Scritto da Iacopo Cassigoli |    Gennaio 2002    |    Pag.

Giornalista

Non è un fatto strano che proprio a Firenze sia stata costruita una magnifica chiesa russa che pare uscita da un libro di fiabe. Sorprendono all'esterno le cinque brillanti cupolette a "cipolla", rivestite di "squame" di maiolica colorata prodotte dalla Manifattura Cantagalli. All'interno,
La chiesa russa
le figure allungate dei santi ortodossi popolano le variopinte tempere murarie e le icone in stile bizantino, eseguite da pittori russi. Il prezioso edificio fu innalzato tra il 1899 e il 1903, ma la sua storia, intrecciata con le vicende della colonia russa di Firenze, è assai precedente. Il mite clima toscano, la bellezza del paesaggio e delle città, esercitarono anche sui russi una fortissima attrazione. Ricchissimi borghesi, facoltosi aristocratici, ma anche artisti e letterati, predilessero la Toscana e Firenze come luogo di viaggio e di soggiorno. Anche per curarsi dalle malattie polmonari, come avrebbe fatto Nikolaj Demidoff, che dopo aver vissuto tra Pisa e Bagni di Lucca scelse di vivere a Firenze. I Demidoff avevano una propria cappella nella splendida villa di San Donato a Novoli. Di quel grandioso complesso, devastato dal passaggio della guerra e dalla speculazione edilizia degli anni Sessanta, rimangono solo poche tracce tra i palazzoni, anche se il nome della strada in cui sorgeva, via Villa Demidoff, ancora ce lo ricorda. Tuttavia l'arredo della cappella si è fortunatamente conservato perché Pavel Demidoff, liquidando la tenuta di San Donato, nel 1879 pensò bene di donarlo alla chiesa russa di cui in quegli stessi anni si decideva la costruzione. Oggi è infatti possibile ammirarlo all'interno della chiesa inferiore dedicata a San Nicola Taumaturgo.
L'edificio è costituito da due differenti ambienti sovrapposti, ispirato alle chiese russe del nord, con una chiesa superiore (intitolata al Natale di Cristo) fresca ed estiva, utilizzata dal Venerdì Santo, e una inferiore più calda e invernale, dove le funzioni vengono trasferite il 19 dicembre, giorno di San Nicola.
Fu Vladimir Levitsky, rettore della comunità russa fiorentina dal 1878 al 1922, a volere strenuamente la costruzione di questo edificio. Gli occorsero vent'anni per superare infinite difficoltà di vario genere, a cominciare dal reperimento dei fondi necessari alla costruzione. Nonostante tutto Levitsky non si perse mai d'animo e cocciutamente andò avanti, tanto che nel 1899 veniva finalmente posata la prima pietra. Il progetto redatto nel 1890 dall'architetto Michail Preobrazenskij venne realizzato da due fiorentini, Giuseppe Boccini e Giovanni Paciarelli. Pure la splendida porta in legno intagliato installata all'entrata della chiesa apparteneva alla cappella Demidoff. Le due ante vennero scolpite da Rinaldo Barbetti, uno tra i maggiori intagliatori dell'epoca, tanto famoso che nel 1882 gli fu commissionato il Gabinetto del Presidente della Camera a Montecitorio. All'interno dell'edificio superiore il recinto marmoreo, chiamato "iconostasi", che separa lo spazio riservato ai fedeli dal santuario dove possono entrare solo i sacerdoti, venne donato dallo zar Nicola II, fatto che testimonia quanto la chiesa fosse importante. E oggi? La vita della parrocchia dall'Ottocento fino ai giorni nostri non si è mai interrotta. Pur conservando la propria identità russa la comunità, composta da una sessantina di persone, ha accolto al suo interno anche gli ortodossi provenienti soprattutto dalla Grecia, ma anche da Eritrea, Ucraina, Serbia, Moldavia, Albania e, fino all'apertura di una loro chiesa, anche i rumeni, come la regina Elena di Romania. Si tratta pertanto di una comunità piccola ma assai viva e in crescita, perché, come spiega il rettore Georgij Blatinskij, ci sono molti bambini. Padre Georgij, originario di San Pietroburgo, risiede a Firenze dal 1997. Fino al suo arrivo la chiesa non aveva un parroco stabile, pertanto il primo sacerdote "libero" che proveniva da Nizza, Parigi, Vienna, ma anche Roma, raggiungeva Firenze almeno per le ricorrenze principali.
La chiesa russa fiorentina, nata come "Chiesa d'Ambasciata" dell'Impero, ora fa parte del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Il rito ortodosso profondamente suggestivo è officiato in slavo ecclesiastico, che può essere considerato l'equivalente del latino per i cattolici. Durante la liturgia accompagnata dal coro polifonico, tra l'intenso profumo dell'incenso, le "Porte Regali" della iconostasi si aprono, permettendo ai fedeli di vedere il santuario e di mettersi simbolicamente in contatto con Dio.

La Chiesa Ortodossa Russa di Firenze è in via Leone X, all'incrocio con viale Milton. Si può visitarla su prenotazione fissando un appuntamento con padre Georgij Blatinskij, telefonando allo 055490148. Per chi lo desidera è comunque possibile assistere alla suggestiva celebrazione liturgica, il sabato alle ore 18 e la domenica alle ore 10.30, e naturalmente per le grandi festività del calendario ortodosso.