esigenza di recuperare e valorizzare le antiche varietà di piante da frutto del territorio della Val di Sieve e degli altri comuni del Valdarno fiorentino. Dal 1999 la cooperativa Ischetus ha intrapreso una ricerca che ha permesso di individuare sul territorio mugellano numerose varietà di meli, peri e ciliegi, alcune delle quali già illustrate da Bartolomeo Bimbi alla fine del '600, e oggi a gravissimo rischio di scomparsa. La ricerca si estende ora al territorio della Val di Sieve, grazie alla Comunità montana che finanzia la ricerca e che intende propagare e mettere in produzione presso il vivaio di Rincine le varietà individuate, innestandole e rendendole disponibili poi per le aziende e i privati che ne facciano richiesta. A tutte le persone ed aziende che parteciperanno alla ricerca, fornendo indicazioni precise su vecchie specie di questo territorio, verrà regalata al termine del progetto una giovane pianta di varietà antiche locali.

Chi è interessato a collaborare a questa ricerca può contattare il responsabile del progetto, dottor Duccio Berzi, telefonando in orario di ufficio a:
Piccola Società Cooperativa Ischetus
Tel. e fax 055.5535003 - www.ischetus.com


Allergie
Nel sito dell'Arpat (www.arpat.toscana.it) è on line il Bollettino dei pollini